6.0

WWE Immortals Copertina

WWE Immortals: mamma, voglio fare il wrestler. E pure il supereroe (recensione)

Giorgio Palmieri -

I crossover videoludici ci piacciono particolarmente, in special modo quelli più improbabili. Non sempre, però. Ci sono quelli che proprio non si riesce a digerire, e poi quelli che è meglio non avvicinarsi a causa di pregiudizi (spesso infondati). Per WWE Immortals, ad esempio, siamo in balia del dubbio. A chi è rivolto un prodotto del genere? Ai fan del Wrestling? Probabilmente, ma c’è poco di quello sport di lotta dal forte sapore greco-romano. I vari beniamini del wrestling in questo titolo esclusivo mobile vestono infatti i panni di supereroi, o comunque di figure esagerate con peculiari abilità magiche. Non proprio il massimo del realismo, in effetti. E quindi ci chiediamo: questo picchiaduro gesture-based è rivolto ai fan dei Marvel e dei DC? Ma per quelli non ci sono già Injustice: Gods Amoung Us e Marvel: Contest of Champions? Che, tradotto in soldoni, significa – che senso ha creare (e giocare) questo WWE Immortals?

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Lo ribadiamo: amiamo i cross-over, ma solo se fatti con criterio. E non si tratta di chissà quali stupide preclusioni, benché sia palese avere delle preferenze, ma di semplici constatazioni.

WWE Immortals e Injustice sono lo stesso identico gioco. Uguale, spiccicato, identico. Copia e incolla? Copia e incolla. Un reskin di Injustice: GAU? Si, lo è. D’altronde, i developer sono gli stessi, i ragazzi di NetherRealm Studios, e nel progetto è stato coinvolto anche lo studio di Phosphor Games, autori di Horn.

Superman? E no, quello ci manca.
Superman? E no, quello ci manca.

Non per essere un solo reskin il gioco è completamente da buttare, anzi. Graficamente, WWE Immortals è a dir poco ottimo. Personaggi enormi, ben caratterizzati dal punto di vista stilistico, animati con una certa dedizione, si nota forte il buon lavoro svolto nel comparto tecnico, e sembra proprio che gli sviluppatori si siano dedicati unicamente a questo aspetto, dato che la formula di gioco è identica, appunto, a quella di Injustice: GAU. Rinfreschiamo la memoria: il gioco è un picchiaduro tre contro tre basato su tap e swipe.

Ci si scontra dunque contro le icone del Wrestling per eccellenza, da Big Show a Brock Lesnar, nei panni di veri e propri eroi. C’è Kane il Demone, Trish Stratus la Maga Bianca, John Cena il Soldato, insomma, è curioso vedere come gli artisti si sono divertiti a personalizzare i personaggi con quel tocco improbabile ed esagerato, quasi ad esaltare l’indole di questo sport (se lo è o meno lo lasciamo agli intenditori), ma alla base il gioco sa molto di già visto. Tap per attacco leggero, swipe per attacco pesante, fino a quando la barra dell’adrenalina non si carica per poter sfoderare la propria super mossa, spettacolare non c’è che dire, ma basata sempre sui soliti quick time event.

WWE Immortals Android - 4
Ehi, ma quello è Injustice!

La progressione poi, lenta e fondata sul grinding sfrenato, porta chiaramente ad una certa ripetitività, rimarcata di più se avete giocato ad Injustice due anni fa. Per non parlare del bilanciamento della difficoltà, che ancora punta tutto sui soldi spesi dal giocatore, nonché sui valori numerici del proprio team, piuttosto che sull’abilità di questo.

Con i crediti ottenuti in gioco, infatti, si acquistano nuovi lottatori, e anche su questo fronte non siamo pienamente soddisfatti, dato che il roster è solo sufficiente, nulla più. C’è una modalità multiplayer, ma è asincrona; c’è il sistema ad energia, ma perlomeno non è troppo asfissiante; è presente all’appello pure il sistema dei pacchetti con personaggio casuale all’interno, proprio come in Injustice. È un gioco di due anni fa, riproposto con nuovi personaggi e un comparto tecnico modernizzato. Insomma, ci aspettavamo una formula perfezionata, non una minestra (poco) riscaldata.

6.0

Giudizio Finale

WWE Immortals è un boccone che si ingerisce così, perché lo si deve fare. Sebbene non faccia male, non lascia né segno né nulla degno di nota. Tecnicamente è un buon prodotto e pure ben confezionato, dallo stile unico con una forte personalità; è dal punto di vista ludico che il titolo fa storcere il naso, giacché, in fin dei conti, siamo dinanzi ad un clone di Injustice: Gods Among Us. Se vale la pena provarlo? Al netto delle considerazioni fatte, se dovessimo fare un’espressione per darvi una risposta, e quindi un consiglio, la nostra faccia si contorcerebbe nella più mera sincerità del puoi scaricarlo, oppure puoi anche non scaricarlo, nella speranza che quella estrinsecazione facciale sia più che chiara.

PRO CONTRO
  • È divertente quanto Injustice…
  • Comparto tecnico solido
  • Stilisticamente caciarone
  • … con tutti i difetti del caso
  • Formula stantia
  • Ripetitivo fin da subito

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