Natale Android Motorola final

Editoriale: cosa non mi sono regalato per Natale. E perché.

Nicola Ligas -

Ci sono tanti motivi per cui mi ritengo una persona fortunata, o quantomeno uno che vede il bicchiere mezzo pieno, ed uno di questi è il fatto di poter provare con mano tanti di quei dispositivi che in caso contrario rischierebbero di minare seriamente il mio conto in banca. Il rovescio della medaglia è una certa “disaffezione” generale ai vari prodotti: parte del fascino di un (incauto) acquisto sta proprio nel non sapere di preciso cosa ti attenda una volta aperta la scatola e nell’immaginarsi tra sé e sé il momento in cui stringeremo per la prima volta in mano il prodotto “perfetto” che ci siamo prefigurati. Avendo spesso già vissuto quel momento, riesco più facilmente a resistere alla tentazione di prendermi un nuovo smartphone / gadget / accessorio ecc., ma questo Natale è stata particolarmente dura, e se avrete un po’ di pazienza voglio anche raccontarvi come e perché. (Liberissimi di stilare un vostro elenco nei commenti.)

Drone (con GoPro)

Recensione GoPro HERO4 Silver 15

Iniziamo con l’attuale mio massimo oggetto del desiderio: un drone. Un drone serio, non un giocattolino. Uno di quelli a cui collegare una action cam o quantomeno dotato di fotocamera (buona) sua. Tra qualche tempo (in realtà un po’ hanno già iniziato) giornali e media vari saranno invasi di report dei danni causati da “dronisti” inesperti; sì perché in fondo parliamo di apparecchi in grado di volare a centinaia di metri di altezza, territorio di aerei ed altri velivoli, che se utilizzati con incuria e facile entusiasmo possono precipitare o danneggiare cose e persone. Ci vorrà una “polizia dell’aria”, prima o poi (ditelo ad Amazon e Google), ma intanto volare in luoghi residenziali non è raccomandato, soprattutto se i vicini vi odiano, e già questo è stato il mio primo motivo di perplessità: il timore che, esaurito l’entusiasmo iniziale, il drone sarebbe rimasto a prendere polvere anche per ragioni pratiche.

LEGGI LA RECENSIONEGoPro HERO4 Silver (foto e video)

Parrot ha cercato di tentarmi col suo Bebop, venduto per soli 500€ con videocamera inclusa, peccato che il prezzo quasi raddoppi aggiungendo anche lo Skycontroller, un piccolo must per godere di un’esperienza appagante e di controlli più precisi. Altre soluzioni ci sono, ancor più costose, e comprendono per lo più l’impiego di action cam separate, il che di per sé è anche positivo, dato che la action cam potrà anche essere utilizzata non in congiunzione col drone; d’altro canto è vero che comprare una GoPro senza farla volare sarebbe stato come “castrarla” un po’, ed ho cercato quindi di convincermi che i due prodotti fossero inscindibili (non lo sono, ma per favore assecondatemi).

L’utilità di un drone può senz’altro essere fonte di discussione, ma il fascino dal mio punto di vista è innegabile, probabilmente perché amo la fotografia in generale, e le riprese effettuate da un drone sono una cosa che, fino a qualche tempo fa, un privato cittadino poteva solo sognare.

Rimandato per eccessiva richiesta di fondi (per fare le cose per bene), non per carenza di desiderio.

Smartwatch Android Wear

Recensione LG G Watch R 18

Quando Motorola annunciò Moto 360, la scorsa primavera, ero pronto a rimettermi l’orologio al polso. Non ne porto più uno da anni, ed ormai faccio benissimo senza, sia per abitudine che per la non esigenza dell’accessorio in sé. Android Wear poteva però crearne nuove di esigenze: non mi dispiace la visione di Google, ovvero il fatto che lo smartwatch non sia un dispositivo standalone ma un’estensione del nostro smartphone, il problema è che deve comunque essere qualcosa di più degli attuali modelli con Android Wear.

L’autonomia prima di tutto non è soddisfacente: sono in pochi a poter superare la giornata di utilizzo, e comunque arrivare a due intere è quasi un miraggio, e ritrovarsi fuori casa con telefono ed orologio entrambi scarichi è una sensazione che personalmente mi arreca un gran fastidio.

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Passando poi alle funzioni, è vero che le notifiche al polso sono comode ed in molti casi vi faranno utilizzare assai meno lo smartphone, ma da sole non bastano, nemmeno se unite a quella scarsa piattaforma che è tutt’ora Google Fit. Google ha (come suo solito) gettato un’idea in pasto agli sviluppatori sperando che fossero loro a popolare Android Wear di contenuti, ma senza dar loro al contempo grandi ragioni per farlo. Perché uno sviluppatore dovrebbe investire tempo (e denaro) nello sviluppo di un software che si appoggi su pochi e non impeccabili hardware?

