7.0

Dungeon Hunter 5

Dungeon Hunter 5 non è poi così leggendario (recensione)

Giorgio Palmieri - La società francese Gameloft sfodera il suo asso nella manica: è la quinta incarnazione di Dungeon Hunter, saga che strizza l'occhio a Diablo, e questa è la nostra recensione.

Se cerchi la novità in un prodotto videoludico, quasi certamente non la troverai in un lavoro di Gameloft. Sebbene sia lampante quale sia la direzione intrapresa fin dalla nascita di questa azienda francese, divenuta ormai una delle colonne portanti del mercato mobile, c’è sempre chi ad ogni gioco rilasciato da questa si stupisce. Come noi, ad esempio: è strano ammetterlo, ma davvero, Dungeon Hunter 5 è l’emblema dell’altalenanza. È come se ci fosse un lottatore di sumo su una bilancia da cucina, dove picchia con i suoi piedi, a turno, una delle due estremità: la prima rappresenta i punti positivi, l’altra i negativi. Lo fa continuamente, senza sosta, e noi siamo in dubbio tra il prosieguo dell’avventura e lo stop immediato. Dopo cinque capitoli, viene da chiedersi perché.

Unica nota importante relativa alla recensione: abbiamo provato a fondo Dungeon Hunter 5 su Android, ma le dinamiche di gioco sono praticamente le stesse su iOS e Windows Phone, ed al termine trovate i link per il download su tutti e tre gli store.

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Uccidi, raccogli e uccidi ancora

Il quinto capitolo della saga hack and slash di Gameloft è sorprendentemente curato dal punto di vista narrativo. Non ci troverete riflessioni filosofiche o colpi di scena avvincenti, eppure per il contesto mobile il lavoro svolto è ben più che sufficiente. Ottimo doppiaggio e dialoghi, mini-storie conclusive per ogni missione (all’ordine dei cliché, ma pur sempre gradevoli), e luoghi ben caratterizzati contribuiscono a donare una degna identità al prodotto.

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Le abilità, due in totale, vengono assimilate equipaggiando gli accessori

Il gameplay è il medesimo delle precedenti iterazioni, ma dimenticatevi le classi in senso stretto: la creazione del personaggio in Dungeon Hunter 5 vi farà scegliere una delle cinque tipologie di armi disponibili nel gioco (falcione, due spade, staffa, spadone, due balestre), scelta che decreterà solo ed unicamente l’attacco primario, e la rispettiva combo del vostro alter-ego virtuale. Potrete comunque cambiarla in qualsiasi momento, e addirittura scegliere un secondo set in seguito. Il resto delle abilità, due in totale, vengono assimilate equipaggiando gli accessori.

Ad offrire una maggior profondità al sistema di combattimento sono gli elementi per armi e armature, e per i mostri (fuoco, luce, oscurità, natura, acqua), tipici dei giochi a-la-Pokémon, con rispettivi bonus o malus per ognuno. Grande assente è invece la parata, sostituita però dalla possiblità di schivare, che aggiunge un po’ di brio alle battaglie. Queste sono veloci e dinamiche, coadiuvate da ottime animazioni e nemici con pattern di attacchi sempre diversi. Gli stessi livelli, rigiocabili a difficoltà elevata man mano che si procede con l’avventura, si distinguono grazie ad un design intelligente e variegato, e una durata media di una manciata di minuti proprio per adattarsi alla piattaforma.

Le battaglie sono veloci e dinamiche, coadiuvate da ottime animazioni e nemici ben diversificati tra loro

Fa capolino una modalità multiplayer asincrona, che sostituisce del tutto quella PvP presente nello scorso capitolo: le meccaniche ricordano quelle del più classico dei gestionali, senza chissà quale spessore tattico, e impogono al giocatore di inserire dei servitori in punti predefiniti dal gioco per difendere la propria fortezza dagli attacchi nemici. I vostri sgherri generano col tempo oro (per potenziare l’equipaggiamento) e quarzo (per rafforzare le creature della fortezza), che dovrete ritirare ogni tanto per liberare le scorte, e per non farvele soffiare sotto il naso dagli avversari.

Dungeon Hunter 5 Sample - 7

Un altro scorcio di componente multigiocatore è uno straccio di social che alberga in ogni titolo mobile che si rispetti (lo si dice con quella punta di sarcasmo che non guasta mai). Qui è decisamente forzata, e sembra sia stata inserita nell’offerta più per motivi di marketing che per altro.

