Angry Birds Transformers Copertina

Angry Birds Transformers, la recensione dello sparatutto su binari di Rovio

Giorgio Palmieri

Gli uccelli arrabbiati di Rovio ne hanno fatta di strada: da bizzarri proiettili per la fionda a piloti di kart, fino ad arrivare ad essere eroi di una storia epica, che di epico ha ben poco. Ora invece sono protagonisti di un titolo che fa della nostalgia la sua forza. Signore e signori, eccovi servita la recensione di Angry Birds: Transformers.

A fine articolo troverete una video prova realizzata dal nostro Lorenzo, che illustra gli aspetti principali del gioco, dal gameplay all’offerta contenutistica.

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7.6

Presentazione

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una ventata di aria fresca

In barba a chi pensava fosse solo un re-skin di Angry Birds con protagonisti i mitici autobot, questo Angry Birds: Transformers di Rovio e Hasbro Gaming è uno sparatutto su binari a scorrimento orizzontale con una sua forte identità. Non aspettatevi di certo una rivoluzione incredibile nel franchise, ma piuttosto una ventata di aria fresca, un nuovo punto di partenza, in una formula che inizia a sentire il peso degli anni. La storia – o presunta tale – racconta de l’Uovoscintilla che si è schiantato su Piggy Island, e ha trasformato le uova in robot impazziti bramosi di distruggere l’isola dei nostri amati uccelli arrabbiati. L’unica speranza sta negli Autobird, ossia i protagonisti di ogni qualsivoglia Angry Birds, ripescati e rivestiti per l’occasione.

Giocabilità

coerenza e rispetto verso gli universi

Il maggiore pregio di questa decima incarnazione di Angry Birds è sicuramente l’essere coerenti e rispettosi verso entrambi gli universi presi in esame. L’umorismo di Red e compagni si sposa con un design “robottoso” che non tradisce i fan della serie o, almeno, non quelli di larghe vedute.

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Focalizziamoci però sul gameplay: c’è un pizzico di auto-runner, una passata di sparatutto e della componente d’azione nella formula studiata dall’azienda finlandese che, tutti insieme, formano un mash-up parecchio divertente, soprattutto nelle prime battute. Il primo impatto infatti fa quasi gridare al miracolo, almeno nel contesto mobile. Lasciando per un attimo da parte il comparto audiovisivo, che snoccioleremo a breve, il gameplay in superficie promette sin da subito faville. Richiama quello di Angry Birds, ma cambia le regole in tavola, rendendolo più dinamico possibile, in quanto lo scopo rimane sempre il solito, ossia abbattere le strutture per sconfiggere i poveri maialini: il twist sta nel fatto che, invece di lanciare gli uccelli arrabbiati, utilizzeremo il puntamento diretto (quasi sempre affidabile) per scatenare gli armamentari del proprio Autobird.

Le strutture sono composte da materiali differenti, alcuni più fragili ed altri più solidi, e starà al giocatore capire dove colpire per primi, tutto in un contesto avvincente e visivamente spettacolare grazie al buon motore fisico implementato dai ragazzi di Rovio. Chiaro è che i maialini non se ne stanno con le mani in mano, ed anzi cercheranno di mettervi i bastoni tra le ruote: gli attacchi vanno da semplici colpi di blaster a vere e proprie strutture cadenti sul percorso di gioco, che andranno evitate tramite la trasformazione in automobile, tappando l’apposito pulsante virtuale.

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I livelli sono piuttosto brevi, ottimizzati appunto per il mobile gaming, e offrono maiali e monete una volta completati. I primi sbloccano nuovi personaggi, mentre le monete servono per potenziare il proprio esercito. La quantità di Autobird e Deceptiporc soddisferà sicuramente i fan di tutt’e due gli universi, sia dal punto di vista visivo che ludico, poiché ogni personaggio possiede un attacco e un potere (attivabile tramite tasto posto in basso a destra dello schermo) diverso dall’altro, che cerca di variare la solita struttura dei livelli.

una impalcatura iniziale ancora in costruzione

La linearità e accessibilità del gioco faranno gola ai gamer meno esigenti, ma subito ci si accorge di quanto la formula sia poco più che acerba, almeno in alcuni lati dell’offerta. Più che altro, sembra di aver a che fare con una impalcatura iniziale ancora in costruzione, sintomo che si evince soprattutto nel level design.

