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Editoriale: OnePlus One e la recensione prematurata

Nicola Ligas

Potete pensare quel che volete di OnePlus One e dell’azienda in sé, ma un fatto è innegabile: Pete Lau e soci, praticamente dal nulla, nel giro di sei mesi sono riusciti a far parlare di sé la stampa mondiale, calamitando un’attenzione che nemmeno marchi ben affermati riescono sempre ad eguagliare. Questo è un merito, innegabilmente.

Adesso però che il momento dei proclami e delle promesse è finito, possiamo anche trarre un primo bilancio e verificare se sotto il fumo dell’hype c’è davvero dell’arrosto. Sarò sincero: personalmente sono un S. Tommaso, uno che se non vede non crede, e pertanto i proclami e gli slogan rivoluzionari hanno su di me spesso l’effetto opposto a quello che vorrebbero, ma ho concesso a OnePlus il beneficio del dubbio, perché nonostante non mi sia sempre trovate d’accordo con i contenuti della sua campagna promozionale, l’azienda è comunque riuscita a farla crescere per gradi, con una sapienza che non tutti i novellini avrebbero dimostrato al suo posto. I nodi però, alla fine vengono al pettine.

Sia chiaro: OnePlus, e di conseguenza One, non sono venuti dal nulla. Pete Lau, il suo fondatore, è stato Vice Presidente di Oppo (Mobile), e quest’ultima (Oppo Electronic, nello specifico) ha forti legami con OnePlus stessa. Lato software abbiamo poi la CyanogenMod 11S, e non occorre che stia qui a presentarvi il firmware custom più popolare al mondo.

Siamo insomma di fronte a qualcosa di nuovo, ma con delle radici, e gli elementi in nostro possesso sono così tanti che potrei quasi azzardarmi a fare una recensione di OnePlus One.

Confezione

La confezione non sarà la più ricca di contenuti al mondo, infatti, oltre al telefono, abbiamo solo l’immancabile cavo micro USB e l’accessorio per sbloccare lo sportellino della SIM. Possiamo però dare un bonus a OnePlus perché quest’ultimo è anche un portachiavi, mentre il cavetto ha un design ricercato e particolare, che s’intona più con i colori dell’azienda (bianco e rosso) che con quelli dello smartphone (in particolare delle cover). Assenti gli auricolari e ogni altro tipo di accessorio. La somiglianza della confezione (dal punto di vista estetico, non dei contenuti) con quelle di Oppo è piuttosto evidente, ma su questo aspetto torneremo a breve.

Costruzione ed Ergonomia

Dal punto di vista del design, crediamo che il nostro telefono sia più attraente di tutti gli smartphone presenti sul mercato. – fonte

Da un punto di vista dell’aspetto, siamo sicuri che il nostro telefono sia più attraente praticamente di qualsiasi altro prodotto sul mercato, con l’eccezione forse di iPhone. – fonte

Il più attraente del mercato? Decisamente non il più originale.

Non m’interessa tanto stare a sindacare se e quanto OnePlus sia di proprietà di Oppo, ma la somiglianza di One a Find 7 / Find 5 è innegabile, e le due frasi qui sopra, sono palesemente un’esagerazione. Il design dei modelli di Oppo e quello di OnePlus One ha chiaramente radici comuni. Può anche non essere un male, ma di certo non è qualcosa di così mai visto da potersi proclamare il più attraente di tutti.

Sempre dal punto di vista estetico, è altrettanto evidente che le dimensioni di OnePlus One siano quelle di un phablet, e se è anche vero che può in parte nascondersi sotto a Xperia Z1, la foto in cui si faceva intendere che fosse più piccolo dello smartphone di Sony è chiaramente ingannevole.

Da notare infine, che lo smartphone avrà delle cover intercambiabili realizzate anche in materiali nobili (legno e kevlar su tutti), chiamate StyleSwap, ma ancora non sappiamo prezzi e disponibilità di questi accessori. I modelli in vendita hanno cover bianca per quello da 16 GB e sandstone black per quello da 64 GB.

Hardware

A chi serve la microSD con 64 GB di memoria?

