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Nanoparticelle alla ricerca di cancro ed altre malattie: l’ultima impresa di Google X

Nicola Ligas

Google X è quel ramo dell’azienda di Mountain View dedito alle ricerche più particolari: progetti avveniristici, sviluppati pressoché in ogni ambito, da quello ingegneristico a quello medico, come in questo caso. Andrew Conrad, capo della divisione scienze naturali, ha infatti annunciato un nuovo progetto che, sfruttando minuscole nanoparticelle magnetiche, grandi un millesimo di un globulo rosso, verranno impiegate nella diagnosi preventiva del cancro e di altre malattie.

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Legandosi a varie altre molecole, queste nanoparticelle vagheranno infatti per il nostro organismo per identificare i possibili problemi che potrebbero insorgere. Le cellule cancerogene spesso producono proteine o zuccheri che non si trovano in quelle sane, pertanto una nanoparticella con un rivestimento tale da permetterle di legarsi a queste cellule sarebbe uno strumento diagnostico formidabile; tutto ciò a patto ovviamente di poter realizzare tale rivestimento, e limitatamente alle nostre conoscenze sulle cellule cancerogene.

Al di là poi delle difficoltà tecniche, l’approvazione dell’uso di nanoparticelle all’interno del corpo umano è assai più complessa degli strumenti diagnostici esterni. Google dovrà dimostrare in pratica che il suo metodo è prima di tutto sicuro, ma sembra comunque che l’azienda fosse al lavoro su questo progetto già da 5 anni, anche se ancora ce n’è di strada da fare.

Via: The Verge