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Anche le mamme querelano Google: la disputa è sull’in-app purchases

Lorenzo Quiroli -

Google ritornerà presto nelle aule di tribunale, ma stavolta a chiamarla in causa non è stato qualche patent troll o qualche aziende come Apple e Microsoft, bensì da una donna di New York, Llana Imber-Gluck, che ha avviato una class-action dopo che il figlio ha utilizzato un dispositivo Android per acquistare contenuti a pagamento spendendo 68,95 dollari via in-app purchases.

Da una parte non è una novità la presenza dei cosiddetti giochi freemium, ossia gratuiti ma con la presenza di pagare all’interno dell’app per ottenere vantaggi durante il gioco: secondo lo studio di avvocati che rappresenta la mamma in questione Google si è approfittata della situazione per trarre guadagno, e a differenza di Apple non ha implementato un controllo tramite password, affermazione discutibile per chi conosce bene e usa spesso Google Play.

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Una causa simile capitò pochi mesi fa anche ad Apple, che fu costretta a risarcire ben 100 milioni di dollari in buoni per l’App Store dopo il processo; certo, le misure per evitare che vostro figlio faccia acquisti folli col vostro tablet ci sono, e Google le ha anche rafforzate con Android 4.3. Insomma, in fondo qualcuno pensa ai bambini, al contrario di quanto recita il famoso spezzone de “I Simpson” a seguire.

Via: AndroidCentralFonte: The Guardian
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