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Skyward: Zelda e Monument Valley? Né l’uno, né l’altro (recensione)

Giorgio Palmieri

I mediocri imitano, i geni copiano. Il famoso detto di Picasso riecheggia nell’aria, e dolce s’infila tra i meandri del negozio virtuale di Google. Skyward è l’ennesimo, furbo titolo che s’ispira non troppo elegantemente ad un altro titolo di ampio successo. È ancora una volta Monument Valley ad essere preso come mezzo di influenza, senza però esagerare tanto da gridare allo scandalo. I titoli infatti stilisticamente (almeno i tratti) sono simili, ma ludicamente non spartiscono niente di niente.

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6.5

Stimolo o necessità?

Skyward Android - 1Mettiamo in chiaro una cosa: Ketchapp, la software house italiana dietro Skyward, è la stessa azienda che ha prodotto su piattaforme mobile 2048 (ispirato a Threes!) e Don’t Touch The Spikes (clone del tanto odiato Flappy Bird). Ciò vi da un quadro generale su come e su cosa lavora l’azienda.

Veniamo quindi al dunque, e parliamo nello specifico di Skyward, un titolo che viene inconsciamente paragonato a Monument Valley, e il ché è piuttosto legittimo. Ne condivide lo stile grafico, persino il font, ma manca quella verve creativa di un prodotto come quello di Ustwo.

Non parliamo solo della grafica che, per quanto gradevole sia, non riesce a ricreare architetture curiose, e si limita ad abbozzare forme cubiche di dubbio interesse, ma anche del mero gameplay.

Tempismo perfetto

Il titolo di Ketchapp si discosta completamente dai paradossi prospettici ideati dagli artisti di Ustwo, e non azzarda, buttandosi di petto su una formula stantia, ossia quella del classico e abusato genere dell’endless game, farcito di una componente frustrazione importante. Fondamentalmente, Skyward è un arcade in cui bisogna procedere lungo un percorso generato casualmente utilizzando due cerchi, uno dei quali, a turno, rimane fermo, e l’altro gira in senso orario attorno al primo.

Skyward Android - 2Lo scopo è quello di toccare lo schermo al momento giusto per permettere ai cerchi di andare avanti ed accumulare punteggio, passo dopo passo, facendo attenzione a non cadere, e a non far passare troppo tempo tra un passo e l’altro.

Il tutto è ben tarato: il gameplay infatti si rivela un gradito passatempo, che non fa gridare al miracolo dell’intrattenimento, certo, ma che restituisce una discreta dose di gratificazione.

La struttura ludica è farcita anche da un benvoluto sistema di progressione basato sullo sblocco di ulteriori pattern di livello, con tanto di pedane potenziamento e trappole che si vanno ad aggiungere alla partita successiva, riempendo l’algoritmo di generazione con ulteriori pezzi.

Concludendo, seppur facente parte ad un filone tendenzialmente apatico, il gameplay di Skyward risulta più che sufficiente, se preso per quello che è. Purtroppo il divertimento svanisce dopo poco, sia per colpa di una giocabilità priva di particolari acuti, che a causa di un sistema di pubblicità abbastanza invasivo (senza la possibilità di toglierlo con un acquisto in-app). Perlomeno i colori e il rispettivo uso dei gradienti contribuisce, nella sua frettolosa imbastitura, a rendere più piacevole l’esperienza di gioco.

Del ketchup per noi due

Ketchapp riveste frettolosamente il suo Skyward con uno stile grafico che non è il suo, senza mascherare l’operazione. Il prodotto finale non sfiora nemmeno la potenza artistica e ludica di Monument Valley, né la sua ricercata struttura, ma dietro questa palese mossa di marketing c’è un endless game sufficientemente divertente. Il modo di operare dell’azienda potrebbe non andare giù, ma gli amanti del genere ci troveranno una discreta dose di sfida e frustrazione, in egual misura.

PRO

CONTRO

  • Gratuito…
  • Gameplay accessibile…
  • Sistema di progressione ben contestualizzato
  • …ma la pubblicità è abbastanza invasiva
  • …tendente però alla perdita di interesse repentina
  • Comparto audiovisivo “poco ispirato”

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