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Perché è importante che Google sia un operatore mobile

Emanuele Cisotti -

Si è parlato del fatto che Google potrebbe presto diventare operatore virtuale negli Stati Uniti e la cosa sembra essere ogni giorno più vera. Ma cosa può portare di interessante Google nel mondo degli operatori mobili? Ci sono vari fattori per cui è importante considerare la rilevanza che un cambiamento simile potrebbe avvenire nel mondo della telefonia mobile statunitense e poi, chissà, anche nel resto del mondo. Gli operatori virtuali esistono ormai da molti anni in moltissimi paesi, ma nessuno ha mai fatto davvero la differenza in termini di numeri. Google però dalla sua ha un brand potente e già legato in modo importante alla telefonia mobile ed internet.

Ma non è solo questo, c’è di più. Analizziamo ogni punto rilevante.

Un operatore = Più operatori

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La notizia più importante sarebbe che Google si appoggiera non ad una rete mobile, ma a ben due reti mobili. In particolare Sprint e T-Mobile, che negli stati uniti, tra i 4 big, sono i due operatori meno utilizzati. La SIM card dovrebbe fare lo switch automatico sulla la rete migliore disponibile al momento, scegliendo quella con il segnale migliore e la rete più veloce. Forse così potrebbe non suonare niente di avvenieristico, ma pensate se la vostra SIM Google Italia potesse scegliere in automatico la rete 3 o Wind in base alla qualità del segnale. Non male, no?

Integrazione Wi-Fi

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Non ci sono conferme, ma sembra che Google, oltre a sfruttare la rete 3G/4G dei due operatori potrebbe creare anche una rete di hotspot Wi-Fi a cui lo smartphone si connetterebbe in modo del tutto automatico. È una tecnologia già presente in molti smartphone e sfruttata molto poco dalle offerte al momento esistenti fra gli operatori mondiali. Immaginatevi la velocità del 4G in movimento e la solidità di una rete Wi-Fi quando vi fermate in un luogo chiuso o di pubblica frequentazione. Potremmo anche ipotezziare una soglia dati superiore (o illimitata) per la connessione su Wi-Fi, ma qui stiamo solo fantasticando.

Costi contenuti

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Google non farebbe del suo operatore mobile la sua primaria fonte di business (che rimane la pubblicità) e potrebbe permettersi quindi di guadagnare molto poco da questo progetto, in linea teorica anche nulla. Gli introiti di Google proverrebbero maggiormente dallo stare utilizzando un servizio che si integrerebbe con quelli già esistenti dell’azienda (analizzeremo questo nel prossimo punto). In poche parole Google potrebbe fare offerte realmente convenienti, magari puntando molto sui dati e rinunciando a soglie voce ed SMS corpose. Spesso il punto di forza degli operatori virtuali è già nel prezzo, ma spesso si ha troppa paura di affidarsi ad operatori virtuali la cui fortune sono spesso alterne.

Integrazione servizi Google

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Ok, avete la vostra SIM Google, spendete poco e navigate veloce. Ma dove sta la fregatura? Nessuna fregatura, anzi! Potreste avere ulteriori vantaggi. Potreste avere ulteriori sconti nel caso utilizzaste Hangout per le chiamate vocali, tanto per fare un esempio. Ottenere credito gratuito per le telefonate internazionali e così via. Sono tutte supposizioni, ma si sposerebbero bene con la politica di Google di fidelizzare i propri utenti all’utilizzo dei propri servizi per poi proporre servizi premium (come telefonate ai numeri fissi su Hangout o più spazio su Google Drive).

In conclusione, il sogno di Google che diventa operatore virtuale è molto di più del semplice lancio di una ennesima SIM card con qualche offerta interessante e magari un pacchetto di GB corposo. Google come operatore mobile potrebbe stravolgere il panorama delle offerte per i vostri cellulari. Emozionati?