Project ara wired 7

Project Ara si accende per la prima volta in pubblico (foto)

Lorenzo Quiroli -

Nessun giornalista ha mai visto un prototipo di Project Ara accendersi correttamente: potete dunque immaginare lo stato d’animo di Seth Newburg, uno degli ingegneri al lavoro su questo innovativo progetto, quando ha provato ad effettuare il boot davanti ai giornalisti di Wired.com.

L’ultima volta in cui Newberg ci provò, fu al Google I/O ma la prova fallì miseramente; è presente anche Paul Eremenko, l’uomo a capo del progetto, che non manca di proporci la sua visione del mondo smartphone: “Tutto nel mondo sta diventando più piccolo, tranne gli smartphone. Io non seguirò la moda, porterò uno smartphone mini sul mercato”.

LEGGI ANCHE: Project Ara in arrivo a febbraio 2015

Alle obiezioni del giornalista, Eremenko risponde prontamente: “Il bello di Ara è che non devi decidere. Puoi avere un phablet per quando vai in ufficio e devi leggere mail, e un mini-smartphone per quando esci con gli amici o con una ragazza”. “Il modello plug-and-play è stato risolto ed attuato per quasi tutte le piattaforme, tranne che per gli smartphone, dove tutto è connesso alla CPU tranne batteria e SIM. Prendete per esempio un USB, nella quale potete collegare molte periferiche diverse tra di loro. Gli smartphone non hanno un bus e questo è il problema che vogliamo risolvere”.

Nella prossima conferenza conosceremo Spiral 2, un nuovo prototipo che avrà chip appositamente creati per lui anziché emulatori, un grosso passo in avanti rispetto alla versione attuale. Alla fine della storia, Project Ara è riuscito ad accendersi correttamente e a funzionare, con tanto di possibilità di aggiungere e rimuovere moduli senza spegnerlo, e noi speriamo che presto ciò possa accadere anche tra le nostre mani.

Fonte: Wired.com