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Wayward Souls, la recensione del roguelike di RocketCat Games

Giorgio Palmieri

Wayward Souls non è il solito passatempo, il classico gioco per divertirsi una manciata di minuti. Quest’ultimo lavoro di RocketCat Games, supervisionato da Noodlecake Studios per la versione Android, richiede dal suo giocatore ben più che un semplice sguardo disattento: il perché ve lo spieghiamo nella nostra recensione.

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8.6

Presentazione

è lampante che le ultime generazioni abbiano volontariamente abbassato il livello di sfida

Che il bilanciamento della difficoltà sia un fattore importante nella creazione di un videogioco è un dato di fatto, ed è oltremodo lampante che le ultime generazioni abbiano volontariamente abbassato il livello di sfida della maggior parte dei giochi, per permettere la fruizione del media ad un pubblico maggiore. Wayward Souls, e con lui i suoi sviluppatori, ha deciso però di fare marcia indietro, riportando in auge il principio su cui si basa il concetto di videogioco: il mero mettersi alla prova. Il titolo di RocketCat Games è un intruglio, di quelli deliziosi per giunta, capace di scatenare la più notevole carica di nostalgia a 16 bit, provare per credere.

Di certo non si ferma al solo ancoraggio al passato per fare leva sull’emozioni dei giocatori, ed anzi Wayward Souls sfoggia una struttura roguelike all’avanguardia, mescolata ad un gameplay action soppraffino e ad una piccola componente ruolistica che aggiunge quel tocco di profondità in più particolarmente azzeccato. Chiara l’ispirazione a Secret of Mana di Square che, per la cronaca, sta per arrivare su Android.

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Giocabilità

Parlando del gameplay, e sviscerandolo a fondo, si notano diverse chicche di game design che coesistono tra loro con grande naturalezza, e altre che, a malincuore, mostrano dubbiosi grattacapi. La struttura, come già citato precedentemente, sposa le richieste del genere roguelike: la morte permanente e i livelli generati in maniera procedurale sono i due punti salienti della produzione, i quali spingono la curva di difficoltà verso l’alto, senza però risultare eccessivamente frustrante.

Wayward Souls Galleria (11)

sono presenti dei problemi nel bilanciamento delle classi

Il gioco offre la possibilità di scegliere sei personaggi, anche se solo tre sono disponibili inizialmente: guerriero, maga e ladro, e poi, sbloccabili durante l’avventura, ci sono avventuriero, cultista e mago-guerriero. Ogni classe ha i suoi pro e i suoi contro: ad esempio, il mago infligge ingenti quantità di danni con le magie ma possiede poca vita, mentre il guerriero colpisce con i suoi potenti attacchi fisici e caricati, anche se la velocità non è proprio il suo forte. Il sistema di controllo è veramente ben congegnato, con la parte sinistra dell’interfaccia dedita al movimento, senza nessun stick a schermo, e tutto gestito in float, mentre quella destra adibita agli attacchi e alle abilità. Con un tap si esegue un semplice attacco, mentre con uno prolungato si effettua un colpo caricato, che varia da personaggio a personaggio. Curiosa anche la gestione delle abilità, due per classe, attivabili con swipe in alto e in basso. Abbiamo notato però una diversificazione non proprio marcata dei personaggi, ed anzi, pure un sbilanciamento tra di essi. Giusto per citarne uno, il ladro è povero d’inventiva, privo di abilità aggiuntive oltre ad essere anche poco divertente. Messo da parte questo aspetto, il resto del gioco è semplicemente fantastico.

Wayward Souls Galleria (7)

Il level design, supportato da un algoritmo di generazione di mostri e stanze molto ampio, è sempre pronto ad offrire sorprese e sfide diverse, capace di rinfrescare ogni singola partita. Il sistema di combattimento si basa sul posizionamento, e non sul tap forsennato tipico degli hack-and-slash: è intelligente e appagante, il migliore visto fino ad ora su mobile in questo genere di giochi. Questo è anche dato dai pattern di attacco dei nemici, che spingono l’utente a memorizzarli onde evitare morti premature. Il tutto poi scorre con armonia, ripulendo stanze, evitando trappole, raccogliendo oggetti utilizzabili nell’apposito inventario richiamabile con il tasto pausa, come se fossimo a casa, anche se si tratta di un’esperienza piuttosto peculiare in ambito mobile, nonostante sia un genere ormai molto in voga.

