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Minions Paradise: diamogli un’occhiata da vicino (anteprima)

Giorgio Palmieri Come si è comportato Minions Paradise sotto il nostro torchio? Ecco, per voi, le prime impressioni sul gioco, testato nella sua versione Android.

EA questa volta non se l’è fatta scappare: parliamo chiaramente della licenza per produrre il tie-in di Minions, il film delle creaturine gialle più simpatiche del mondo in uscita il 27 agosto nelle sale italiane. Dunque Illumination Entertainment, l’azienda che aveva sviluppato Minion Rush nel 2013, saluta Gameloft e passa sotto l’ala di EA per lo sviluppo di Minions Paradise. Mica potevamo perderci l’occasione di provarlo in anteprima? Del resto, anche noi non sappiamo resistere a cotanta tenerezza.

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La novità più succosa è senza dubbio il cambio di tipologia di esperienza, infatti dall’endless runner di due anni fa si passa ad un più che rodato gestionale dedicato ad un pubblico giovanile.

Minions Paradise (6)

La storia che fa da contorno al titolo, a dire il vero, ci ha un po’ rattristato: Phil e i suoi amici si stavano dirigendo verso luoghi da sogno per una meritata vacanza quando proprio lo stesso Phil scivola sul timone e fa naufragare la nave su cui stavano viaggiando. Nessun morto, per fortuna. Come redimersi? Semplice: trasformare una comune isola deserta lì vicino in un vero e proprio paradiso con strutture adibite a fare tutto ciò che piace ai Minion, dal bere deliziosi frullati al divertirsi giocando a pallavolo.

Molte delle meccaniche che Minions Paradise riprende sono quelle già viste nei più famosi giochi del genere, farcite poi dal delizioso carisma dei Minion. Tutto si basa sul produrre determinati oggetti elementari per un ammontare di tempo in base alla rarità del suddetto, per poi svilupparne altri e altri ancora di più rari, allo scopo di felicitare tutti i Minion della zona. Questi poi ci ricompenseranno con monete sabbia utili ad espandere l’isola e ad edificare nuove strutture.

Minions Paradise (2)

L’immancabile cura con cui è stato rivestito il pacchetto lascia sempre sorrisi sul volto ad ogni sessione di gioco: i personaggi, come il precedente lavoro dell’azienda, sono veramente ben animati e particolareggiati, ed è uno spasso vederli all’opera mentre tagliano del bambù o si ingegnano nella raccolta di frutta dagli alberi.

Ci si destreggia quindi nella produzione di gas di palude, bambù, noci di cocco e persino granate pirotecniche, nella speranza di accontentare tutti gli abitanti giallognoli dell’isola, e far sì che il naufragio sia solo un brutto ricordo. La struttura, poi, si evolve con simpatici minigiochi per raccogliere più risorse come la pesca al coccodrillo, la quale implica un minimo di interazione tramite tap per schivare ostacoli e guadagnare speciali oggetti.

Minions Paradise è attualmente in soft launch, e sarà reso disponibile in tutto il mondo per Android e iOS probabilmente in concomitanza con l’uscita del film, o comunque durante il periodo estivo.

Se vale la pena aspettarlo con trepidazione? Non proprio, in special modo se siete grandicelli e abbastanza ferrati in ambito gaming, in quanto è un titolo abbastanza derivativo che non prova nemmeno a mascherare la sua natura infantile a causa di una progressione molto guidata tramite interfacce e menù decisamente lineari, ma lo spirito dei Minion è rimasto immutato, c’è e si sente forte, e difficilmente i bambini non ne rimarranno rapiti: dovrete fare solo attenzione agli acquisti in-app, poiché il gioco ad ogni schermata invita a spendere gettoni premium per accorciare le attese.

Rimanete sintonizzati per sapere quando verrà rilasciato ufficialmente il gioco.

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