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Oracle vince il ricorso contro Google: quali saranno le conseguenze?

Lorenzo Quiroli

Due anni dopo la sentenza che diede ragione a Google in merito alla causa contro Oracle, venerdì è giunto alla conclusione il processo d’appello che ha ribaltato il verdetto: il gigante di Mountain View avrebbe effettivamente violato il copyright di alcune API del linguaggio Java.

Cosa avrebbe copiato esattamente Google? Non il codice sorgente di Java, che è comunque open source, ma i nomi dei pacchetti, delle classi e dei metodi di Java (il 3% del codice), pur reimplementandoli in una maniera completamente differente.

Bryan Cantrill, CTO di Joyent, ci spiega in parole povere perché ciò è preoccupante: “Potete pensare una API come se fosse la trama di un libro, in opposizione al racconto vero e proprio. Se diciamo che la nozione astratta di trama può essere coperta dai diritti d’autore”. Allo stesso modo Alsup, il giudice del primo processo, spiegò che lo scopo del software è risolvere gli stessi problemi, l’importante è che non sia copiato il modo esatto in cui vengono risolti.

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Quali saranno le conseguenze della sentenza non è ben chiaro: ora la palla passerà ad una commissione che dovrà valutare se la violazione di Google può essere catalogata sotto fair use. Aspetteremo dunque ulteriori aggiornamenti in merito, ma la sentenza crea così un precedente importante che al mondo del software libero non piacerà.

Fonte: Arstechnica
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