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ChatSim, la nostra prova

Emanuele Cisotti - La nostra prova della sim per chattare in tutto il mondo a soli 10€ all'anno.

Articolo aggiornato: L’articolo è stato pesantemente aggiornato dopo la prima pubblicazione per rispecchiare le informazioni che ci sono state gentilmente fornite dall’ufficio stampa ChatSim.

Ha destato molta curiosità il progetto ChatSim, sopratutto per il nome con cui era stato lanciato inizialmente: WhatSim e che faceva intuire il suo forte legame con il client di messaggistica WhatsApp. Basta un po’ di intuito per capire di cosa si tratta: una sim card da inserire nel vostro telefono (in formato nanoSIM/microSIM/SIM -date un occhio alle foto a fine articolo-) e che permette di chattare con i vostri amici, senza alcuna spesa aggiuntiva, oltre a quella dell’acquisto della SIM stessa.

Può sembrare decisamente poco attraente come idea, ma cambiereste parere se vi dicessimo che può funzionare in (quasi) tutto il mondo senza dover sborsare un euro in più? Questa è l’idea che ci ha spinto a provare e recensire ChatSim (che nel frattempo ha aperto la compatibilità a qualsiasi applicazione di messaggistica in tempo reale, non solo WhatsApp: Hangouts, Skype, Telegram, ecc.).

Sin da subito i termini sul sito ci sono sembrati poco chiari. Non tanto per un intento ingannevole dei creatori, quanto proprio per la difficoltà nel metterne insieme tutti i tasselli. Ci siamo volutamente arresi e abbiamo voluto provare senza pensieri la SIM per 4-5 giorni, in tre nazioni diverse: Italia, Germania e Inghilterra. Tutte e tre le nazioni fanno parte della stessa “zona” e quindi concorrono all’utlizzo dei dati alla stessa maniera. Specifichiamo questo perché, affinché i messaggi siano davvero illimitati non si deve superare il limite del 60% dei messaggi scambiati in una stessa zona. Altrimenti l’utilizzo è al MB.

Una volta arrivata la SIM attivarla sul sito è stata questione di un solo click. Abbiamo inserito la scheda in uno smartphone in cui volutamente non vi erano altri account configurati se non quello di Whatsapp e verificando che non vi fossero strani scambi di dati (ma nonostante tutto Piattaforma Android e Servizi Google hanno comunque generato quasi 8MB di traffico). Abbiamo impostato l’apn secondo le istruzioni del sito e abbiamo comunicato ai nostri amici il nostro numero provvisorio (il numero è estone, così come l’operatore originale è sempre dell’Estonia, per la precisione parliamo di Elisa).

Siamo partiti e abbiamo messaggiato, con moderazione, con alcuni dei nostri contatti. In totale sono stati scambiati 192 messaggi, una manciata di foto e un breve video di qualche secondo (che da solo ha fatto quasi il peso totale del traffico generato). In tutto abbiamo trasmesso poco più di 15 MB.

Tornati a casa siamo andati sul sito di ChatSim e abbiamo verificato la situazione. Risulta (come detto) che abbiamo sforato il limite del 60% in una stessa zona e per questo motivo la “tariffazione” è a dati (e non a messaggi). Questo limite viene rimosso non appena torniamo sotto la soglia del 60%. In questa modalità di utilizzo un messaggio ci avvisa poi di come:

In presenza di ricarica aggiuntiva lo scambio di messaggi di testo ed emoticons non determina il consumo dei MB inclusi nel canone. Per ogni ricarica aggiuntiva viene riconosciuto un bonus pari al 10% del valore della ricarica per lo scambio di messaggi di testo ed emoticons.

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Se vi sentite confusi, tranquilli. Ci siamo sentiti anche noi così. La prima revisione di questo articolo infatti, nonostante le nostre indagini, riportava informazioni errate, che adesso abbiamo provveduto a correggere. Quello che abbiamo capito è che il tassello più importante per l’utilizzo della sim di ChatSim sia la ricarica aggiuntiva. Non che sia indispensabile, anzi, ma l’aver realizzato o meno una ricarica aggiuntiva cambia in modo importante il tipo di utilizzo della scheda. Spendendo solo 10€ (di sim) potrete infatti inviare solo testo e vi sarà impedito di inviare foto o altri file multimediali. La ricarica aggiuntiva serve a sbloccare questa possibilità e darvi quindi la possibilità di inviare contenuti multimediali tariffati a credito. Una ricarica da 10€ equivale a 2000 crediti, che in zona 1 (per fare un’esempio, quella dell’Italia) valgono per circa 200 foto (ovvero 50 crediti al MB). Oltre a questo avremo diritto ad un bonus del 10% del valore della ricarica da utilizzare per i messaggi (sempre che non li abbiate illimitati, grazie all’utilizzo in modo ben distribuito fra zone diverse).

Avevamo più domande che risposte. Provammo a chiarire alcuni di questi dubbi con il servizio clienti (senza specificare ovviamente il nostro intento giornalistico) e abbiamo avuto solo una prima risposta che ribadisce la parte di testo quotata sopra. E poi il silenzio. Grazie all’ufficio stampa però siamo riusciti a chiarici meglio le idee e aggiornare correttamente questo articolo.

Abbiamo speso 25€ per questo esperimento (10€ per la sim, 10€ di ricarica e 5€ di spedizione) e purtroppo non possiamo promuovere ChatSim. L’idea rimane buona e auguriamo al progetto (italiano, lo specifichiamo) tutto il meglio. È giusto che l’azienda si tuteli con delle clausole di corretto utilizzo (come tutti gli operatori fanno), ma purtroppo il sistema è troppo farraginoso per essere utilizzato al momento senza pensieri.

Recensione