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Samsung vs Apple: nuovo verdetto importante. Ecco chi dovrà pagare e quanto

Emanuele Cisotti

La battaglia fra bene e male Samsung e Apple, in tribunale è una telenovela che ormai va avanti da moltissimi anni negli Stati Uniti (ma non solo!). Oggi, dopo tre giorni di consultazioni, i giudici hanno emesso un verdetto che dichiara sia Samsung che Apple, anche se in modo molto diverso, di aver infranto alcuni brevetti.

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Già una volta i giudici si erano espressi in favore di Apple, ma adesso il processo è ripartito (ne avevamo già parlato) con Apple in prima linea accusando Samsung di aver infranto cinque brevetti e Samsung che, nell’operazione di difesa ha a sua volta accusato Apple di aver violato alcuni suoi brevetti. I brevetti per cui Apple ha accusato Samsung riguardano (non nella loro interezza, ma genericamente):

  • Lo sblocco con trascinamento
  • La ricerca globale
  • La sincronizzazione dei dati
  • L’autocorrezione della tastiera
  • La trasformazione di link e numeri di telefono in voci cliccabili

Solo il primo e l’ultimo di questi due brevetti sono stati al centro della multa che adesso Samsung dovrà pagare ad Apple. Si tratta di circa 120 milioni di dollari, molti meno dei 2,2 miliardi. Allo stesso modo Apple dovrà pagare poco più di 150 mila dollari, briciole in confronto alla multa opposta (e sopratutto rispetto a quanto chiesto inizialmente dalla stessa Apple). I prodotti Samsung sotto accusa sono vari, e spaziano dai Galaxy Tab 3, al Galaxy S II, per finire con il Galaxy Nexus. A questo proposito la giuria dovrà però tornare sopra a Galaxy S II, perché la multa non è stata valutata anche relativamente alle sue infrazioni (attenzione: parliamo sempre dei due brevetti sopra citati).

Già in passato a Samsung era stato fatto uno sconto e così potrebbe accadere anche questa volta. Apple però si era già dichiarata agguerrita fin dalla prima seduta, dove dichiarò di poter tirare in ballo oltre 50 brevetti che Samsung ha violato, ma che ogni causa legale non può per semplicità riguardare più di un numero limitato alla volta. Sembra proprio una minaccia per ulteriori scontri futuri. Gli avvocati di Samsung confermano poi l’impressione generale, ovvero che Apple porti avanti queste cause quasi esclusivamente come dimostrazione di forza e non tanto per proteggere realmente i suoi brevetti.

Avrete già capito quindi che difficilmente la questione può dirsi conclusa qui. Questo è uno di quei casi in cui possiamo dire: alla prossima puntata.

Fonte: The Verge
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