Huawei TalkBand B1 01

Huawei TalkBand B1, la recensione (foto e video)

Emanuele Cisotti

TalkBand B1 di Huawei aveva destato molto interesse quando fu presentato durante lo scorso Mobile World Congress di Barcellona a febbraio. Ci sono voluti ben 7 mesi per arrivare sul mercato ma finalmente abbiamo potuto recensirlo. Di bracciali “smart” in giro ce ne sono ormai molti e Talkband punta su quel “qualcosa in più”. Parliamo della possibilità di utilizzare la clip centrale del bracciale anche come auricolare bluetooth.

RECENSIONE: FitBit FlexJawbone UP24

TalkBand B1 è realizzato in gomma ed è disponibile di due dimensioni, una normale e una large, per i polsi veramente “importanti”. Sono presenti due bottoni, uno che agisce sull’unico tasto del bracciale e l’altro che permette di sganciare la parte centrale e trasformarlo in un auricolare bluetooth. L’idea di per sé è geniale e la semplicità con cui si aggancia e sgancia il dispositivo è notevole. Purtroppo però i problemi arrivano presto: nonostante i gommini di forme diverse, il modo con cui è stato disegnato l’auricolare non permette a quest’ultimo di agganciarsi bene al nostro orecchio. Altro problema non di poco conto è che la forma del bracciale (proprio per il fatto che dentro c’è un auricolare) lo rende particolarmente ingombrante, anche nella variante più piccola. Ultima “falla” costruttiva è il fatto che il bracciale sia resistente agli schizzi ma non all’immersione. Dovrete quindi necessariamente ricordarvi di levarlo quando andate in doccia o in piscina.

Huawei TalkBand B1 12

Ma vediamo cosa fa questo TalkBand B1. L’unico tasto presente risveglia lo schermo OLED curvo (ad un unico colore) e permette di passare dalla schermata principale (in cui abbiamo l’ora, la connessione bluetooth e la batteria), al contapassi, alle calorie bruciate e infine alle ore di sonno dormite. Se il contapassi è ormai una funzionalità molto comune quella del tracciamento del sonno no. La cosa migliore di questo bracciale è sicuramente il fatto di riconoscere in automatico l’inizio e la fine del sonno. Anche altri bracciali ci provano, ma questo è l’unico che ci riesce davvero. Il bracciale è dotato di vibrazione per svegliarci ad un’ora impostata. Purtroppo non è possibile mettere più sveglie o postporre quella impostata. Anche la funzione di “risveglio smart” (ovvero di essere svegliato leggermente in anticipo purché in un momento di sonno lieve) soffre di un “problema”: non funziona. Verrete quindi svegliati sempre e solo all’ora della sveglia.

Oltre a questo aggiungiamo la delusione dell’impossibilità quasi totale di visualizzare lo schermo sotto la luce del sole, rendendolo di fatto poco utile all’aperto. L’applicazione (per Android è iOS) è ben disegnata e la configurazione con il bracciale semplicissima. Anche i dati ci vengono proposti in modo molto chiaro e leggibile. Purtroppo però non offre niente “in più” rispetto alla concorrenza: niente aspetto social, niente conteggio delle calorie per i cibi mangiati e niente integrazione con IFTTT (o simili).

Un plauso va al bracciale che è anche cavo di ricarica con una porta USB piatta sulla sua estremità, mentre invece rammarico per l’impossibilità di ricevere notifiche. Il prezzo dovrebbe essere di circa 130€, ma al momento è molto difficile da trovare in rete. Expansys lo vende a 129€ in versione large e a 152€ nella versione normale.

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