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iMpulse controller, la nostra prova (foto e video)

Nicola Ligas -

Abbiamo provato con molta curiosità iMpulse, un progetto nato su Kickstarter, e ormai realtà commerciale da qualche tempo. Si tratta del “più piccolo controller Bluetooth al mondo per smartphone e altri dispositivi”, un accessorio che senz’altro è la quintessenza della portabilità, ma che cerca di distinguersi dalla concorrenza (quale?) non solo con le dimensioni, ma anche con le funzionalità.

Se avete le mani particolarmente grandi, iMpulse non farà senz’altro per voi, ma se supererete questi problemi intrinseci, vi ritroverete a possedere un accessorio molto versatile. Ovviamente rispetto ad altri gamepad i controlli sono limitati ai quattro pulsanti davanti e ai due sul retro, inoltre, senza pad analogici, non avrete la stessa libertà di movimento che trovereste in accessori più tradizionali; in compenso il D-pad risponde molto bene, in tutte e 8 le direzioni, quindi anche le combo dei classici picchiaduro non saranno un problema.

Vediamo quindi un rapido elenco di possibili funzioni e modi d’uso di iMpulse:

  • portachiavi che potrete far suonare dal vostro smartphone (sebbene questa funzione abbia i suoi limiti)
  • telecomando multimediale, per controllare la riproduzione musicale su Android (e non solo), o anche per far scattare da remoto la fotocamera del vostro smartphone, a patto che l’app supporti lo scatto tramite tasti del volume (che iMpluse simula). Come se non bastasse, potrete usarlo anche per riprodurre una presentazione, sia che questa si trovi su Android, che su PC.
  • telecomando per Apple TV o per avviare Siri su iPhone
  • controller compatibile con Android e iOS, con due modalità di utilizzo: gamepad mode (qui un parziale elenco dei giochi compatibili, ma in pratica tutti quelli dove si può usare un controller funzionano, magari non è solo completo il supporto anche nei menu) e keyboard mode, in modo da poter mappare gli eventuali pulsanti a schermo sui tasti di iMpulse (particolarmente utile con gli emulatori), tramite l’app iMpulseGK

impulse howto

Parlando di app a corredo, ne troviamo tre sul Play Store: iMpulsify, che in pratica ci insegna l’abc di iMpulse, come accoppiarlo con lo smartphone e come usarlo; la grafica di iMpulsify (vedi immagine qui sopra) lascia molto a desiderare, ma alla fin fine serve allo scopo, e una volta presa confidenza con il controller la disinstallerete subito. Abbiamo poi Find My iMpulse, per far suonare il controller in modo da rintracciarlo, anche se lo stesso effetto lo avremo collegandoci ad esso dalla pagina delle impostazioni Bluetooth, che spesso è assai più funzionale di quest’app.

Infine abbiamo iMpulseGK, che è in pratica una tastiera (la trovate infatti nelle impostazioni di lingua e immissione, oltre che nell’app drawer), che vi permetterà di mappare tutti quei giochi che prevedano input via tastiera, sui pulsanti di iMpulse. Non solo, se avete i permessi di root, potrete anche mappare i tasti del controller affinché eseguano azioni sul touchscreen, come ad esempio un doppio tap o altro. Notate però che iMpulseGK è una versione ridotta di GameKeyboard, che andrà acquistata per essere sfrutta a pieno (costo: 2,49€).

Purtroppo tanti utilizzi diversi hanno anche un lato negativo: quello che dovrete imparare le varie combo di tasti per passare da una modalità all’altra, col rischio di intrecciarsi un po’ all’inizio.

La compatibilità è garantita con Android 2.3.3 e successivi, iOS 5+, Windows 7/8, e OSX 10.5+, quindi difficilmente non troverete qualcosa su cui usare iMpulse.

Inclusi nella confezione, oltre al controller, abbiamo un cavo USB-microUSB per la ricarica, una piccola catenina per usarlo come portachiavi, e un porta-controller che può essere mutuato come stand per smartphone, in modo da utilizzarlo per i nostri autoscatti. Il controller, nella sua versione 2014, può essere acquistato direttamente sul sito ufficiale al prezzo di 40$; il modello dello scorso anno costa invece 10$ in meno. A seguire, video recensione e galleria di immagini.

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