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Xiaomi Mi4 LTE con malware pre-installati? Hugo Barra dice no! (e noi gli crediamo)

Nicola Ligas - Un report di un'azienda californiana accusa Xiaomi Mi4, ma il modello in questione sarebbe stato modificato da rivenditori non ufficiali.

Bluebox, un’azienda che si occupa di sicurezza, con sede a San Francisco, ha pubblicato un report non certo cristallino nei confronti di Xiaomi Mi4 LTE (ricordate che esistono molte varianti dello smartphone), nel quale lo si accusava di avere almeno 3 malware/trojan pre-installati.

La notizia ha suscitato un certo scalpore (non moltissimo a dire il vero, probabilmente perché non tutti danno credito ad un report simile solo perché esiste), ma prima di saltare alla facile e prematura conclusione che Xiaomi Mi4 includa svariati malware pre installati, dovreste ascoltare anche il seguito della storia.

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Xiaomi ha infatti replicato come segue:

We are certain the device that Bluebox tested is not using a standard MIUI ROM, as our factory ROM and OTA ROM builds are never rooted and we don’t pre-install services such as YT Service, PhoneGuardService, AppStats etc. Bluebox could have purchased a phone that has been tampered with, as they bought it via a physical retailer in China. Xiaomi does not sell phones via third-party retailers in China, only via our official online channels and selected carrier stores.

Hugo Barra

Barra in pratica afferma che il Mi4 in oggetto non avesse una ROM MIUI originale, dato che queste ultime non includono i permessi di root, né i servizi malevoli trovati da Bluebox. Lo smartphone appare quindi adulterato in qualche modo, dato che non è stato acquistato presso Mi.com, il sito di riferimento ufficiale, ma da un negozio in Cina. Xiaomi, per la cronaca, non vende dispositivi attraverso rivenditori di terze parti.

Xiaomi rassicura inoltre di seguire l’Android compatibility definition document (CDD) di Google e di superare l’Android compatibility test suite (CTS), ad ulteriore conferma della bontà dei suoi prodotti.

La storia finisce qui? Salvo colpi di scena sì. Il mercato cinese è noto per la sua propensione a modificare/clonare qualsiasi cosa, ed il fatto che Bluebox abbia acquistato uno smartphone da rivenditori non ufficiali, sul quale ha poi basato un report molto negativo, la dice lunga anche sul modo di operare di Bluebox stessa. Come si può inoltre giudicare un dispositivo in base alle indagini effettuate su un singolo prodotto? Non ne andrebbero quantomeno presi un buon numero a campione e da fonti ufficiali?

Internet è pieno di allarmismi, e noi siamo i primi a volerli portare alla luce quando legittimi, ma prima di sparare a zero è bene assicurarsi della legittimità di ciò che si dice, altrimenti si chiama calunnia.

Xiaomi Mi4

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