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Android dalla A alla Z: come funziona il sensore di battito cardiaco?

Emanuele Cisotti -

A cosa serva un sensore di battito cardiaco dovrebbe essere ovvio a tutti. Ma come funziona queste tecnologia forse potrebbe esserlo altrettanto. Questa tecnologia è utilizzata ormai su molti wearable (come Moto 360 o Gear Live) e su qualche smartphone (come Galaxy S5 e Galaxy Alpha).

Un sensore di battito cardiaco deve essere necessariamente composto da un led luminoso e da un fotodiodo (che funziona un po’ come un fotocamera “semplificata”). Il primo serve ad illuminare il vostro polpastrello (o braccio) in modo intenso e far così risaltare in modo il più chiaro possibile la differenza di luminosità che c’è fra quando il sangue sta passando nelle vostre vene e quando invece no. È proprio in questo modo che il software calcola poi, dopo una manciata di secondi, il ritmo a cui il vostro cuore sta pulsando il sangue nel vostro organismo. Questa tecnologia non è una novità e già da molto tempo alcune applicazini sfruttavano la fotocamera ed il led flash del telefono per ottenere un effetto simile.

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Il vantaggio di avere un dispositivo apposito (per quanto riguarda gli smartphone) risulta nel fatto di avere fotodiodo e led il più vicini possibile (altrimenti il dito potrebbe non essere illuminato bene ed in modo uniforme) e di avere un fotodiodo programmato specificatamente per catturare una precisa variazione di luminosità.

Foto CNet

Samsung Galaxy S5

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