Chromecast

Chromecast userà gli ultrasuoni per collegarsi ai dispositivi vicini

Nicola Ligas

Saremo sinceri: un anno fa, dopo la presentazione di Chromecast, non avremmo scommesso moltissimo sul futuro della pennina di Google, “spaventati” da esperimenti quali quello del Nexus Q, finito prima ancora di iniziare.

Nel corso del 2014 invece, la spinta nei confronti di Chromecast è stata innegabile, ed il Google I/O di quest’anno non ha fatto che ribadirlo

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A breve arriverà il mirroring di Android su Chromecast, a seguire il “Backdrop”, ovvero la personalizzazione del background, ed infine, tra qualche mese probabilmente, avremo anche la possibilità di collegarci a Chromecast anche se non connessi alla stessa rete Wi-Fi: ma com’è possibile tutto ciò?

Google non l’ha spiegato, ma in base a quanto riportato da GigaOm, lo stratagemma adottato è piuttosto intelligente e avveniristico. Chromecast fa emettere al televisore a cui è collegato degli ultrasuoni, che l’orecchio umano non riesce a percepire, ma che vengono rilevati dal microfono degli smartphone Android ed utilizzati per capire quanti e quali dispositivi siano nella stanza.

Così sulla carta ci verrebbe da pensare che sia tutto molto dipendente dal mezzo utilizzato, sia quello televisivo che lo smartphone, ma prima di esprimere giudizi aspetteremo di provarlo. Kudos per Google e l’idea degli ultrasuoni.