Non fraintendetemi: gli smartwatch Android Wear costituiscono al momento degli ottimi regali (magari fatti in gruppo), il che li rendeva perfetti per Natale (ma non credo abbiano spopolato). Se mi regalassero un G Watch R, giusto per citare il più bello, di certo non mi potrei lamentare, ma se dovessi scegliere dove investire qualche centinaio di euro, un dispositivo Android Wear non sarebbe certo la mia prima scelta.

Rimandato perché acerbo (e quindi anche più caro del dovuto, al momento).

Oculus Rift / Gear VR

Galaxy Gear VR 2

La realtà virtuale sembra sul punto di conoscere una seconda giovinezza ormai da tempo. La mia paura è che invece possa andare incontro ad una seconda vecchiaia repentina.

Oculus (con Samsung) è il primo nome che viene in mente, ma anche Google ha dimostrato che due pezzi di cartone sono più che sufficienti, quantomeno per averne un assaggio. Se la tecnologia non è quindi un problema insormontabile, da cosa nascono i miei dubbi? Dall’eterno problema dei contenuti, in particolare quelli destinati “all’uomo comune”. L’impiego della realtà virtuale in ambiti particolari (come forma di addestramento / simulazione, ad esempio) può rivelarsi molto utile, ma il privato cittadino cosa potrebbe farci? Giocare? Sì, a qualcosa, col rischio di un mal di testa, ma per ora sono molto pochi i nomi famosi ad essersi gettati nella mischia.

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La realtà virtuale rischia insomma di essere una di quelle tecnologie belle in teoria, ma poco attraenti in pratica; tanto per fare un parallelo, un po’ come si è rivelato il 3D sui televisori domestici, dai quali sta pian piano scomparendo. La gente è incuriosita, ma non affascinata al punto da farne uno strumento quotidiano, soprattutto perché nessuno dà loro un vero motivo od un vero benefit nel farlo. Un discorso semi-analogo potrebbe essere fatto per i Google Glass, ma quest’ultimo ha anche il fascino dettato dal fatto di essere il primo (e praticamente unico) dispositivo nel suo genere: una sorta di cimelio, anche in un’ottica di lungo periodo.

È vero che, allo stato attuale Oculus Rift e Gear VR sono ancora prodotti non pensati per le masse, ma non tanto di per sé, quanto in relazione ai contenuti che apportano; ed in questo senso il paragone con i Glass si ripete. Margini e tempi per un miglioramento ce ne sono, ma così come la realtà virtuale era caduta nel dimenticatoio una volta, potrebbe farlo anche un seconda, o al più rimanere di nicchia.

Rimandato per scarsa fiducia.

Nexus 6

Motorola Nexus 6 12

Ebbene sì, c’è anche lui nella mia breve lista di non-regali. Chi ci segue regolarmente sa quanto mi piaccia Nexus 6, ben più del precedente modello, dunque perché no? Un po’ perché sono tirchio, e Nexus 6 è ad oggi uno degli smartphone più cari sul mercato, senza per altro che il prezzo superiore sia giustificato a livello hardware. E nemmeno a livello software. Inoltre, dato che al momento viene venduto tramite Play Store (e a malapena su Amazon), le possibilità di una sua svalutazione a breve sono piuttosto basse, ma spero che con la possibile apertura a store di terze parti le cose cambino in futuro.

LEGGI LA RECENSIONEMotorola Nexus 6 (foto e video)

Tornando rapidamente alla questione software, sia chiaro che apprezzo molto Android stock, ma è pur vero che ROM AOSP esistono per la maggior parte dei dispositivi in commercio. Apprezzo un po’ di meno che, su un dispositivo di questo tipo, non sia stato fatto nulla di particolare per giustificarne / sfruttarne le dimensioni superiori. Ad oggi Galaxy Note 4 rimane l’unico “vero” phablet, che con Multi Window ed S Pen offre un’esperienza che non solo la concorrenza non ha, ma che avrebbe anche meno senso su uno smartphone di dimensioni inferiori, facendo della sua taglia un punto di forza e non una (possibile) debolezza. Probabilmente questa cosa del software me la sono legata al dito più del dovuto, sperando che davvero Google volesse fare qualcosa di più in materia, e al contempo la svalutazione della concorrenza non ha messo in buona luce il pur sempre ottimo Nexus 6. Design e qualità portano la firma di Motorola, che è un po’ una garanzia implicita, l’hardware è potente, il display colpisce non solo per le dimensioni, ed in generale è difficile rimanere delusi acquistando un prodotto del genere. A patto di non volere qualcosa di più.

Rimandato perché arrogante (o è solo Google ad essere – eternamente – sprovveduto?)

E questo è quanto. Natale ormai è andato, e il portafoglio è salvo. Per (s)fortuna tra un po’ è Capodanno e dopo c’è Befana! Voi invece a chi o cosa avete ceduto/resistito?

LG G Watch R

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