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Android dalla A alla Z: cos’è il Quick Charge 2.0?

Emanuele Cisotti

Avrete sicuramente sentito parlare di Quick Charge quando è stato per la prima volta presentato Motorola Nexus 6, ma questo non è il primo smartphone a disporre di questa tecnologia, benché sia comunque un’ottimo “portavoce” visto che è il primo che include questa tecnologia nel suo alimentatore.

Quick Charge è in realtà al momento proposto nella sua seconda versione, che permette di caricare una generica batteria per smartphone circa il 75% più veloce di uno smartphone standard. Parliamo di caricare al 60% una batteria da 3000mAh in mezz’ora, mentre un prodotto standard si sarebbe caricato del 12%. L’azienda che ha realizzato questi test è la stessa che ha realizzato e promuove questa stessa tecnologia: Qualcomm. La stessa dietro ai processeri Snapdragon. Quick Charge infatti viene sempre proposto abbinato ad una CPU Qualcomm, anche Snapdragon 600 e 400, ma nella realtà incluso attivamente solo nelle CPU Snapdragon 800 o successive. Quello che è importante capire sul Quick Charge 2.0 è che la tecnologia è insita sia nello smartphone che nell’alimentatore e che quindi è del tutto inutile possedere solo uno dei due, per poter sfruttare questa innovazione. In ogni caso potrete senza problemi utilizzare dispositivi e alimentatori Quick Charge 2.0 e 1.0 indistintamente, visto che la nuova tecnologia va a fornire allo smartphone solo la potenza che esso richiede.

Quali sono gli smartphone, al momento in cui scriviamo, compatibili con questa tecnologia?

Ad oggi l’unica azienda che include un alimentatore Quick Charge fra quelle sopra menzionate è Motorola con il suo Nexus 6. Qui una lista di accessori compatibili.