Android detective final

Project Brillo, il sistema operativo per l’Internet delle cose

Lorenzo Quiroli Google vuole connettervi con tutti gli oggetti della vita quotidiana: si inizia da una casa più intelligente ma i confini sono illimitati

Il ritorno di Android@Home era atteso ma lo fa con una portata di gran lunga maggiore: Project Brillo e Weave sono le basi del progetto per l’Internet of Things, IoT, di Google. Project Brillo è Android, modificato mantenendo solo la base in modo da richiedere requisiti minimi molto bassi in termini di specifiche hardware, ma al tempo stesso di usufruire di supporto Bluetooth Smart, Wi-Fi e molto altro.

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Brillo arriverà in versione di prova per sviluppatori nel Q3 di quest’anno, mentre Weave, un strumento separato che permetterà ai vari oggetti di comunicare tra di loro, verrà rilasciato nel Q4.

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Weave funziona con Brillo ma al tempo stesso gli sviluppatori potranno utilizzarlo come cross-platform, anche su oggetti esistenti con un altro software. Ovviamente sarà integrato con Android, che rileverà i dispositivi con Brillo automaticamente e con semplicità. Google (e Nest) sono finalmente pronti per l’IoT: avrà più successo di Android@Home?

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