Xiaomi Mi Box Mini, la nostra prova (foto e video)

Emanuele Cisotti -

Come sappiamo ormai bene Xiaomi non è più solo un’azienda che produce smartphone e tablet, ma anche una società lanciata in tantissimi altri mercati, dalle auto, passando per i condizionatori e arrivando fino ai box TV. Spinti da una enorme curiosità abbiamo voluto provare il nuovissimo Mi Box Mini di Xiaomi. Si tratta di un dispositivo grande quanto un alimentatore e che al suo interno contiene invece tutto quello di cui avrete necessità.

L’unica sua connessione è la porta HDMI per collegare il Mi Box Mini alla vostra televisione. Nella confezione è presente anche un elegante telecomando, dotato di tasti direzionali, tasto home, tasto menu e tasto indietro. Oltre a questi troviamo poi solo i tasti del volume.

Non c’è nessuna configurazione da fare, se non collegarlo ad una presa di corrente (con un adattatore) e collegare il cavo HDMI. È subito pronto e ci mette subito di fronte ad una dura realtà: il sistema è pensato per il solo mercato cinese ed è interamente in lingua cinese. Ovviamente conoscevamo questo limite, ma pensavamo che il trasformarlo in un dispositivo “europeo” sarebbe stato più semplice. Per fortuna ci siamo qui noi ad avvisarvi su un punto importante: non aggiornate il vostro Mi Box Mini e seguite subito la guida per cambiare il sistema in lingua inglese e l’installazione di apk di terze parti. Il tutto si riduce a seguire questa semplice video guida dove vi verrà fatto installare un apk che a sua volta permette l’installazione di altri apk.

Xiaomi Mi Box Mini  - 6

A questo punto potrete anche aggiornare il sistema del vostro Mi Box Mini e avrete vari modi per installare altre applicazioni. Il primo è continuare ad utilizzare l’app “Shafa Market” che vi offre una semplice interfaccia web per installare apk tramite semplice drag & drop da PC, l’altro è quello di installare uno store alternativo. Noi abbiamo scelto l’Amazon App Shop.

Dopodiché il secondo consiglio è di collegare un mouse bluetooth al sistema, perché il solo telecomando non vi offrirà un controllo agevole delle applicazioni di terze parti che installerete a vostra volta. Non abbiamo avuto problemi con app come Kodi (gestore multimediale) o Astro, ma molte app più complesse (e tutte quelle di Google) potrebbero avere problemi. I gestori di file riescono comunque a riprodurre filmati Full HD in streaming locale.

Un altro limite da considerare è la presenza della sola porta HDMI. Non è qiuindi possibile collegare la Mi Box Mini via cavo ethernet o collegare una chiavetta USB. È possibile anche collegare controller di terze parti (noi abbiamo connesso un Moga e un Samusng gamepad) a patto di farlo dalle impostazioni di Android (vi si arriva sempre da Shafa Market). Dal menù di Xiaomi infatti tutti i dispositivi di gioco bluetooth non vengono mostrati (forse per spingere alla vendita del loro controller?). La poca memoria interna (solo 4 GB) però non lo rende un prodotto per giocare.

Qualche specifica tecnica? È dotato di un processore Mediatek MT8685 quad core da 1,3 GHz, Mali 450, supporto all’uscita Full HD, Wi-Fi a due bande e Bluetooth 4.0. Il sistema è basato su Android 4.4 KitKat.

In conclusione Xiaomi Mi Box Mini è sì un dispositivo magico (visto le dimensioni) che flessibile, ma è anche allo stesso tempo un dispositivo che richiede molte accortezze. Speriamo di aver semplificato il lavoro a chiunque volesse acquistare un Mi Box Mini dopo di noi, ma vi consigliamo comunque bene di valutare in anticipo l’acquisto, visto che sono richieste un minimo di skill per gestirlo al meglio. Potete acquistarlo a 38€ sul sito Gearbest, oppure con uno sconto di un paio di euro usando il codice sconto MIBOX.