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Jawbone UP24, la recensione (foto e video)

Emanuele Cisotti -

Recensione Jawbone UP24 – Vi ricordate di Jawbone UP recensito quasi un anno fa? Si trattava di un prodotto interessante perché inserito in un contesto totalmente nuovo e in un certo senso rivoluzionario. Ora è passato un anno e il panorama degli wearable si è allargato moltissimo. Cos’è cambiato rispetto al predecessore? Basterà a renderlo competitivo con la concorrenza?

RECENSIONE: Jawbone UP (2013)

Il prodotto è sempre quello: un bracciale in silicone che permette di tracciare tutta la nostra vita e darcene un dettagliato resoconto su smartphone tramite la sua applicazione. Cos’è cambiato rispetto al prodotto dell’anno scorso? Adesso il bracciale non ha più bisogno di essere collegato per sincronizzarsi con l’applicazione. Basterà a renderlo più appetibile?

Il bracciale

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Jawbone UP24 si presenta come un bracciale in silicone, nei colori nero o arancione (meno del predecessore quindi). La trama superiore è adesso ad onde invece che triangolare. Non è un dettaglio che si nota, ma è l’unico modo a colpo d’occhio per distinguere le due varianti. È disponibile di tre misure: S, M e L, e sul sito è possibile scegliere quello più adatto al proprio polso. Una volta indossato si ha la sensazione di aver al polso un prodotto moderno, di stile e giovanile, anche se sicuramente non un prodotto di classe. Se siete comunque dei tipi atletici non avrete nessun problema a sentirvi a vostro agio con un UP24 al polso. Superiormente lo spessore non è troppo importante (non più di un orologio da uomo), mentre la parte inferiore (che in un orologio accomuneremmo al cinturino) è un po’ troppo spessa e in inverno rischia di fare attrito (e spessore) con i propri vestiti. Da una delle due estremità è presente un piccolo cappuccio che copre il jack audio da 2,5 mm (prima era da 3,5 mm), utile per la ricarica inclusa nella confezione. Dall’altro lato troviamo invece l’unico tasto del dispositivo, utile a passare fra le varie funzioni offerte, tutte segnalate da un piccolo led di notifica.

Le funzioni

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Le funzioni sono rimaste le stesse del passato. Partendo dalle modalità di utilizzo che sono rimaste le stesse 4: diurna, notturna, attività fisica e pisolino. Le prime due servono a segnalare se siamo svegli o se dormiamo e serviranno rispettivamente tracceranno i passi o il sonno. L’attività fisica invece, se attivata, permetterà di creare degli eventi singoli a cui poi assegneremo il relativo sport. Infine il pisolino vi farà dormire fra i 27 e i 45 minuti, dal momento in cui cadrete addormentati. Quest’ultima funziona è una delle più apprezzabili, perché non vi farà mai dormire troppo e allo stesso tempo terrà conto del tempo impiegato per addormentarsi. Il risveglio è garantito dalla vibrazione (molto forte) del bracciale. Impossibile non svegliarsi, come però, purtroppo, è impossibile rimanadare la sveglia (la classica funzione di snooze). Fra le altre possibilità abbiamo quella di essere avvisati se siamo inattivi da troppo tempo e la classica sveglia, con 4 possibili eventi da programmare.

Il software

L’ultima versione del software, la 3.0, è disponibile da circa un mese anche per Android. Quest’ultima versione garantisce la compatibilità con UP24 che, rispetto al passato, adesso si sincronizza via bluetooth senza bisogno di nessuna azione da parte nostra (l’aggiornamento avviene circa ogni ora). La grafica è stata rifinita, ma non vi sono particolari stravolgimenti. Sul menù a destra e possibile gestire tutte le impostazioni e le funzioni di cui abbiamo parlato sopra. A sinistra troviamo invece un riepilogo delle varie funzioni, fra cui quella più importante, ovvero il riepilogo giornaliero, settimanale e mensile di tutte le attività svolte e anche di tutti i grassi, le calorie dei cibi assunti. Questi ultimi dovranno, ovviamente, essere inseriti a mano. È possibile anche scansionare i codici a barre, ma in Italia è difficile avere fortuna. Se però vi prenderete la briga di includere anche tutti i vostri pasti, sarà sicuramente più completo poi il servizio offerto da UP24.

Social e domotica

L’ultima release del software di Jawbone aggiunge dei nuovi livelli di interazione con gli utenti. Viene mantenuta la componente social. Sarà possibile aggiungere amici con Jawbone per creare un team e vedere quindi tutti i loro aggiornamenti direttamente nella timeline all’apertura del software. Saranno poi possibili nuove interazioni con applicativi di terze parti, come MyFitnessPal, RunKeeper e sopratutto IFTTT che, tramite il servizio web, potrà mettere in comunicazioni più applicativi fra di loro. Pensate per esempio a far risvegliare le lampadine Philips Hue in automatico al vostro risveglio. Grazie a questa integrazione sarà possibile.

Autonomia

L’autonomia di UP24 è ovviamente sacrificata rispetto ai circa 10 giorni che riuscivamo a coprire con il precedente UP. Nelle nostre prove abbiamo comunque avuto a che fare con un autonomia di circa 6 giorni, comunque molto superiore alla media degli wearable e sopratutto sufficiente e non farci desiderare di abbandonarlo dopo ogni ricarica.

Conclusioni

In conclusione UP24 non è cambiato rispetto al precedente modello, con l’unica eccezione del tipo di connessione, adesso bluetooth. In questo modo si è risolto il problema più grande del precedente modello, che richiedeva di essere collegato al jack audio, ogni qualvolta avessimo voluto sincronizzare i dati. Diventava facile, per i meno motivati, stancarsi dopo qualche settimana di utilizzo. Adesso questo limite è stato superato e per un prezzo di 30€ superiore (150€ per UP24, 130€ per UP) è fortemente consigliato acquistare l’ultima versione. Per il resto non ci sono novità importanti, non è presente uno schermo o un led di notifica e l’autonomia è ancora superiore alla media. Un “piccolo” ma gradito aggiornamento.

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