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Wayward Souls, la nostra prova del mefistofelico Action-RPG di Rocketcat Games (video)

Lorenzo Delli

Su una cosa non abbiamo assolutamente alcun dubbio: Wayward Souls è stato creato da un team di sadici. Non abbiamo scelto a caso il termine “mefisofelico” per descrivere l’Action-RPG di Rocketcat Games, reso disponibile su Android grazie alla collaborazione con il noto publisher Noodlecake Studios.

Ci giocherete, magari 15 minuti, magari mezzora, persino un’ora di seguito, lanciando poi il vostro smartphone o tablet in un angolo infuriati, promettendo a voi stessi che non ci cascherete mai più. Il giorno dopo, o anche dopo qualche ora, vi ritroverete invece nuovamente lì, catturati nelle sequenze di dungeon casuali proposti dal complesso algoritmo realizzato dalla software house indie, nel vano tentativo di sconfiggere i boss e sbloccare i nuovi capitoli o gli eroi non disponibili in partenza.

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C’è un dettaglio di fondamentale importanza che caratterizza Wayward Souls: avremo a disposizione una sola vita. Il gioco propone sequenze di dungeon da affrontare tutte d’un fiato: con una sola vita e praticamente senza oggetti per recuperarla (le pozioni di vita hanno un drop rate talmente insignificante che quando ne troverete gioirete come infanti), dovrete riuscire a superare tutti gli ostacoli proposti dall’algoritmo randomico del gioco.

Inutile quindi aspettarsi determinati nemici o percorsi. L’unico sistema per recuperare la vita persa è passare da un livello all’altro della serie di sotterranei. Ogni volta che vi imbarcherete in una nuova run troverete ad accogliervi nemici diversi, trappole, strane congiunzioni astrali di eventi che vi porteranno a trasformare la partita perfetta in una completa schifezza.

Wayward Souls Galleria (7)

Non c’è dubbio: Wayward Souls è opera di un sadico. Ma difficilmente riuscirete a smettere di giocarci

Lo amerete, lo odierete, poi lo amerete di nuovo. Tanto per farvi qualche esempio: in alcune partite ci siamo trovati ad affrontare intere tribù di orchi (centinaia di orchi quindi); stormi di pipistrelli (centinaia anche in questo caso); stanze del tesoro con cartelli da leggere che non faranno altro che evocare nemici che vi attaccheranno in stealth; e tante, tante altre situazioni che necessitano di ottimi riflessi e di un uso oculato delle risorse a disposizione.

Le uniche cose che vi accompagneranno in tutte le varie run affrontate saranno le abilità acquistate con le monete e le gemme preziose raccolte e i cappelli. In un ulteriore impeto di sadismo, sono stati infatti introdotti tutta una serie di simpatici cappelli con cui adornare i vostri personaggi. L’utilità? Nessuna, sono appunto un accessorio puramente estetico.

Ci sono tanti altri dettagli a riguardo di Wayward Souls (le abilità, gli oggetti consumabili, le “shrine” in stile Diablo) che affronteremo più nel dettaglio nella recensione completa, ma se vi fidate del nostro giudizio vi consigliamo caldamente di acquistare questo piccolo capolavoro, per quanto sadico e complesso sia. Abbiamo quindi realizzato un filmato di circa un quarto d’ora per permettervi di giudicarlo meglio, dove vi mostriamo proprio una run del primo gruppo di dungeon con il nostro fido guerriero. Ovviamente il boss finale ci ha giustamente malmenato (NdR: lo avevo battuto il giorno prima, era ancora arrabbiato), ma dovrebbe rendervi bene l’idea della difficoltà generale e della dose di divertimento che il titolo ha da offrire. Vi ricordiamo che Wayward Souls è disponibile su Google Play al costo di 3,43€ senza ulteriori acquisti in-app. Sono inoltre previsti aggiornamenti gratuiti già dalle prossime settimane.

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