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Google ottiene un brevetto per dare la caccia ai cloni sul Play Store

Nicola Ligas

Il tema della pirateria, anche su Google Play, non si è mai del tutto sopito. Che si tratti di app con espressi intenti malevoli, o solo di cloni, che comunque invadono e disturbano la quiete dello store, il problema c’è e ciclicamente si ripresenta, soprattutto quando ci sono dei particolari momenti di attenzione attorno a certe app (vedi Flappy Bird).

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Google ne è ben consapevole, ed un brevetto richiesto nel luglio 2013 e da poco concesso alla società lo testimonia. In esso si descrive un metodo per comparare il codice di app diverse, alla ricerca di similarità sospette, chiaro sintomo di una “clonazione”. Ovviamente il codice open-source, di cui chiunque può avvalersi, è escluso da questo tipo di verifica.

Al termine ciascuna app riceverà un “punteggio di affinità“, ed è plausibile che le più sospette siano automaticamente eliminate, o comunque sottoposte ad ulteriori controlli. Niente di tutto ciò è comunque, per ora, ufficiale, e non è escluso che a Mountain View non abbiano già trovato metodi migliori; speriamo solo di vederli presto all’opera, in un modo o nell’altro.

Via: Droid-Life
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