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Google Knowledge Vault: come il knowledge graph, soltanto più intelligente

Nicola Ligas

Il Knowledge Graph di Google è quello che anima “le ricerche intelligenti”, che ci forniscono risposte a domande complesse, sia sul web, che su Android. È grazie ad esso che possiamo dialogare con Google Now sugli attori del cinema, o chiedere altre domande che normalmente porremmo solo ad un interlocutore umano, ma anche questo sistema ha i suoi limiti, e le domande più complesse non fanno altro che scatenare normali ricerche.

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La prossima settimana Google presenterà a  New York un articolo sul così detto Knowledge Vault, che viene descritto come “la più grande raccolta del pianeta di conoscenza strutturata ricavata automaticamente.” Al contrario del Knowledge Graph, che tra le sue fonti da database supportati dalla comunità, il Knowledge Vault applica l’apprendimento automatico alle pagine web, assimilandone automaticamente fatti, conoscenze e anche interconnessioni. Questo lo colloca su una scala completamente diversa, sia in termini di quantità di informazioni, che di crescita e di aggiornamento nel tempo.

La morale di fondo però non cambia: per offrirci il servizio più contestualizzato possibile, Google ha bisogno di accedere ai nostri dati, e questo non cambierà mai, né ora, né in futuro. Ciò che potrà cambiare è “l’intelligenza” delle risposte, e la strada intrapresa sembra quella giusta, ma di certo ci vorrà del tempo prima di poter davvero dialogare con i nostri dispositivi.

Via: Engadget