Monument-Valley Mini

Monument Valley, la recensione dell’intenso puzzle game di Ustwo

Giorgio Palmieri -

Monument Valley

Arte videoludica: come la definiremmo? Un argomento abusato, talvolta asfissiante? Una discussione interminabile e ricorrente con un susseguirsi di arrampicate su specchi e certezze, di opinabili opinioni e tesi di laurea? Nemmeno chi si occupa di arte vuole sbilanciarsi troppo con una analisi polivalente circa l’artisticità videoludica, o almeno non tutti. In giro per la rete bazzicano articoli interessanti, e altri meno, con videogiocatori che s’improvvisano professori e professori che s’improvvisano videogiocatori, inconsci del fatto che schiere di gamer saranno lì pronti a screditarli, a prescindere dalla validità delle affermazioni. È Ustwo però a dire la sua sull’argomento, o meglio, a farci riflettere nuovamente su questa tematica con il suo Monument Valley, e questa, care lettrici e cari lettori, è la nostra recensione.

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9.5

Presentazione

direzione artistica che impasta il gameplay in un funzionale collage di valore

Giocando a Monument Valley e portandolo a termine, è difficile rimanere distanti e neutrali dinanzi alla discussione sulla presenza dell’arte nel panorama videoludico. Sarà l’ispirazione a Maurits Cornelis Escher, grafico olandese celebre per le sue costruzioni impossibili ricavate utilizzando la particolare tecnica della mezzatinta, saranno i sapienti giochi chiaroscurali nei vari livelli di gioco che rendono tutto più vivo, più magico, più monumentale o, ancora, sarà la sua spiccata direzione artistica che impasta il gameplay in un funzionale collage di valore, o sarà infine lo sposalizio di tutto ciò a rendere Monument Valley un piccolo capolavoro, dal semplice inizio alla “acerba” fine.

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Giocabilità

Il titolo potrebbe riassumersi in un puzzle game ricolmo di enigmi ambientali e, sebbene a primo impatto la profondità di gioco non sorprenda, ben presto (molto presto) il level design mostrerà la sua vera indole, uno spirito incantevole, che mira a stupire visivamente l’utente e a renderlo partecipe di una esperienza, poiché d’esperienza si tratta. Attenzione, però, in quanto non è la trama a fare da mezzo attraverso il gameplay, bensì l’intera impalcatura estetica mista all’uso intelligente dell’interazione con l’ambiente.

Monument Valley (2)La storia narra molto vagamente di una principessa di nome Ida, persa in un mondo idilliaco, talora inespicabile, popolato da creature simili a corvi, in cui una figura spiriturale ci rimembra in certe circostanze di alcune gesta che forse in un’altra vita abbiamo compiuto, gesta indecorose, gesta che hanno minato l’animo, ma non la bellezza estetica dei posti su cui giacciono i piedi di Ida. Ed è qui che passiamo alla parte meramente ludica.

Monument Valley è un titolo basato su gesture a schermo, e il giocatore avrà sempre il controllo dell’intera situazione. Egli non solo dovrà guidare la principessa Ida tramite tap, portandola di passo in passo verso l’uscita del livello, ma anche manovrare congegni, manovelle e pedane via swipe affinché il percorso sia percorribile dalla principessa.

È dunque il level design a meravigliare di continuo, frutto di un’attenta ricerca della bellezza visiva e ludica, colma di giochi di prospettive che danno vita a paradossi architettonici inebrianti.

Il gameplay è poi alimentato da un studiatissimo dualismo che mescola la composizione articolata delle costruzioni apparentemente impossibili da risolvere, ad un livello di difficoltà tendenzialmente basso ma bilanciato, che non tradisce mai il ritmo di gioco, rimanendo sempre incalzante e stimolando sempre il più piccolo briciolo di curiosità, in quanto cerca di dare il giusto tempo al giocatore di pensare, di rifletterci un po’ su, prima di passare alla risoluzione. È tutto così ben integrato che quasi vi dimenticherete di giocare ad un videogioco, piuttosto con un quadro affascinante e magicamente interattivo.

Longevità

Monument Valley (13)Ricolleghiamoci al discorso della “acerba” fine: i dieci livelli del gioco scivolano via in poco più di un’ora, circa un’ora e mezza ad essere precisi, rivelandosi però intensi e ben congegnati.

È del tutto assente la rigiocabilità, in quanto non ci sono collezionabili, classifiche o punteggi di sorta, elementi che avrebbero snaturato l’intento della produzione.

Il ritmo sostenuto e il livello di sfida basso non fanno altro che alimentare questa “pecca”: non tutti però la vedranno come tale, ed anzi, coglieranno il fatto che alla fine si tratta di un pretesto per immergere il giocatore con un breve ma gagliardo itinerario artistico, evitando di mettere a dura prova i suoi nervi e di tediarlo con riempitivi, ma c’è da ammettere che tutto finisce troppo in fretta.

In poche parole, qualche livello in più non avrebbe guastato affatto l’offerta contenutistica. Ustwo, però, conferma l’arrivo di nuovi stage in futuro, e noi già non vediamo l’ora di metterci le mani (dita?) sopra.

Grafica

Il lavoro grafico è curatissimo sotto ogni punto di vista, dai deliziosi giochi di colori a pastello al minimalismo generale fresco, curioso, pieno zeppo di chicche prospettiche. Il tutto genera un’atmosfera delicata e innocente, pronta a dimostrare come, con le giuste scelte di design, si può accingere ad un appagamento visivo di prim’ordine senza avere budget esagerati. Insomma, una direzione artistica semplicemente immensa.


Sonoro

Il lato audio è perfettamente amalgamato con il gameplay, in quanto ogni interazione con lo schermo concepisce un suono in linea con l’etere ambientale, tra piccoli tocchi d’arpa e scatola armonica. Unica piccolissima nota dolente è che ci sarebbe piaciuto vedere una varietà maggiore in termini effettistici ma, in fin dei conti, l’avventura è talmente breve da non farcelo notare in maniera marcata. L’uso delle cuffie è un imperativo.

Prezzo e acquisti in-app

Monument Valley è disponibile sul Play Store a 3,59€, e su Amazon App-Shop a 2,99€. Il gioco è privo di in-app purchase. Se amate le esperienze originali, ricercate e sopraffine, procedete pure all’acquisto senza indugi, altrimenti attendete uno sconto.

Giudizio Finale

Avete presente quando si cerca forzatamente di trovare un messaggio in una produzione che non lo ha? O, ancora, quando si sopravvaluta un prodotto solo per un elemento, mentre tutto il resto che fa da contorno lo soverchia? Ecco, non è questo il caso, perché signori e signore, Monument Valley è davvero ben più che un semplice puzzle game e, con grande coraggio, si incastona tra i vari prodotti scadenti che offre il Play Store. Senza calare nel pretenzioso, è il risultato di un tripudio di scelte azzeccatissime di game, sound e level design, ove tutto coesiste con eleganza e raffinatezza, e da vita ad un viaggio incantevole. E come tutte le cose belle, finisce troppo in fretta, forse fin troppo. A prescindere dai gusti, questo lavoro di Ustwo è semplicemente uno dei migliori giochi disponibili su Android, un’esperienza di pregevole fattura che tutti i mobile gamers dovrebbero giocare, prima o poi. O ora.

PRO

CONTRO

  • Direzione artistica ispirata
  • Idee sorprendenti
  • Level design di spettacolarità esponenziale
  • Finalmente qualcosa di innovativo su mobile
  • Breve

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