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Android dalla A alla Z: Cos’è uno schermo PenTile RGBW?

Emanuele Cisotti

La prima azienda ad utilizzare schermi PenTile fu Samsung (Galaxy Nexus fu il primo che fece parlare di sé in questo senso). Ma di cosa si tratta? Molti denigrano questa tecnologia perché, semplicisticamente, utilizza meno sub-pixel del dovuto. Ma è davvero così? C’è anche nel buono nella tecnologia PenTile?

È importante chiarire che quando PenTile fu inventato non si è pensato solo al risparmio economico (anche perché studiare un nuovo tipo di display ha un costo!) ma anche ad altri tipo di vantaggi. Quindi per rispondere all’ultima domanda: sì, ci sono dei vantaggi in uno schermo PenTile. Ma vediamo come funziona. Uno schermo classico ha una serie di pixel e ogni pixel è a sua volta creato da tre sub-pixel che filtrano la luce proveniente dalla retroilluminazioni secondo tre colori differenti: rosso, verde e blu, dosando la luce bianca affinché venga fuori il colore desiderato. Uno schermo PenTile ha invece quattro sub-pixel ma li spartisce con i pixel adiacenti, alternando due pixel rossi e verdi a due blu e bianchi (da qui il nome PenTile RGBW). Lo svantaggio qui risulta subito palese: non abbiamo tutti i sub-pixel necessari per realizzare il colore di cui abbiamo bisogno. Ogni pixel, dovrà quindi lavorare (grazie ad alcuni algoritmi) assieme ai pixel vicini per ottenere il colore desiderato.

Ma parliamo ora del sub-pixel bianco: questo sub-pixel bianco, essendo neutro, non contribuisce a generare il colore, ma serve a regolarne invece l’intensità (ovvero la luminosità). Questo è un bel vantaggio in termini “energivori” perché abbiamo bisogno di meno energia per generare una buona luminosità, essendo il pixel bianco l’unico “interessante” per avere una buona luminosità, non avendo esso alcun filtro. Un altro vantaggio, sempre in termini di consumo energetico è il fatto di avere solo 2 subpixel per ogni pixel e anche di avere una “logica” più semplice e meno onerosa (circa del 33%) in termini di gestione del display.

Sono però anche 33% in meno i sub-pixel totali e questo non può certo essere un vantaggio. Quello che otteniamo è solitamente di avere alcune aberrazioni del colore o una definizione inferiore. La realtà è che, mentre per le aberrazioni del colore si è intervenuti con la tecnologia (gli schermi PenTile attuali hanno meno “problemi” di quelli vecchi), per la definizione il problema rimane, ma è del tutto trascurabile se il rapporto fra dimensione dello schermo e risoluzione è alto, ovvero se lo schermo non è troppo grande, oppure se la risoluzione è abbastanza alta. Questo perché all’occhio umano, utilizzando lo smartphone ad una distanza normale, è impossibile distinguere più di un certo numero di pixel (o sub-pixel in questo caso).