Le caratteristiche tecniche OnePlus One sono praticamente ineccepibili: processore Snapdragon 801 a 2,5 GHz, la frequenza più alta disponibile, 3 GB di RAM, 16 o 64 GB di memoria interna, fotocamera principale da 13 megapixel, fotocamera anteriore da 5 megapixel e batteria da 3.100 mAh. Volendo cercare il pelo nell’uovo si potrebbe puntare il dito sulla mancanza di microSD (facilmente compensata dal modello da 64 GB) e sulla batteria non removibile, ma se quando pensate all’hardware gli assocerete anche il prezzo, probabilmente non ci farete caso. Tirare in ballo il prezzo parlando di OnePlus One è però un jolly che farebbe decadere pressoché qualsiasi critica, quindi la giuria è pregata di non tenerne conto per il giudizio sull’hardware.

SCHEDA: OnePlus One

Fotocamera

Dal nuovo sito di Cyanogen Inc. abbiamo ulteriore conferma che l’app per la fotocamera di OnePlus è stata personalizzata da Cyanogen: 15 filtri con anteprima durante la cattura, varie modalità di scatto fra cui Beauty, HDR ed esposizione prolungata; e ancora: cattura video in slow motion a 120 fps, oppure in 4k. In mezzo a tutto questo sia l’interfaccia della fotocamera che la galleria differiscono da quelle di Android stock. Ironia della sorte, Google ha da poco rilasciato la sua fotocamera nel Play Store, che dovrebbe essere compatibile anche con OnePlus One.

A conti fatti si tratta di un obiettivo Sony Exmor R IMX214 da 13 megapixel senza OIS con ottiche a sei lenti. A risoluzione relativamente alta anche il sensore anteriore, da 5 megapixel, che vanta un angolo di visuale di 80°, per includere più persone nei propri selfie più dettagli attorno al soggetto inquadrato.

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Sample ufficiali:


Display

Lo schermo è un 5,5” full HD IPS prodotto da JDI, dotato di tecnologia Touch On Lens, che riduce al minimo la distanza tra il sensore tattile e lo schermo stesso. OnePlus vanta anche le tecnologie CABC e DRAM, per la riduzione del dispendio energetico durante la visualizzazione di immagini statiche.

Un po’ controversa la faccenda dei tasti: ci sono tre pulsanti soft-touch sotto al display, delle stesse forme e posizione di quelli impiegati da Oppo. Da sinistra a destra: menu (facilmente rimappabile via software in multitasking), home, e back. È però possibile anche abbandonare del tutto questi ultimi, disattivandoli, e usare una NavBar in stile Nexus.

Volendo essere cattivi, potremmo pensare che il design aveva comunque dei paletti precisi, che prevedevano o spazio vuoto o tasti soft-touch, ed è così stato trovate questo escamotage, mascherato da “possibilità di scelta per l’utente”.

Software

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OnePlus prenderà le distanza dalla usuale CyanogenMod. Ci saranno nuove funzioni specifiche per lui e nuovi ed eccitanti elementi aggiunti all’esperienza CyanogenMod. – fonte

Quali sono dunque le funzioni esclusive di CyanogenMod che OnePlus vantava già mesi fa? In parte le abbiamo già viste, e mi riferisco al comparto fotografico, ma la Cyanogen Mod 11S a bordo di OnePlus One, che come lascia intuire il nome sarà basata su Android 4.4.2, dovrebbe darci molto di più.

Abbiamo un rinnovato Theme Engine, che potete vedere in azione qui sopra, a cui si accompagna un Theme Store con migliaia di temi da cui scegliere (anche a pagamento, probabilmente). Troviamo poi un nuovo lock screen, i comandi vocali sempre attivi, che quindi funzioneranno anche a schermo spento, e, sempre a display buio, dovrebbero esserci anche delle gesture: dal risveglio col doppio tap, ad altre per avviare rapidamente le applicazioni. Oltre a questo ci sono anche le funzioni classiche di CM, dal Privacy Guard, alle varie personalizzazioni, profili, ecc. e tanti piccoli ritocchi qua e là.

Aggiornamenti rapidi? La speranza è quella ma…

Inoltre Cyanogen Inc. promette due anni di supporto, e a questo proposito Steve Kondik ha aggiunto che la speranza è quella di poter rilasciare una nuova versione due settimane dopo Google, ma non essendo affatto facile, l’idea è quella di utilizzare dei rolling update, ovvero degli aggiornamenti, stabili, però continui o comunque più frequenti. Questo tipo di “supporto speciale” sarà esclusivo di OnePlus One, ma potrebbe poi arrivare anche alla community edition di CyanogenMod, ovvero quella che tutti noi scarichiamo.