Longevità

Piccola nota dolente per i gamer più puristi: in Wayward Souls non si sale di livello. Una volta morti, si perderanno tutti gli oggetti acquisiti lungo il cammino, tranne le monete raccolte. Queste potranno essere utilizzare per acquisire potenziamenti permanenti per i personaggi, anche se si tratta di upgrade piuttosto risicati, che non vanno ad intaccare la filosofia del gioco basata sull’abilità dell’utente.

Piccola nota dolente per i gamer più puristi: in Wayward Souls non si sale di livello

Qui il gioco mostra un po’ il fianco, e sottolinea lo stampo arcade e mobile che gli sviluppatori hanno voluto dare, a discapito però di una personalizzazione più presente. Non esiste infatti bottino particolare, armature e quant’altro: raramente, sparse per le stanze, compariranno delle fornaci dove si potrà scegliere uno dei due potenziamenti disponibili per un pezzo dell’equipaggaimento. Quest’ultimo, però, è scelto a caso dal gioco, fattore che inizialmente ci ha lasciati un po’ perplessi, abituandoci però di partita in partita, senza negare che avremmo preferito un sistema diverso. Tutto questo per giungere quindi alla mera longevità che, tra potenziamenti da acquistare e un algoritmo competitivo promette ore e ore di gioco, senza poi contare che ogni personaggio possiede una storia personale. Wayward Souls sfoggia infatti una progressione narrativa unica, basata su piccoli dialoghi, brevi ma coincisi, pagine disseminate qua e la’ per il livello, insomma, nulla di particolarmente impegnativo ma ben amalgamato con il contesto mobile, coerente ed interessante. La struttura di narrazione permette quindi una sorta di soluzione che accontenterà sia gli amanti del roguelike che quelli dei giochi di ruolo veri e propri, perché il gioco offre una trama che segue degli eventi ben precisi durante l’avventura, ma stanze sempre diverse tutte da scoprire ad ogni partita. Per la cronaca, sono presenti dei cappelli, oggetti di solo piacere estetico. Bello collezionarli, inutile indossarli.

Grafica

Wayward Souls Galleria (1)

Graficamente Wayward Souls offre uno stile grafico in 16 bit realizzato in maniera encomiabile, con una varietà generosa di ambienti e nemici, e con animazioni curate minuziosamente. Visivamente è dunque un tuffo nel passato, ma non fossilizzato nelle sue radici, bensì piacevole e fresco.  Testato su Samsung Galaxy S5

Sonoro

Il comparto audio di questo titolo è uno dei migliori su Android, e non stiamo ingigantendo il lavoro svolto dai tre ragazzi di RocketCat Games. Ottima effettistica, coadivuata da una notevole campionatura, ma sono le musiche ambientali ad essere semplicemente grandiose. Guai seri a chi azzererà il volume, anche nei luoghi pubblici. L’uso delle cuffie è un imperativo per un coinvolgimento totale.

Prezzo e acquisti in-app

Wayward Souls Galleria (3)

Niente free-to-play per questo lavoro di RocketCat Games, né tantomeno acquisti in-app. Il modello di monetizzazione scelto dagli sviluppatori è quello classico, e basta infatti spendere 4,12€ per portarsi a casa il gioco. Il costo va via via alzandosi di aggiornamento in aggiornamento corposo, di un dollaro per l’esattezza, quindi chi lo comprerà prima potrà usufruire di una cifra ridotta rispetto al futuro, al contrario di ciò che porta la classica filosofia dello sconto. Una strategia opinabile, certo, ma il titolo vale ogni singolo centesimo speso.

Giudizio Finale

Wayward Souls è una piacevole sorpresa. Gratificante e divertente come pochi su Android, quest’ultima fatica di RocketCat Games propone un giusto compromesso tra difficoltà e intrattenimento, condito con una spennellata di nostalgia che non tradisce la modernità, ed infatti riesce a proporre un valido esempio di prodotto al passo coi tempi senza snaturare la piattaforma su cui è stato ideato. Sono però alcune mancanze che scalfiscono una produzione dalla qualità indiscutibile, carenze non proprio insignificanti ma che, con la dovuta limatura, potevano trasformare questo Wayward Souls in un titolo praticamente inattaccabile. Tuttavia, RocketCat Games e NoodleCake Studios hanno creato rispettivamente un titolo ed un porting ottimi. Impossibile non consigliarlo a tutti gli amanti del genere.

PRO

CONTRO

  • Controlli funzionali
  • Sistema di combattimento ben strutturato
  • Comparto audiovisivo eccellente
  • Appagante come pochi
  • Classi sbilanciate
  • Poca personalizzazione
  • Manca il cloud save e il supporto ai gamepad

 

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