Google Plus final

Google+ sarebbe sempre più un deserto di balle di fieno

Nicola Ligas -

balla di fieno che rotola

Dopo il ritiro di Vic Gundotra da Google e quindi dalla direzione Google+, in molti avevano discusso sul fatto che il social network di BigG fosse un “morto che cammina“, ma l’azienda di Mountain View non aveva più diffuso dati precisi sul suo utilizzo. Cerca di rimediare l’analisi realizzata da Edward Morbius, probabilmente uno pseudonimo, secondo il quale Google+ sarebbe praticamente un deserto in cui rotolano (poche) balle di fieno.

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Google+ avrebbe infatti circa 2,2 miliardi di profili, ma di questi solo il 9% avrebbe mai realizzato un post pubblico, e di questi solo il 6% ha pubblicato qualcosa nel 2015. Non finisce qui, perché di questo 6% la metà sarebbero commenti a YouTube, il che in numeri significa che su 2,2 miliardi di utenti teorici, solo 4-6 milioni sarebbero attivi sul social network in questo inizio 2015 (i primi 18 giorni, per essere precisi).

L’analisi di Morbius, essendo stata condotta da un esterno, è senz’altro inaccurata, e non può tenere conto in alcun modo dei post che non sono pubblici, che rappresentano senz’altro una buona fetta di utenti. Ciò nonostante sono dati sconfortanti, soprattutto se paragonati a quelli di Facebook: 1,5 miliardi di utenti registrati, dei quali circa 1,3 miliardi attivi almeno una volta al mese.

utenti attivi Google Plus

Ciò che rende complicata l’analisi di Google+ come social network a sé stante è la sua profonda connessione con altri servizi di Google: oltre al già citato YouTube, registrando un account Gmail viene creato anche il relativo profilo Google+, ma se una persona ci entrasse solo una volta giusto per curiosità o per cambiare la foto profilo, possiamo davvero considerarla un utente del social network o non sarebbe più corretto definirla solo un utente Gmail?

Secondo gli ultimi dati di Google sarebbero infatti 540 milioni gli utenti registrati su Google+, dei quali circa 300 milioni attivi ogni mese, ma sono cifre vecchie e comunque molto discrepanti rispetto all’analisi di Morbius. Il dubbio che Google+ sia comunque in netto declino rimane, e solo i dati precisi di Google potrebbero dipanarlo. Sempre che arrivino.

Via: Repubblica