6.0

Knock Knock title

Knock-knock: chi è che bussa alla porta? (recensione)

Giorgio Palmieri Paura, delirio e pazzia in un solo prodotto: Knock-knock è ambizioso, ma la sua realizzazione è all'altezza delle premesse?

Raccontare una storia non è una passeggiata, specie se questa vuole comunicare qualcosa di profondo. Nonostante la costante presenza di prodotti omogenei, il medium videoludico ha sempre provato a rinnovarsi anche nella narrazione, e Knock-knock prova ad offrici qualcosa di nuovo in tal senso. Proprio perché su Android la trama in un videogioco è cosa più unica che rara, andiamo a scoprirlo insieme.

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Knock Knock 3

Knock-knock si definisce un survival horror, ma in realtà è ben lungi da essere considerato un vero e proprio videogioco. Del resto, lo sanno persino i suoi sviluppatori, i ragazzi di Ice-pick Lodge, i quali annunciano, tramite una schermata ad inizio partita, che il loro non è propriamente un gioco, bensì una sorta di viaggio interiore. Il che potrebbe pure suonare come un tentativo pretenzioso di elevare un semplice prodotto d’intrattenimento a qualcosa di più sofisticato, eppure quella dicitura sembra più una giustificazione sulla banalità del gameplay che altro.

Knock-knock non è propriamente un gioco, bensì una sorta di viaggio interiore

Nei panni di un ragazzaccio stanco e malandato, con occhiaie e candela alla mano, bisognerà attraversare le stanze della propria abitazione per accendere le luci di ogni singolo anfratto. Questo perché l’eremitico protagonista sembra non distinguere la realtà dalla finzione, e a ciò si aggiunge la sua fastidiosa insonnia. Accendere le lampadine lo aiuta dunque ad allontanare gli incubi dal suo cervello frastornato, che lo mettono talvolta contro entità di cui non si conosce nulla a riguardo.

Pazzia canaglia

L’obiettivo, in teoria, è quindi quello di resistere fino all’alba, rappresentata da un contatore a orologio, bighellonando di stanza in stanza e facendo attenzione alle misteriose apparizioni che compaiono di tanto in tanto. In pratica, però, è lo stesso gioco a non essere chiaro: il gameplay è veramente ridotto all’osso, tanto da diventare ridondante e quasi insopportabile già dalle prime battute. Non si fa altro che accendere luci e basta, nell’attesa che qualcosa accada, prima o poi. Nemmeno l’algoritmo di generazione di stanze di partita in partita riesce in qualche modo a stimolare interesse nella mera parte interattiva.

Un comparto narrativo di spessore, colmo di spunti interessanti e dialoghi taglienti

Sembra tutto da buttare, ma non è proprio così. Ciò che farcisce la traballante impalcatura ludica è un comparto narrativo di spessore, colmo di spunti interessanti e dialoghi taglienti. Sebbene questi ultimi siano recitati da una vocina dal timbro fastidioso, e che pronuncia frasi indecifrabili, ciò che si evince è un approfondimento psicologico del protagonista da non sottovalutare. Tra monologhi e testi sparsi (interamente in inglese) si viene a creare una cornice farneticante che ne esalta la pazzia e l’ossessione di un personaggio che sta vivendo la solitudine in uno stato di perenne delirio.

Peccato che l’impostazione della giocabilità non riesca ad accompagnare la narrazione, rendendola di fatto un peso a chi non ha proprio l’intenzione di avere a che fare con sessioni ripetitive e prive di acuti. Almeno gli artisti di Ice-pick Lodge sono riusciti ad impacchettare una direzione artistica coi fiocchi, che fonde delle ambientazioni in una sorta di stile cell-shading con oggetti e personaggi coadiuvati da un delizioso tocco bidimensionale. Anche il prezzo è un punto a suo favore: solo 2€, senza acquisti in-app.

6.0

Giudizio Finale

Knock-Knock è una curiosa occasione sprecata: un ossimoro per delineare un prodotto dedicato solo a chi ha pazienza e un interesse quasi morboso verso i prodotti videoludici ricercati. Il resto della ciurma farebbe bene a starne debitamente alla larga. Un vero peccato, perché vogliamo davvero premiare il coraggio di Ice-pick Lodge, ma non possiamo non fare i conti con la discutibile esecuzione.

PRO CONTRO
  • Premessa interessante
  • Tematiche narrative mature…
  • Buon comparto audiovisivo…
  • Tremendamente ripetitivo
  • … che fanno a botte con un gameplay astratto
  • … ma la voce del protagonista è insopportabile

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