Editoriale Smartphone Regole Vita

Editoriale: dimmi che smartphone hai, e ti dirò chi sei

Giorgio Palmieri -

Quando ero giovane, e quando dico giovane intendo uno spermatozoo, compii la Nefasta Gara Verso la Cavità Uterina con meriti stratosferici (a differenza tua, che credi ancora alla favola della cicogna). Zigzagando tra gli ostacoli organici, mi resi conto (si, ebbi anche un momento per pensare) che lì dentro si viveva piuttosto bene. Vigeva l’anarchia, s’era tutti uguali tra di noi, per davvero. <Che mondo meraviglioso!> esclamai. Me lo ricordo ancora.

Ma guardami, GUARDAMI! Guarda che colpo da maestro! Ora che ci penso... quello potresti essere anche tu.

La competizione era mettersi alla prova, e non un’occasione per defecare in testa agli altri. Potevano partecipare tutti, tutti dico, senza raccomandazioni, senza falsi meriti. Tutti insieme in un viaggio che avrebbe comunque portato del bene nonostante fosse possibile eleggere un solo vincitore.

E poi, tutto ad un tratto – boom – entrai dentro l’ovulo. Semplice come bere un bicchiere di cedrata Tassoni – lo sapete no? Non ebbi il tempo di salutare i miei duecento milioni di amici, sebbene nel mio cuore sapevo che mi sarebbero stati accanto. Oppure mi avrebbero maledetto sino alla morte ma, in fondo, chi se ne frega? Tanto avevo vinto io!

<TU!> gridò una voce maschile cavernosa. Ammetto che mi spaventai. <TUUUU!>
Io: <Ioooo!>
Lui: <Dimmi un po’, sei un maschio o una femmina?>
Io: <Sei il professor Oak?>
Lui: <Allora sei una femmina?>
<Minchia> feci <Devo ancora nascere e già devo precludermi le possibilità di uno o dell’altro sesso?>
Lui: <Se il tuo desidero è quella o quell’altra cosa, non sta a me giudicare.>
Io: <Non hai capito cosa intendevo, idiota.>
Lui: <Oh si invece, mica sei l’unico trasgressivo qua in mezzo.>

Dato che siamo in tema: cosa avrà visto, secondo te, questa dolce fanciulla? A) #AWNext B) Il finale di HIMYM C) Niente, ha solo scorreggiato.

Fatto sta che scelsi maschio. Non so dirvi precisamente il motivo: forse perché sarebbe stato più semplice giustificare l’abbondante presenza di peli sul mio corpo?

Crescendo poi mi sono reso conto che effettivamente l’intero mondo è fatto di scelte. Scelte che, in teoria, dovrebbero essere fatte ragionandoci su, con criterio, ma che in pratica vengono delimitate dalle categorie, o fazioni, come preferite. Pensateci pure per qualche minuto (so che ci mettete un po’ a carburare, quindi mettetevi comodi, qui avanti ci sono posti liberi, vi fa un caffè? No, mi spiace, la Tassoni è finita. E comunque non ve l’avrei data).

La storia delle categorie di pensiero parte dalla nascita e cresce di anno in anno, raggiungendo livelli pericolosi per lo sviluppo umano e per la convivenza civile. E se da bambini un comportamento del genere è giustificabile, quando si raggiunge l’età matura non lo è. Naturale, no? No? Oh? A te è la domanda, rispondi!

Tu in questo momento.

Ecco, presumo che tu abbia ancora un minimo di attenzione se sei arrivato fino a qui. Ora prestane ancora di più, tanto anche oggi non hai concluso niente nella tua vita: indipendentemente dalla scelta che faremmo, dal compito che adempiremmo, dalle cose che diremmo, tutto si scinderà in chi sarà d’accordo e chi no (non contando le varie e legittime sfumature). Ed è giusto che sia così: ragazzi, un attimo, non andatevene, non sono qui a filosofeggiare, ma solo a farvi notare quanto la gente possa essere cazzona.

Pasta

Siamo arrivati a tal punto che il solo possedere un determinato telefono, o addirittura una marca, delimita le abitudini, il carattere, le esigenze, insomma, tutto ciò che c’è da sapere sulle persone, in special modo sul web. E l’essere d’accordo o meno con delle opinioni viene spesso limitato dall’appartenenza ad una categoria, a sua volta scelta in base ai propri dispositivi o a chissà quale tendenza, senza il benché minimo briciolo di obiettività.

Non fare quella faccia da incredulo, perché sono certo che lo fai anche tu. Ah no, hai quella faccia perché non hai capito una minchia di quello che ho detto. Aspè; te lo rispiego.

Rilassati!

Se hai il X-Pinga-Zeta-9000 con 26 giga di RAM che costa quanto una goleador, per poi vantartene nei forum e nei blog sproloquiando a vuoto ed insultando la gente che spende ancora più di una goleador per uno smartphone, alle persone, del fatto che tu abbia quel telefono, fondamentalmente, non frega una cippa. A meno che tu non sappia spiegare (cosa non da poco), obiettivamente – e ripeto – obiettivamente, perché credi che sia un acquisto imperdibile, sviscerandone pregi e difetti, facendo attenzione a chi lo stai consigliando un dispositivo del genere, se proprio vuoi essere di aiuto.

X-Pinga-Zeta-9000 nel suo ultimo rendering leakkato.

La stessa cosa vale se possiedi un dispositivo di ultima generazione, il più costoso in commercio, del tipo:

“La qualità si paga, e l’ultimo Scaldabagno2016 costa tre case ma te la garantisce!”

Ma scusa, il telefono ti serve solo per telefonare, andare su WhatsApp, Facebook e giocare a Candy Crush, giusto? Allora che te ne fai di quel telefono con il triplo sistema ad areazione cibernetico?

Non voglio essere ridondante, alla fine queste cose ce le siamo già dette. Si, ora non fare il figo che vai nei commenti e scrivi che è una cosa scontata. Non lo è, per Zeus, non lo è. Lo sarà per te (ne dubito), ma forse la situazione ci sta sfuggendo di mano.

Continuo a non capire quel goliardico gusto che non trattiene la gente dal catalogare ogni singolo essere vivente in base o meno al possedimento di aggeggi elettronici, e quella voglia spasmodica di non far parte di una fazione, quando in realtà si è dentro con entrambi i piedi. La cosa vale da entrambi i lati, perché anche gli “hipster” si stanno non troppo involontariamente omologando come i costumi dei Power Rangers. Cambia il colore, ma la sostanza è la stessa.

Power Rangers

Il problema è che siamo troppo attenti alle nostre esperienze, e troppo poco attenti a quelle degli altri. Vogliamo a forza inglobare nella nostra crociata altre persone, fregandosene di come la pensa quello o quell’altro, manco fosse una nuova forma di bolscevismo tecnologico.

Ben venga l’informazione (d’altronde, noi che esistiamo a fare?), ed è giusto che le persone si informino alla ricerca dello smartphone (o di qualsiasi dispositivo) perfetto per le proprie esigenze, e ancora, ben venga il voler condividere l’esperienza con gli altri: ma facciamo attenzione al portare rispetto mentre disquisiamo tra le pagine del web, mettendo un attimino da parte noi stessi e le nostre inutili guerre d’idee nebulose.

Morale: se acquisti un telefono, e devi dire a tutti che quello è il migliore nonostante in cuor tuo sai che non lo è, fai del male:

  • Alla tua intelligenza
  • Al progresso tecnologico
  • Alle palle delle persone

Okay che ti piace rompere i cosiddetti, ma dico io, ne vale proprio la pena?