Android Lollipop final -6

Editoriale: Android 5.0 Lollipop ha rivoluzionato le notifiche, ma siamo sicuri funzionino meglio?

Nicola Ligas -

Android ha da sempre fatto scuola in materia di notifiche. Sia iOS che, in tempi recenti, Windows Phone, si sono pesantemente ispirati alla gestione delle notifiche su Android, e Lollipop dimostra ancora una volta che il sistema operativo di Google ha una marcia in più in materia. Sulla carta infatti le notifiche di Lollipop sono “perfette”: leggibili, ben separate le une dalle altre con le loro card singole e divise, espandibili, in modo da offrire opzioni aggiuntive oltre la semplice lettura, disponibili anche nel lock screen, senza quindi bisogno di sbloccare lo smartphone per leggerle, e ordinabili in base alla priorità, in modo da non essere interrotti da notifiche indesiderate in qualsiasi momento. Eppure questo sistema, così valido in teoria, è meno perfetto nell’uso pratico di quanto non si potrebbe pensare, in particolare per il neofita, ma non solo.

Notifiche con priorità

Premendo il bilanciere del volume è possibile decidere se vogliamo ricevere tutte le notifiche, nessuna, oppure solo quelle prioritarie; e delle ultime due opzioni potremo anche decidere la durata, in modo da non doverci ricordare di riabilitare tutte le notifiche allo scadere di un certo lasso di tempo. Dove nascono dunque i problemi? Se scegliamo Tutte o Nessuna, in realtà di problemi non ce ne sono: avremo esattamente quanto richiesto, ovvero saremo interrotti da ogni più semplice notifica (a meno di non aver disabilitato del tutto l’app in questione) oppure non saremo mai disturbati. I “malintesi” nascono però dalla priorità.

priorità notifiche

La sua schermata di configurazione, visibile nell’immagine qui sopra e situata in Impostazioni -> Audio e notifiche -> Notifiche app -> Interruzioni, riporta di Eventi e promemoria, Chiamate e Messaggi. I primi due sono piuttosto chiari, ma nel caso del terzo occorre specificare che con “messaggi” Android intende qualsiasi tipo di messaggio: SMS, WhatsApp, Hangouts, ecc. sono tutti messaggi, quindi o li riceverete da qualsiasi app o da nessuna. È possibile filtrare chiamate e messaggi solo dai nostri contatti o da contatti speciali, ma anche in questo caso riceverete o chiamate e messaggi, oppure nessuno dei due.

Potremo però dare noi priorità ad un’app, in Impostazioni -> Audio e notifiche -> Notifiche app: cliccando sul nome di un’applicazione è possibile infatti scegliere di ricevere le sue notifiche in cima a tutte le altre e anche durante la modalità a priorità. In questo modo potremo, ad esempio, disabilitare i messaggi, ma dare priorità ad Hangouts, in modo da ricevere le sue notifiche ma non quelle di WhatsApp ed altri. La contropartita è che in questo modo le notifiche di Hangouts saranno in cima a tutte le altre, cosa che non è detto volessimo, ma tant’è che dovremo accontentarci.

È semplice tutto ciò? Non troppo, tanto più che le varie opzioni per fare quanto descritto non si trovano tutte assieme e difficilmente un utente meno esperto si metterà a scorrere l’elenco di tutte le app installate pensando a quali vuole dare priorità o meno. Sarebbero state sufficienti un po’ di opzioni in più, anziché un semplice e fraintendibile “messaggi,” per rendere tutto più semplice e immediato. Ed anche per quanto riguarda le apprezzabilissime notifiche heads-up non ci sono opzioni di configurazione, cosa che forse non avrebbe guastato visto che compaiono sempre, anche durante app in full-screen.

Notifiche nel lock screen

notifiche lock screen

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un aut-aut da parte di Google: volete le notifiche nel lock screen? Bene, allora le avrete o tutte (anche ingrandite) o nessuna. Certo, è possibile nascondere i contenuti sensibili dalla notifica, ma a parte quello o ci adatteremo in qualche modo alle nuove notifiche mostrate nel centro dello schermo, o non le vedremo affatto; non compaiono nemmeno più, in nessun caso, le icone in alto a sinistra nella barra di stato, che magicamente appariranno invece solo a schermo sbloccato. Un po’ troppo rigido come sistema, non trovate?

Non si tratta di errori inconcepibili, sia chiaro, ma soprattutto quando introduci una novità dovresti renderla semplice ed intuitiva se vuoi che la gente la adotti e la apprezzi; altrimenti rischi di rendere antipatiche e poco usate anche delle funzioni potenzialmente molto utili, tanto più se queste sono limitate da delle opzioni di configurazione troppo sbrigative, che non permettono di adattarle meglio alle singole esigenze.

Unite a tutto questo un numero forse un po’ eccessivo di bug, alcuni piuttosto singolari o difficilmente ripetibili, ed è evidente che a Google manchi ancora quell’attenzione al dettaglio (tipica di parte della concorrenza) che ormai ci aspetteremmo da un sistema maturo come Android, un sistema che ha convinto milioni di clienti e che rischia di rovinare la propria fama per delle sciocchezze, o comunque di non esserne all’altezza. La clientela non è d’altronde composta solo dal power user o da chi ha tempo e vuole informarsi su come far funzionare una cosa: un sistema operativo dedicato alle masse, ed è innegabile che sia questa la vocazione di Android, deve essere prima di tutto semplice, immediato, e ben poco prono alle anomalie, ed Android 5.0 Lollipop non è del tutto all’altezza di questa aspettativa.