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Come funziona la compressione dei dati di Chrome

Lorenzo Quiroli

Alcuni ingegneri di Google hanno deciso di scrivere un bel PDF contenente i dettagli riguardanti il metodo di compressione dei dati utilizzato da Chrome su Android e iOS. Flywheel, questo è il nome del proxy di compressione, permette di risparmiare una buona percentuale del nostro traffico dati per l’accesso al web da mobile.

Come funziona? Principalmente si basa sul protocollo SPDY e sul formato per le immagini WebP, adottati rispettivamente dallo 0,9% e dallo 0,8% dei siti web. Lo scenario che si prospetta è quindi quello di un web ottimizzato per i PC ma in cui l’accesso avviene sempre più da dispositivi mobile.

In ogni caso la maggior parte del risparmio è ottenuta proprio attraverso la compressione delle immagini (66.4%), come spiega sinteticamente questa tabella:

flywheel-resources

Solo il 9% degli utenti però lo ha attivato e siamo sicuri che molti non conoscono nemmeno la sua esistenza. Flywheel bypassa audio, video, grossi download, pagine HTTPS e modalità in incognito però, dunque non avrete un risparmio in queste circostanze.

C’è anche uno svantaggio però: il tempo di caricamento potrebbe aumentare di circa il 6%, riducendosi però in caso la pagina sia molto grande o vi troviate vicino ad un data center di Google. Per tutti i dettagli, in caso vi sentiate in vena di una lettura impegnativa, vi lasciamo con il PDF pubblicato da BigG.

Fonte: Google System