Kirt McMaster steve kondik

Cyanogen Inc. vuole strappare Android dalle grinfie di Google: app store pronto in 18 mesi

Nicola Ligas

Kirt McMaster, CEO di Cyanogen Inc., è uno che non le manda a dire, e uomo dalla provocazione facile: sue sono state le email poco eleganti con cui liquidava OnePlus, e sue le dichiarazioni circa l’inettitudine di Samsung, ma in un’intervista a The Information McMaster ha alzato ulteriormente la posta.

Io sono il CEO di Cyanogen. Stiamo cercando di portare via Android a Google,” questo è stato l’esordio. Il discorso si è poi articolato sul controllo che Google ha su Android, che impedisce a sviluppatori di terze parti di fare ciò che fa lui: Google Now, per esempio, è radicato così profondamente nel sistema come le app di terzi non potranno mai essere. Cyanogen mira quindi a creare una versione di Android più aperta, in modo da attrarre nuovi partner, che vi potranno integrare i propri servizi in maniere oggi impensabili. Tra questi viene espressamente citato Aviate, il launcher di Yahoo! (che si dice avesse mostrato interesse verso Cyanogen).

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Simili prese di posizione non rischieranno di inimicarsi Google? Certo, ecco perché McMaster vuole raggiungere la totale indipendenza da Google in 3-5 anni, ed il primo passo sarà avere un proprio app store, pronto entro un anno e mezzo.

Al contrario delle “sparate” precedenti del CEO di Cyanogen Inc., che erano più fini a sé stesse ed alla polemica (=pubblicità), questa sembra avere una radice ben concreta. Certo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: da una parte è vero che Google “controlla” Android tramite i propri servizi, dall’altra è vero anche che questi servizi funzionano. McMaster spera forse di raccogliere il malcontento dei partner di Google con promesse di maggiore libertà, ma l’unica che finora abbia provato a rendersi più indipendente è stata Amazon, e non è che abbia ottenuto un successo clamoroso. E parliamo di un colosso, in confronto al quale Cyanogen Inc. è ben poca cosa.

I tempi indicati sono comunque piuttosto lunghi, ma siamo comunque molto curiosi di vedere se e quando alle parole seguiranno anche dei fatti.

Via: Android Authority