Superata l’euforia iniziale, gli stage cominciano ad essere ripetivi proprio per mancanza di idee interessanti a lungo termine. Così come il sistema di sviluppo dei personaggi, che non riesce a garantire effetti sostanziali, ma funge solo da “biglietto d’entrata” negli stage, in quanto il livello del vostro personaggio contribuisce tantissimo all’esito della missione, mettendo un po’ in secondo piano l’abilità del giocatore. Ed è un vero peccato, perché le premesse di una potente rivalsa di Rovio e del concetto di tie-in c’erano tutte. Nonostante ciò, Angry Birds Transformers assicura almeno un paio di ore di sano divertimento, a costo zero.

Comparto Audiovisivo

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non c’è (quasi) nulla da eccepire nel lato grafico

Non si giudica un videogioco solo per la grafica: un’affermazione corretta, a parte alcuni casi, ma se dovessimo valutare Angry Birds Transformers solo per il comparto audivisivo, lo approveremmo a pieni voti (o quasi). Il design degli Autobird e dei Deceptiporc è curatissimo e ben amalgamato con il mondo dei Transformers, e visivamente sfoggia effetti ed animazioni a dir poco superbe. Coloratissimo, vivace, fluidissimo, davvero, non c’è nulla da eccepire nel lato grafico, a parte forse le illustrazioni introduttive dei personaggi, accattivanti certo, ma potevano essere più curate dal punto di vista stilistico. Buono anche il sonoro, coadiuvato da musiche orecchiabili e ben contestualizzate.

Prezzo e acquisti in-app

Che Angry Birds Transformers sia offerto gratuitamente è argomento scontato, e questo scaturisce due punti su cui riflettere. Iniziamo sorridendo: il gioco è davvero gratuito. Le limitazioni in-game sono minime, e vertono solo sulle attese tra un potenziamento e l’altro, e tra un gruppo di missioni e l’altro, che diventano man mano più presenti e noiose. Possono essere ridotte con l’acquisto di gemme, a costi decisamente alti, ma almeno il gioco ve ne offre un paio ogni giorno. Ciò che effettivamente potrebbe dare fastidio è che la pubblicità è parte integrante dell’offerta ludica.

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i prezzi delle gemme sono esagerati

Mettiamola su questi toni: le ricompense post-missioni sono misere? Basta guardare uno spot per raddoppiarle; serve un amico più potente a dare man forte durante le battaglia? C’è una pubblicità apposta per l’utente. Rovio ha optato per questa scelta apparentemente secondaria di vedere o meno i vari spot, quando in realtà, per non rallentare di troppo la progressione, è fondamentale guardarli.

Un aspetto forse troppo insistente quello della pubblicità, ma queste sono le conseguenze di un mercato mobile che preferisce il modello free-to-play a quello premium. Curiosa invece, e decisamente opinabile, la scelta di mettere una modalità extra a pagamento. Non abbiamo avuto il piacere di provarla, ma di sicuro prezzarla a 9,82€, senza né un video di dimostrazione o uno straccio di dettagli tangibili, non è (almeno secondo noi) un’operazione molto intelligente.

Giudizio Finale

Se c’è una cosa in cui Angry Birds Transformers ha superato il concetto di tie-in appartenente al mondo dei videogiochi è l’avere un’anima tale da farci domandare perché non esista già altro materiale di intrattenimento con questi carismatici personaggi, nonostante il gioco sia un cross-over tra due universi diametralmente opposti. Se da una parte quel carisma videoludico ci ha convinti, e vogliamo assolutamente vedere qualcosa di più, dall’altra purtroppo mostra il fianco, in quanto il gameplay, oltre che basilare, è minato da una ripetitività presto asfissiante. Nonostante ciò, Angry Birds Transformers costruisce una solida base per il futuro che, con le giuste scelte, potrebbe tranquillamente diventare un valido franchise a tutti gli effetti con tanti seguiti, e non un semplice tie-in nato da una sola collaborazione. E con quelle “sbagliate”, a nostro modo di vedere s’intende, potrebbe trasformarsi in una grossa macchina avara di denaro (e di pubblicità).

PRO

CONTRO

  • Rispettivamente coerenza e rispetto per gli universi
  • È davvero gratuito…
  • Tanti personaggi diversi e spassosi da usare (e guardare)
  • Graficamente superbo
  • Soffre di ripetitività
  • …ma presto le attese bussano alla porta
  • Il gameplay poteva essere sviluppato di più
  • La pubblicità è parte integrante del gioco (anche se secondaria)

 

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