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Google in futuro potrebbe basare le sue ricerche sui fatti, non sulla popolarità

Giuseppe Tripodi

Che Google sia probabilmente il miglior motore di ricerca al mondo è un dato di fatto sul quale davvero poche persone avranno qualcosa da ridire. Ma, per chi non lo sapesse, l’affidabilità dei risultati proposti da BigG è basata, tra le altre cose, dalla “popolarità” di una pagina, ossia dal numero di altre pagine che puntano al suo link.

Questo algoritmo propone soluzioni quasi sempre affidabili, ma con il diffondersi dei social network e le persone connesse in rete, è sempre più facile incappare nelle cosiddette “bufale“, ossia notizie inventate che spesso godono anche di un’invidiabile visibilità.

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Un team di ricerca di Google ha sviluppato un nuovo algoritmo, che potrebbe segnare la fine di questo sistema: si chiama Knowledge-Based Trust score e basa i risultati proposti su fatti verificati, che sono stati archiviati nel Knowledge Vault. Per chi non conoscesse quest’ultimo, si tratta di un sistema sviluppato da Google che cataloga automaticamente tutti gli avvenimenti veritieri di cui c’è traccia in rete: dalla sua creazione, nel 2014, ha già raccolto oltre 1,6 miliardi di fatti. Con questo nuovo sistema nel caso in cui un sito riportasse notizie contraddittorie rispetto ai dati presenti nel Knowledge Vault, vedrebbe automaticamente diminuire il proprio page-ranking.

Ovviamente il Knowledge-Based Trust score non è ancora online e, probabilmente, non verrà utilizzato ancora per un bel po’ di tempo: tuttavia, è interessante sapere che Google si interessa all’affidabilità dell’informazione in rete e come potrebbe affrontare il problema in futuro.

Via: GizmodoFonte: Newscientist