La componente social e online sembra sia stata inserita più per motivi di marketing che per altro

La cooperativa, tanto decantata nella descrizione del gioco, si riduce al portarsi nei livelli il personaggio di un vostro amico o di un giocatore casuale, comandato dall’intelligenza artificiale, per guadagnare biglietti da spendere nel negozio dei forzieri. Dieci biglietti vi danno l’accesso ad un baule standard contenente un oggetto di bassa lega, oppure potrete sborsare gemme (valuta premium) per comprare un forziere prestigioso. Sembra dunque corposa l’offerta contenutistica di Dungeon Hunter 5, ma come si comporta in pratica l’esperienza?

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Vige nell’algoritmo di recupero dell’equipaggiamento una casualità a tratti esasperante

Uno dei problemi più gravi di Dungeon Hunter 5 è senza dubbio l’arsenale e il suo ritrovamento. Vige nell’algoritmo di recupero dell’equipaggiamento una casualità tale che è praticamente impossibile creare il personaggio in base ai propri gusti.

La scelta di eliminare le parti singole di armatura a favore di un pezzo unico ha consentito ai disegnatori di creare delle corazze più omogenee dal punto di vista stilistico, ma così si perde uno dei pilastri fondamentali del genere hack and slash, ovvero la personalizzazione.

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Vi ridurrete dunque ad utilizzare le stesse armi e armature per parecchio tempo, usando gli scarti per potenziare i vari pezzi, in quanto ognuno di questi può salire di livello, rafforzandosi di segmento in segmento. Chiaramente la progressione, facile intuirlo, è molto lenta, e prevede un grinding parecchio marchiato. Il cuore pulsante del sistema di combattimento però rende tutto più piacevole, garantendo sempre un buon intrattenimento, complice pure un valido level design.

Nonostante la presenza del grinding, l’ottimo sistema di combattimento riesce a rendere tutto più piacevole

Ritornando al discorso del PvP, la modalità Fortezza lascia il tempo che trova, e ricopre più che altro il ruolo di sostituto della campagna quando l’energia si esaurisce.

Avendo quindi due barre separate per ognuna delle modalità, potrete giocare ad una mentre l’altra si sta ricaricando, seppur siano presenti attese abbastanza pesanti a lungo andare, perché le difficoltà più elevate richiedono costi in energia decisamente esosi.

Si poteva azzardare di più, molto di più nel multiplayer: la sua presenza sembra quasi un pretesto per inculcare la connessione costante, che spesso non garantisce una stabilità degna di tale nome.

Su S5 il gioco non si è dimostrato fluido come vorrebbe, vittima di numerosi problemi tecnici

C’è una città iniziale pre-partita, ma non ci sono interazioni tra i giocatori né i nomi, è presente una chat al limite dello spam forsennato, e l’impianto ludico della fortezza risulta svogliato, nonostante l’idea sia potenzialmente interessante.

Sebbene la cornice grafica sia ancora più sorprendente del solito, nella mole poligonale e, allo stesso modo, nella ricchezza visiva, su Samsung Galaxy S5 il gioco non si è dimostrato fluido come vorrebbe, vittima di problemi tecnici quali un frame-rate instabile e dei shutter senza capo né coda nelle situazioni concitate. Concludiamo con una nota al free-to-play, che anche qui fa da padrona alla giostra, e permette certamente di giocare senza spendere un centesimo con i dovuti limiti, tramite una già citata apatia nell’evoluzione del personaggio che ne inficia il bilanciamento generale.

7.0

Giudizio Finale

In bilico tra il successo e il baratro, Dungeon Hunter 5 propone un’offerta allo stesso modo convincente e fiacca, rattoppata con meccaniche social e multiplayer la cui utilità sfiora lo zero. Gli amanti del genere apprezzeranno di sicuro il lavoro svolto nel design dei livelli e nella loro variegata caratterizzazione stilistica, ma il resto troverà questo nuovo prodotto di Gameloft solo un altro prodotto di Gameloft, con i pregi e difetti del caso.

PRO CONTRO
  • Buon comparto audiovisivo…
  • Livelli stilisticamente variegati 
  • Sistema di combattimento dinamico e spettacolare
  • Narrazione di contorno, ma ben costruita
  • …ma l’ottimizzazione è alle volte deficitaria
  • Il free-to-play intacca il bilanciamento
  • Randomicità esagerata nell’equipaggiamento
  • Multiplayer e social pressoché inutili

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Ecco una videoprova di Dungeon Hunter 5 su Nexus 7 (2013), che illustra tutte le caratteristiche principali del titolo.

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