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Il telefono anti-NSA con Android, violato in 5 minuti (ma già patchato)

Emanuele Cisotti

Vi ricorderete sicuramente di Blackphone, ovvero lo smartphone creato da Geeksphone e Silent Circle che ha attratto verso di sé l’attenzione della stampa allo scorso Mobile World Congress, perché si prometteva di essere il telefono a prova di NSA. Purtroppo per loro l’hacker Justin Case è riuscito a bucarlo durante la conferenza BlackHat in soli 5 minuti. Lo sviluppatore si è preso poi gioco dell’azienda su twitter insinuando il fatto che l’azienda non ha fatto neanche eseguire un app di test delle vulnerabilità prima della commercializzazione. Lo stesso Case ha però rilasciato il tutto all’azienda stessa.

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Per fortuna però, l’azienda stessa si è poi fatta buona pubblicità di risposta, avendo rilasciato una pacth via OTA in meno di 24 ore dalla scoperta del baco. Il secondo baco scoperto invece è valido solo dietro specifica azione di un utente e quindi difficilmente può essere considerato un problema “urgente” da risolvere.

In ogni caso il ragazzo è sicuramente meritevole di attenzione, poiché sta continuando a pubblicare continui aggiornamenti su Blackphone e presto anche su smartphone Blackbarry e, il più interessante, OnePlus One.

Fonte: Phone Arena
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