Google Project Ara 1

10 cose da sapere su Project Ara (foto)

Nicola Ligas

Project Ara, lo “smartphone fai da te” di Google, è senz’altro un progetto affascinante, ma non essendo ancora di dominio pubblico, la dinamica precisa del suo funzionamento, assieme alle sue potenzialità, non sono del tutto chiare, e rischiano di confondere ciò che è il sogno da quella che sarà la realtà.

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L’idea è quella di inserire su una base dei moduli , che potrete scambiare con altri in caso di necessità, creando in pratica un telefono su misura. Il risultato al momento non è bello esteticamente, ma gli impieghi pratici diventano moltissimi: il fotografo punterà tutto sulla fotocamera, chi invece ha esigenze di grande autonomia potrà ovviare con due batterie, sacrificando altri componenti, e così via. I vari moduli, realizzati da chiunque voglia sviluppare tramite l’MDK (Module Developers Kit), saranno limitati solo dalla fantasia dei vari produttori.

  • Disponibilità: il “Grey Phone“, la versione “base” di Ara, è attesa a inizio 2015.
  • Prezzo: la produzione del Grey Phone dovrebbe costare circa 50$, ma il prezzo commerciale dipenderà anche dai partner che saranno scelti. Google avrebbe però in mente anche una versione high-end con un costo di produzione di ben 500$ (elevatissimo, se pensate che Galaxy S5 ne costa la metà).
  • Dimensioni: il prototipo visto più spesso è quello medio, ma c’è anche un mini ed in futuro arriverà anche il large. Le dimensioni precise non sono note, ma possiamo azzardare qualcosa intorno ai 4, 5 e 6 pollici, tanto per darvi un’idea.
  • Moduli: saranno connessi alla parte centrale del telefono, conosciuta come Endo, grazie a degli agganci magnetici elettropermanenti. Saranno realizzati anche da produttori di terze parti, sfruttando l’MDK (Module Developers Kit), ed il loro impiego sarà limitato solo dalla fantasia dei vari produttori (fotocamera, batteria, schermo, connettività, ecc.).
  • Vendita: ci sarà un sito apposito che si affiancherà a Google Play, nel quale acquisteremo i vari moduli, ma sarà disponibile anche un’app che mostrerà le potenzialità dei vari moduli, per aiutare gli utenti nella scelta. Usando il telefono di un amico sarà possibile attivare una “modalità ospite” per provare i moduli su quel telefono, e ci saranno anche di “chioschi” fisici in cui provare di persona Ara. Il ragionamento fatto in questo punto si applica in particolare solo all’America.
  • Sistema operativo: al momento Android non è in grado di supportare un sistema così modulare, per questo l’OS sarà aggiornato, probabilmente in concomitanza con l’arrivo sul mercato del Grey Phone nel 2015.
  • Prototipi: un modello di pre-produzione sarà mostrato nel settembre 2014. Il modello attuale non ha ancora correttamente implementato nemmeno il sistema elettromagnetico, ed utilizza delle clip per tenere i moduli in posizione.
  • Moduli con più funzioni: non è escluso che i moduli possano avere più funzioni, a seconda di quante gli sviluppatori sapranno realizzarne. Un display più piccolo sul retro può ad esempio evitare di usare quello principale, basta che si adatti agli spazi disponibili sulla Endo.
  • A chi dovrebbe importare: Project Ara ora come ora sembra, ed in parte è, una cosa “per nerd / geek / appassionati”. Il modello da lui introdotto, se diventerà valido, è però rivoluzionario: il tempo di vita di uno smartphone di questo tipo, date le sue possibilità di upgrade, è stimato anche in sei anni, cosa quasi impensabile con i modelli di adesso, specialmente da chi è esigente. Se vorrete un processore più veloce, dovrete cambiare solo quello, non l’intero telefono, ovviamente nei limiti di quanto concesso da Endo e dal progresso tecnologico.
  • Quali sviluppatori saranno coinvolti: il sistema a moduli è una sfida anche per i produttori, che dovranno ripensare il loro modo di sviluppo, anche in termini positivi per loro (il design in un certo senso passa in secondo piano), aprendo al contempo la sfida a chi saprà realizzare i moduli più allettanti. Questa è comunque una delle maggiori criticità di Ara, perché senza un’ampio spettro di sviluppatori /produttori pronti a crederci, diventerà difficile che altrettanto faccia anche il pubblico.

Ara è insomma l’ormai ennesimo progetto “rivoluzionario” di Google, che continua a mettere carne al fuoco (Glass, Android TV, Project Tango, ecc.), ma che dovrà anche tirarne le fila prima o poi. Nell’attesa vi lasciamo ad altre foto dell’attuale prototipo, in attesa dell’evolversi degli eventi.

Fonte: The Next Web
Google Project Ara