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Ecco la ricarica wireless a 6 metri di distanza

Emanuele Cisotti -

Diciamoci la verità: la ricarica wireless non ha mai preso davero campo nei nostri cuori e nelle nostre case. Il motivo è abbastanza semplice: tempi di ricarica un po’ lunghi, dispositivi di ricarica scomodi da utilizzare e sopratutto pochissimi dispositivi compatibli senza la necessità di una cover aggiuntiva. Ma mentre la ricarica wireless classica avanzava, l’azienda Energous ha lavorato per oltre 2 anni ad un progetto di ricarica a distanza molto interessante, riducendo quello che prima era un trasmettitore grande quanto un tavolino a poco più di un router domestico (quello che vedete in foto in apertura).

Curiosi? Beh, dovreste esserlo. Al CES l’azienda ha potuto mostrare ad alcuni giornalisti la flessibilità e potenza del suo sistema che permette di ricaricare più dispositivi in contemporanea, di qualsiasi tipo essi siano, fino a 6 metri di distanza. Il tutto con una efficenza energetica di circa il 70% (contro il 90% della ricarica induttiva attuale). Il sistema permette di passare da una base di ricarica all’altra in modo del tutto trasparente, come ora i cellulari fanno per passare da una cellula telefonica e l’altra. Un sistema simile si vociferava avrebbe trovato spazio dentro alcuni smartphone Samsung, ma poi non si è mai visto nulla di simile in commercio.

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Il sistema, a detta dei giornalisti presente, si è dimostrato funzionale ed è stato possibile da un tablet gestire le preferenze di gestione della rete, scegliendo quali dispositivi ricarica e alimentare e quali no. È poi possibile anche dare una priorità ai dispositivi in via di scaricamento. Al momento nessun prodotto integra i chip di Energous all’interno dei suoi dispositivi e la demo è stata fatta su degli smartphone con un case aggiuntivo che integrava il chip. Questo si occupa di convertire delle onde trasmesse sulle stesse frequenze della Wi-Fi in energia elettrica, mentre è il bluetooth LE a rilevare la presenza di dispositivi nei paraggi.

L’azienda ha deciso di non produrre lei per prima antenne di ricarica e gadget compatibili, ma di concedere in licenza il sistema a chi lo vorrà integrare. Al momento è al lavoro insieme a Foxconn (che produce molti degli smartphone che avete nelle vostre mani), con South Korea’s SK Telesys e anche alcune compagnie minori come Haier. Engadget fa notare però come un’azienda simile necessiti di accordi diretti con produttori di smartphone affinché questo standard possa prendere piede. E anche noi ci auguriamo che possa accadere presto.

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Fonte: Engadget
CES