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Sony SmartBand SWR10, la prova (foto)

Francesco Fumelli -

Aggiornamento: Trovate la lista dei migliori smartband nella pagina aggiornata.

La weareable technology non è solo Google Glass. Ci sono sul mercato tantissimi prodotti da indossare che assolvono a varie funzionalità. Una delle più ricercate è senza dubbio il cosidetto “Life Logging” che definisce quella che è una raccolta di dati sulla propria vita. Attività fisica, statistiche del sonno, obiettivi raggiunti, verifica delle calorie consumate e altro.

Il Life Logging può aiutare ad avere un quadro più consapevole della propria vita e – se utilizzato bene – può essere realmente utile. Caratteristica principale di questa tipologia di oggetti di monitoraggio è che devono essere indossati sempre per poter funzionare con accuratezza e continuità. Quale quindi la forma migliore se non un braccialetto? Magari leggero comodo e impermeabile? Il settore è affollato ed esistono vari prodotti, Up di Jawbone e  altri. Smartband di Sony (SWR10) è l’interpretazione del device di Life Logging del produttore nipponico.

Hardware

Un oggetto del genere deve essere del tipo turn on and forget l’utente non ha (e non deve avere) molta interazione con l’hardware. Ma siccome siamo curiosi, diamo una occhiata comunque alle caratteristiche hardware del braccialetto. SWR10 è un braccialetto in morbida gomma nera. Il cuore del sistema è l’elemento SONY Core (che si incastra nel braccialetto) e che è costituito da un processore ARM Cortex-MO a 32 bit, 256k di flash memory, 16KB di RAM, un elemento vibrante, un pulsante di controllo e tre LED per le notifiche. La ricarica è affidata alla porta USB presente nel Core e la connettività al Bluetooth 4.0 low energy e NFC. Completa il sistema una batteria Li-Poly da 35 mA che si carica in circa un’ora e dura poi dai 4 ai 6 giorni in utilizzo.  SWR10 è certificato IP58 e resiste quindi a polvere e acqua. E’ progettato per interfacciarsi con uno smartphone Android (v. 4.4 o superiore). Il peso totale del Core più il braccialetto in gomma è di circa 25 grammi. SWR10 è progettato per essere indossato 24 ore al giorno. Anche di notte e in qualsiasi occasione e condizione atmosferica.

Confezione

A differenza di altri oggetti simili, dove la scelta di acquisto è complicata dal dover selezionare la taglia, nel caso di SWR10 la confezione comprende (oltre al Core e un paio di manualetti), anche due bande di gomma. In pratica l’utente può inserire il Core nel braccialetto che meglio si adatta al proprio polso.

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Comfort

Caratteristica fondamentale per un oggetto da indossare 24 ore su 24. Ho scritto questo testo dopo 15 giorni di utilizzo ininterrotto, proprio per non lasciarmi trarre in inganno dalla novità del gadget. Dopo due settimane posso dire che il braccialetto Sony è comodo. Tanto da non sentirsi quasi al polso, la gomma è morbida e piacevole al tatto.  La chiusura è efficace e salda ma forse troppo macchinosa specialmente per me che – indossandolo al polso destro – devo chiuderlo con la sinistra. Nulla di particolare, dopo la prima volta si impara. In ogni caso in 15 giorni di utilizzo lo ho tolto soltanto un paio di volte.

Le uniche componenti dell’oggetto sono il Core e il bracciale in gomma, non ci sono altre parti o elementi da perdere. La sincronia è affidata al Bluetooth per cui non occorre connetterlo allo smartphone tramite cavo USB o cavo audio (come nel caso del braccialetto UP di jawbone).
Appunto estetico. Nel colore nero (unico attualmente disponibile) la banda di gomma si sporca e sbiadisce leggermente se ci fate il bagno in piscina o la doccia. Speriamo arrivino presto le bande di gomma anche in altri colori.

