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Editoriale: Siamo insieme, ma non siamo uguali.

Francesco Fumelli -

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E cosi ci siamo. Lollipop (A.K.A Android 5.0) è arrivato. Ormai dal punto di vista tecnologico sappiamo tutto di quello che è stato descritto come un aggiornamento Android decisamente importante, una sorta di “milestone” della piattaforma.

Per questo voglio affrontare un aspetto diverso, comunque  importante, legato alla comunicazione del prodotto da parte di Google. Trovo che – in questo caso – accanto alla ricorrente e indovinata ironia del nome in codice  (come sempre ispirato a dolciumi e cose da mangiare) Google abbia realmente concepito una bella campagna di comunicazione declinata in uno slogan e alcuni video.

“Be together, not the same”

Questo slogan è efficace persino nella virgola che lo divide in due fasi (diverse e conseguenti) e in questo breve articolo proverò a chiedermi perchè è così efficace. “Be together, not the same” è – se ci si pensa – l’essenza stessa di Android come sistema operativo mobile. Una base tecnologica comune, aperta e interoperabile, sulla quale vari produttori possono “implementare” funzionalità proprie, senza che questo comprometta la base delle funzionalità comuni. Il bello di Android è proprio questo suo declinarsi in molteplici interpretazioni, dal suo rilascio in forma “pura” sui device Nexus, alle varianti di operatività (più o meno diversificate) di Samsung, HTC, Sony e altri.

Una base comune che conferisce uniformità quindi, ma differenze di stile, di gusto e funzionalità. Perchè noi uomini, noi consumatori e noi utenti, non siamo tutti uguali. Apprezzo come Google per una volta abbia saputo – dal punto di vista tecnico – esaltare ciò che per molti utenti di altre piattaforme è ancora visto come un difetto. Android è una base comune  (Be together) con diverse interpretazioni (not the same).

Sembra scontato?  Non lo è. E non è così per nessun altro OS mobile. I Blackberry hanno un OS omogeneo, cosi come i device iOS e anche Windows Phone rappresenta una piattaforma univoca. Certo ogni piattaforma offre (più o meno) la possibilità di personalizzare l’interfaccia, ma nessuna offre la profonda libertà (anche ai costruttori) di diversficare così profondamente Android.

Ma lo slogan – ed i video – di Google si spingono oltre e costruiscono un parallelo tra la piattaforma Android e l’umanità stessa.

Android è come la razza umana e la razza umana è bella anche perchè è declinata in varie e diverse “etnie” che mantengono la “base comune”. Siamo insieme, siamo omogenei, ma è bello non essere uguali!

Google segue un percorso che potrebbe sembrare anche troppo “politicamente corretto” ma si muove nel contesto con grazia e leggerezza. I bambini di diverse etnie attorno a un tavolo (uguali ma diversi) sono il parallelo perfetto con la filosofia che Google intende promuovere. In genere tutti i vari video esaltano la “diversità” come valore socialmente (e tecnicamente) positivo.

Questo slogan funziona perchè in qualche modo “umanizza Android” ed è tagliato sulla sua filosofia di base. Ne esalta le caratteristiche e la mostra come piattaforma radicalmente diversa dalle altre, ognuna signora e padrona della propria “razza” ed unicità.

Bella campagna, avrebbe forse meritato una diffusione maggiore. Specialmente da noi. Mi ha fatto ricordare – per certi aspetti – Think Different, la grande campagna di Apple degli anni 90. Una delle campagne migliori e memorabili dal punto di vista della coerenza con il prodotto e la sua filosofia.

Google e noi. Siamo insieme, ma non siamo uguali.

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