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Apple SIM: la grande novità non annunciata

Giuseppe Tripodi -

Come probabilmente saprete, giovedì si è tenuto l’Apple Special Event durante il quale l’azienda di Cupertino ha presentato i nuovi iPad Air 2 e iPad mini 3, oltre ad iMac da 27″ con display Retina 5K, Mac mini e OS X Yosemite. Ma per quanto possa essere bello lo schermo del nuovo iMac o per quanto possa essere migliorato il nuovo iPad, la vera rivoluzione presentata ieri è ciò di cui non si è parlato: l’Apple SIM.

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Se ripercorriamo la storia delle nostre connessioni in mobilità, risulta evidente che è sempre stata Apple a dettare legge con i gestori telefonici: per ridurre le dimensioni dei suoi dispositivi ci siamo piegati tutti, operatori compresi, prima alla micro SIM e poi alla nano SIM. Potremmo illuderci che sia stata una generale esigenza del mercato, che anche le altre aziende ne avessero bisogno, ma per capire quanto conti l’influenza di Apple basta pensare che in 3 anni di Google Wallet quasi nulla si è mosso per i pagamenti in mobilità ma sono bastati sei mesi di Apple Pay perché quattro tra le più importanti banche americane (Navy Federal Credit Union, USAA, Chase e PNC) accettassero i pagamenti via NFC: negli USA da lunedì 20 ottobre sarà davvero possibile pagare con iPhone.

Questa breve parentesi per dimostrare che, quasi sempre, Apple ha il coltello dalla parte del manico rispetto al resto del mercato e la mossa lanciata con Apple SIM è davvero una rivoluzione nel campo della telefonia. Durante la presentazione, l’argomento è stato completamente evitato, quindi cerchiamo di fare chiarezza: chi acquista un iPad (sia Air che mini) Wi-Fi + 4G nel Regno Unito e negli Stati Uniti non dovrà inserire alcuna SIM all’interno, perché anche la connettività verrà interamente gestita da Apple. All’interno del tablet è infatti inclusa la Apple SIM che può essere configurata direttamente dalle Impostazioni: per quanto incredibile possa sembrare, da un semplice menu l’utente potrà scegliere l’operatore telefonico così come il piano dati che preferisce.

scelta operatore

Questo significa che il cambio di operatore sarà letteralmente a un clic di distanza: niente più code in negozio o tempi di attesa per l’attivazione della SIM; se il mio gestore non mi va più a genio posso passare alla concorrenza comodamente dal divano di casa.

Immaginate, poi, come potrebbero cambiare le cose con i viaggi all’estero: spostandoci in un paese diverso dal nostro potremo attivare  immediatamente un’offerta con un operatore nazionale, con la probabile conseguenza degli abbattimenti dei costi di roaming, come previsto dall’Unione Europea.

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Osservando l’andamento degli ultimi anni è evidente che la sorte dei gestori di telefonia è destinata a cambiare: nessuno utilizza più gli SMS e anche le chiamate potrebbero essere rimpiazzate da servizi VoIP nel prossimo futuro. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ormai è internet: questo cambio radicale sta spostando la fidelizzazione degli utenti, che non sono più legati ad un operatore quanto ad un marchio o un servizio. Una volta c’erano la TIM Tribù e la Vodafone People, adesso ci sono iMessage e Hangouts, WhatsApp e Telegram.

È per questo che la Apple SIM rappresenta una piccola rivoluzione: è la prova che i gestori telefonici si dovranno piegare al volere dei grandi nomi dell’informatica, il cui maggior interesse è che gli utenti sfruttino i loro servizi. E meno costa la connessione ad Internet, più persone potranno sfruttare la reale potenza degli smartphone.

Tirando le somme, questa settimana potremmo aver assistito all’inizio di un grande cambiamento che, in futuro, poterà dei vantaggi anche a noi utenti Android, che siamo ancora un po’ costretti a metterci nella scia di Apple quando vogliamo delle piccole “rivoluzioni”. Sperando che prossimamente le offerte degli operatori siano decisamente migliori di quelle attuali.

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