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Utilizzo

L’oggetto è semplicissimo da usare ma ha attualmente qualche limite che dovrà essere risolto a livello di software. A questo proposito in 15 giorni ho ricevuto già due aggiornamenti. Segno che Sony sta seguendo bene il prodotto. In teoria è possibile non indossare il bracciale e portarsi dietro il solo Core, magari in tasca. Io non ho mai seguito questa strada perché il Core è abbastanza piccolo e le possibilità di perderlo sono evidenti. Inoltre il solo Core espone la porta USB, per cui si perde l’impermeabilità IP58. La Smartband di Sony fondamentalmente si occupa di contare i vostri passi (e può distinguere  il camminare dalla corsa), acquisire le coordinate dei vostri spostamenti e applicarli a una mappa e infine tracciare i dati del vostro sonno distinguendo la vaglia immobile dalle due fasi di sonno (leggero e profondo).

SWR10 vi restituisce anche un dato di consumo medio calorico legato alla attività svolta. Non è possibile tuttavia inserire nel sistema i cibi assunti, per il calcolo calorico (funzionalità presente ad esempio nel braccialetto Up di Jawbone). I propri dati (altezza peso ecc) sono inseriti nelle impostazioni della app Lifelog.
Per l’abbinamento al proprio smartphone la comodità è massima. Alla prima connessione SWR10 si abbina normalmente, come ogni device che utilizzi il BT. In seguito basterà toccare il bracciale con lo smartphone (avendo NFC attivo) e NFC si occuperà di attivare la Smartband e connetterla. Ho condotto i test con un Xperia Z1. Se non si possiede o non si desidera usare NFC si può abbinare la Smartband sempre e comunque tramite BT. Sarà solo più scomoda la riconnessione rispetto al semplice tocco via NFC.

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Software

All’abbinamento si installano automaticamente un paio di applicazioni di Sony per gestire la Smartband. Il processo è automatico e richiede pochi minuti.La applicazione di controllo delle impostazioni si chiama Smartband e ha una serie di impostazioni di base. Trovo utilissime la modalità notte automatica ed il risveglio intelligente. Esiste anche la possibilità (che ho usato soltanto una volta per provarla) di controllare con un tap sulla Smartband il lettore musicale del telefono. Utili (ma da impostare con cura) le notifiche vibranti degli eventi del telefono. Dopo due giorni ho lasciato attivi solo telefonate ed SMS, altrimenti le vibrazioni mi avrebbero distrutto il polso.

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Lifelog

La App più utile tuttavia è Lifelog che deve essere scaricata a parte dal Play Store. Una volta installata e creato il proprio profilo, Lifelog ci terrà sotto controllo 24 ore su 24. L’interfaccia è semplice, il tempo della giornata scorre in orizzontale e la figura che ci rappresenta avanza nelle varie ore della giornata. Il meteo è riportato e prelevato da Accuweather e lungo la giornata verranno annotate tutte le attività monitorate. Così’ vedremo – momento per momento – quante foto avremo scattato, quante mail evremo letto e spedito, quanto tempo avremo gettato via su Facebook, eccetera. Particolarmente piacevole la possibilità di mandare in play la giornata intera rivendendola con una unica animazione. Devo dire che SONY ha davvero creato un software molto semplice e piacevole.

Nella parte di schermo sotto la barra orizzontale le varie specifiche che SWR10 tiene sotto controllo. Calorie, passi, corsa, ore di sonno e tanti altri parametri sono mostrati come sommario. facendo poi clic su una voce si può aprire il dettaglio e vederli proiettati su giornata, settimana, mese e anno. Di particolare rilievo le statistiche sul sonno che possono aiutare a capire meglio i cicli di sonno. SWR10 volendo è anche in grado di svegliarvi al meglio, solo quando siete nella fase di sonno leggero.

Conclusioni

SWR10 non ha un costo elevato, almeno rispetto ad altri oggetti simili. Molto comodo da indossare e semplice da utilizzare (con la comodità della certificazione IP58) ad oggi ha solo la mancanza del conteggio delle calorie ingerite, che potrebbe arricchire il proprio Lifelog. Due update firmware in 15 giorni testimoniamo come Sony abbia a cuore il device, e fanno ben sperare. Di tanto in tanto la connessione con lo smartphone viene persa. Questo il più grave difetto che ho notato, difetto che tende però ad avvenire più spesso se si attivano routine di risparmio energia (nell’Xperia Z1 usato per la prova ad esempio avveniva più spesso attivando la modalità stamina).

Il giudizio è complessivamente positivo, anche sulla fiducia che features e cadute di connessione possano essere ancora migliorate.

Recensione