Galaxy S6 Edge Concept Render - 4

Ecco tutte le app pre-installate in Galaxy S6 (spoiler: solo tre sono di Samsung!)

Nicola Ligas

Avevamo già detto che Galaxy S6 dovrebbe essere particolarmente “leggero” dal punto di vista software, quasi come un Nexus, ma se le nuove informazioni di SamMobile si riveleranno affidabili, Samsung avrà senz’altro superato le nostre aspettative.

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Tra le app pre-installate sul top di gamma infatti, ce ne dovrebbero essere solo due a marchio Samsung: S Health ed S Voice; tre se conteggiamo anche lo store Galaxy Apps, tramite il quale i proprietari dello smartphone potranno scaricare, se vorranno, contenuti gratuiti esclusivi per potenziarne l’esperienza d’uso. Prima di andare oltre, vediamo quali dovrebbero essere le altre app-pre installate:

  • S Voice
  • S Health
  • Galaxy Apps
  • Facebook
  • WhatsApp (download link)
  • Microsoft One Drive
  • Microsoft One Note
  • Skype
  • Tutte le Google apps

Tralasciando Facebook e WhatsApp, che la maggior parte degli utenti avrebbero installato comunque da soli (in ogni caso ricordate che le app solitamente possono essere disattivate), abbiamo solo un trittico di Microsoft, che sarà raccolto in un’apposita cartella Microsoft Apps, giusto per ribadire un qualche tipo di accordo che c’è stato tra le due aziende, e poi tutte le obbligatorie Google app.

Riassumendo quindi: Samsung, Facebook, Microsoft e Google saranno le aziende protagoniste “dell’esperienza predefinita” di Galaxy S6. Curioso vedere tanti concorrenti virtualmente tutti assieme, ma non fatevi ingannare: non dubitiamo che Samsung cercherà di invogliare gli utenti a scaricare contenuti aggiuntivi da Galaxy Apps, del resto sarebbe suo pieno diritto farlo.

E per quanto riguarda l’interfaccia in generale, dovrebbe essere simile a quella già apprezzata su Galaxy S5 e Note 4 con Lollipop, anche se il software sarà ulteriormente snellito e rifinito ed il design delle app di sistema (telefono, lettore musicale, galleria, ecc.) sarà più rifinito ed in linea con il Material Design. Buone premesse insomma, per un’esperienza software che questa volta sia più personalizzabile, e non preconfezionata, in modo da accontentare sia il power user che l’utente medio.