HTC One (M8) Galaxy S5 più

Editoriale: HTC One (M8) e Galaxy S5: due smartphone fraintesi, anche dalle loro aziende

Nicola Ligas -

I lettori più fedeli forse ricorderanno che nella nostra personale classifica di miglior smartphone 2013, avevo incoronato HTC One (M7) come vincitore; non vi nascondo pertanto che attendevo con ansia il nuovo One (M8), che a ben vedere non ha deluso le mie aspettative sotto nessun punto di vista, al contrario di quanto sembra aver fatto per molti. Attendevo con ansia anche Galaxy S5, perché ero piuttosto convinto che quest’anno Samsung mi avrebbe davvero stupito, cosa che invece sembra aver fatto per pochi. Il risultato è che comunque nessuno dei due smartphone è davvero ciò che avrebbe potuto essere, né dal punto di vista delle aziende, né da quello dei consumatori.

HTC è ancora una volta la Apple del mondo Android

In HTC One (M8) Il design è sempre quello, ma migliore. La spazzolatura dell’alluminio nella versione grigia lo rende ancor più elegante, ed anche la parte anteriore, con il vetro che si stacca dalla scocca, dona ulteriore pregio a quello che è lo smartphone Android più curato nei materiali e nell’assemblaggio. Non sono rimasto particolarmente traumatizzato nemmeno dalla discussa banda nera, anche perché preferisco uno smartphone più stretto e più lungo, anziché il contrario, e se la sua presenza è servita anche a non allargarlo, la accetterò di buon grado.

I due speaker anteriori BoomSound sono ancora pressoché unici nel loro genere e più potenti dei precedenti, quindi assolutamente nulla da ridire. Il display è ugualmente bello, anche se la risoluzione non è aumentata, così come bella, da sempre, è la nuova Sense. L’hardware è più che sufficiente a far girare fluidamente di tutto, e incaponirsi per la mancanza di 1 GB di RAM in più, o di un maggiore clock nel processore, sarebbe futile. La fotocamera posteriore è ancora una volta ad Ultrapixel, con in più, grazie al secondo sensore, la capacità di percepire la profondità, cosa che ci permette di realizzare bellissimi scatti con effetto Bokeh. Sì, sono i soliti Ultrapixel, non è aumentata neanche la risoluzione, ma per l’uso che ne faccio io (foto da scattare al volo e condividere, non certo da stampare) è più che sufficiente, ed il tempo in cui lascerò a casa la reflex a vantaggio del telefono, personalmente lo vedo ancora lontano. Infine, particolare non indifferente, l’autonomia è sensibilmente migliorata rispetto ad M7. Dunque dov’è il problema?

HTC è più statica di un semaforo

Il problema è nel fatto che se anche prendi un prodotto che era “ottimo” lo scorso anno, e lo migliori ulteriormente, non necessariamente avrai un prodotto ottimo l’anno successivo. Le esigenze e la percezione delle persone cambiano, quelle di HTC no. Dopo 28 mesi in continuo calo, ti aspetteresti prima o poi un colpo di coda, un azzardo, una mossa avventata, un qualche segnale di vero cambiamento, e invece nulla. L’azienda rimane fedele ad ogni sua politica, nel bene e nel male: ottimi prodotti, prezzi elevati, promozione ballerina (e non fatemi parlare nuovamente di “che fine ha fatto Robert Downey Jr.“, salvo sporadiche comparsate). Il risultato è che i due One (2013 e 2014) potrebbero anche essere i migliori smartphone al mondo, ma difficilmente il pubblico li percepirà come tali, soprattutto se nessuno cerca di convincerli in tal modo.

E con Galaxy S5 le cose sono ironicamente molto simili. Rispetto al modello dello scorso anno, abbiamo un software quasi rivoluzionato, con una grafica più appagante e rivista, dopo tanto tempo, in moltissimi elementi. Sulle mille funzioni software non mi dilungherò, ma alcune di queste fanno davvero la differenza (vedi risparmio energetico), e non sono puro esercizio ginnico. Anche l’hardware è al top del momento, anche se non così “spinto” come si poteva pensare, il che lascia correre un brivido al pensiero di una prossima variante ancora più premium e ancora più cara. Una fotocamera che sembra comportarsi molto bene quasi in ogni situazione, ed una resistenza mai vista nei modelli precedenti della serie, non solo in termini di polvere ed acqua, ma, a giudicare dalle folli prove su internet, proprio in generale.

Ad arricchire ulteriormente la dotazione di quello che comunque è uno degli smartphone più completi in commercio, troviamo il discutibile lettore di impronte digitali integrato sul tasto home, ed il monitor di battito cardiaco accanto al flash della fotocamera posteriore, che forse nessuno aveva chiesto, ma che contribuiscono comunque a dare quel senso di “in più”, che spesso i top di gamma Samsung sanno regalare. Cosa è mancato quindi a questo Galaxy S5?

Samsung non è ancora la Apple che tanto denigra

Davvero poco a dirla tutta. Con un design più originale, e con una cover posteriore meno prona alle prese in giro, il mondo avrebbe potuto gridare alla “rivoluzione” Samsung, e invece così non è stato. Per la verità, i comuni clienti non sembrano averci fatto troppo caso, ma è ancora presto per fare i bilanci sulle vendite, che dovremo per forza di cose rimandare a tra qualche mese, con dati più abbondanti ed affidabili. E se Samsung avesse davvero fatto tutto questo in previsione di un prossimo “Galaxy S5 premium”, la sensazione di “presa in giro” sarebbe ancora più evidente.

In mezzo a tutto questo, abbiamo invece Sony che sembra aver fatto davvero ciò che ci aspetteremmo da un’azienda attenta alle esigenze del cliente: ascoltare la voce degli utenti. Xperia Z2 ha finalmente uno schermo che pare all’altezza delle aspettative, due speaker anteriori, tanto per non farsi mancare nulla nemmeno sotto il comparto audio, ed un software per la fotocamera ulteriormente migliorato; il tutto accompagnato ovviamente da un hardware di prima fascia. Il problema? Ancora non possiamo dirvi se le cose stiano davvero così, perché il top di gamma della casa nipponica arriverà sul mercato almeno con un mesetto di ritardo sugli altri due, che nel frattempo gli stanno, bene o male, rubando la scena. E se fra 6 mesi o anche meno dovesse vedere la luce un fantomatico Xperia Z3, di certo i prossimi acquirenti di Z2 non ne saranno molto felici.

E infine, domani arriverà un certo OnePlus One, e al di là delle polemiche sulla vendita solo su invito, siamo sicuri che si solleverà un gran polverone, almeno virtuale. Basterà un outsider a far cambiare rotta ai giganti del settore? Ne dubito fortemente, chiunque esso sia, ma è chiaro che se nessuno di loro saprà darsi una scossa, apparente o sostanziosa, gli utenti prima o poi se la daranno da soli. O forse no.

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