Autonomia

Con una batteria da 3.100 mAh OnePlus One di certo punta a farci arrivare a sera, e la presenza di un firmware notoriamente “leggero” come CyanogenMod gioca a suo favore. Ci sono però anche delle perplessità, come i comandi vocali sempre attivi, le gesture a schermo spento e altri elementi che potrebbero ridurne la durata lontano dalla presa di corrente.

Prezzo

269€ per il modello da 16 GB. 299€ per quello da 64 GB. Senza parole, in particolare per il secondo, che non solo è vantaggiosissimo, ma si discosta di soli 30€ dal modello da 16 GB, una proporzione che non ritroverete altrove da nessun’altra parte.

Acquisto

Su questo capitolo ci sarebbe da scrivere un poema, ma probabilmente è anche quello che conoscerete meglio, perché ha fatto molto parlare di sé ultimamente.

Tutto era iniziato nel migliore dei modi, con OnePlus che prometteva (e l’ha fatto) di localizzare il sito nella nostra lingua e di garantire un’esperienza di acquisto online di prim’ordine. Poi è arrivata la tegola.

Non solo lo smartphone sarà inizialmente disponibile solo su invito, ma questo “inizialmente” sarà anche bello lungo. Volendo nuovamente essere maligni, potremmo semplicemente dire che lo smartphone non è ancora pronto (e con lui l’azienda), e che per mascherare il suo ritardo sul mercato è stato inventato questo sistema di inviti che ne centellinerà le vendite. Oppure che ci sono accordi sottobanco che non conosciamo (continuando ad essere maligni).

Riassumendo, ad oggi, la disponibilità di OnePlus One sul mercato dovrebbe seguire questo andamento

  • Adesso: disponibili 100 modelli per i vincitori del concorso Smash The Past che potranno a loro volta invitare 3 persone a testa, che però potranno acquistarlo solo in seguito.
  • Entro fine maggio: disponibile solo il modello da 16 GB su invito. Per ora, per quanto ne sappiamo, c’è stato solo il concorso Smash The Past che ha fornito in tutto 400 inviti (un’inezia, se pensate che lo smartphone sarà venduto in 16 paesi: sono solo 25 persone ciascuno), ma speriamo che nelle prossime settimane arrivi altro.
  • Inizio giugno: prima disponibilità del modello da 64 GB
  • Fine giugno: disponibilità generale più ampia. “Le persone che vorranno dovrebbero essere in grado di ottenere un invito senza troppi problemi”. Capirete da soli che il senso di quest’ultima frase, riportata alla lettera, è tutto da verificare. E di certo il cliente comune, anche quello che ha acquistato un Nexus da Google Play, per esempio, non è affatto detto che abbia tempo e voglia da perdere nel cercare di procurarsi un invito.
  • Fine estate? Forse finirà il sistema degli inviti.

Giudizio Finale

OnePlus ha fatto quello che ogni buona startup che voglia emergere deve fare: far parlare di sé. Per questo motivo le ha sparate grosse. In alcuni casi le cartucce in canna c’erano, e su prezzo e caratteristiche tecniche non si discute, mentre design e disponibilità sono probabilmente i punti più critici.

One Plus le ha sparate grosse: ora deve dimostrare di fare sul serio

Non siamo comunque qui a giudicare la simpatia o meno di certe affermazioni, ma il lavoro di una neonata azienda, che è riuscita laddove molti altri hanno fallito. Finora però abbiamo ragionato solo sulla carta, per lo più. Adesso vogliamo i fatti. Vogliamo che i tempi per la messa in vendita si accorcino il più possibile, vogliamo che le prime (vere) recensioni dello smartphone definitivo (al momento ci sono solo prototipi) siano entusiastiche, e vogliamo che l’esperienza di CyanogenMod 11S sia all’altezza del suo nome e delle aspettative. E anche che gli aggiornamenti siano rapidi, o rolling, che dir si voglia.

Si dice anche che l’erbavoglio cresca solo nel giardino del Re. Vedremo quindi presto se OnePlus si rivelerà o meno di sangue nobile.

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