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Editoriale: quali saranno i wearable device del prossimo futuro?

Nicola Ligas -

Questo editoriale è stato scritto in concomitanza con un altro editoriale, sempre in ambito wearable, la cui lettura è consigliata.

È da parecchio tempo ormai che si parla di “tecnologia indossabile”, ma che si tratti di occhiali, orologi, o braccialetti, ancora nessuno di questi sembra davvero pronto ad accompagnarci nella vita quotidiana come già stanno facendo ora gli smartphone. Spesso questi dispositivi sono visti ancora con diffidenza, magari per questioni legate alla privacy, o comunque l’utente medio non ne percepisce la reale utilità; perché in fondo, in buona parte, non c’è.

In quest’ultimo periodo sta diventando però via via sempre più evidente una spinta da parte di vari produttori verso gli smartwatch, e più in generale sui dispositivi da polso, piuttosto che su occhiali, caschi, o anche tatuaggi e vitamine. Il perché lo si ritrova nella minore particolarità di questo tipo di device, meno appariscenti e vistosi rispetto a qualcosa da portare sul volto, e forse anche nel fatto che già gli orologi sono da tempo dispositivi tecnologicamente avanzati, al contrario degli occhiali ad esempio, che ora devono solo compiere un ulteriore passo avanti per essere sempre più “smart”.

L’avvento dei wearable da polso è stato in qualche modo facilitato anche da due fattori: la passione per il fitness (o più in generale per le diete/il tenersi in forma, vedi la nostra rubrica) che ha visto da tempo nascere braccialetti dedicati allo scopo, e il costante aumento di dimensione degli smartphone Android, i cui top di gamma sono tutti più o meno ascrivibili nel segmento phablet, con la conseguente necessità di avere qualcosa di piccolo, pratico, e sempre addosso a noi, che ci permetta quantomeno di vedere ognuna delle 1.000 notifiche che quotidianamente ci accompagnano, senza dover sempre tirare fuori il telefono di tasca/borsa.

Tutti puntano sui wearable, ma chi ci crede davvero?

Lo slancio in questa direzione esiste quindi da tempo, ma è uno slancio per adesso effimero, che nella maggior parte dei casi si esaurisce nel giro di poco tempo. Per quanto riguarda i braccialetti per il fitness, a meno che non siate veri atleti/appassionati, è facile iniziare ad utilizzarli, presi dall’entusiasmo di vedere dettagliata su un grafico la propria attività diurna e notturna, ma è altrettanto facile annoiarsi dopo qualche mese, accorgendosi magari che sotto sotto non fanno la differenza, se non ricordarci di dormire/correre di più, cosa che magari faremmo/non faremmo a prescindere.

Non lo dico solo io, lo dicono anche varie ricerche: secondo un sondaggio condotto su un campione di 6.223 utenti negli USA, tutti maggiorenni, un terzo di coloro che possiedono un braccialetto sullo stile di JawboneFitbitNike+ e altri, dopo sei mesi non lo usa più, e se allunghiamo un po’ i tempi, arriviamo oltre la metà.

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Oltre all’utilità intrinseca, che ancora non trova una vera killer feature in nessun modello, va considerato il fattore design, che negli smartwatch visti finora è risultato piuttosto critico, ma anche le varie smart band difficilmente possono essere etichettate come accessori particolarmente ispirati; ed al contrario di altri dispositivi elettronici, quelli indossabili non possono proprio prescindere da questo fattore.

Se a questo aggiungete il fatto che, essendo più esposti di uno smartphone, è anche più facile danneggiarli/romperli, che non tutti sono resistenti all’acqua, che non sempre la sincronizzazione è perfetta, portandovi magari a perdere notifiche o comunque a chiedervi se davvero le avrete ricevute tutte, e che alla fine della giornata spesso avrete un dispositivo in più da ricaricare (ed uno smartphone che forse si sarà scaricato più rapidamente), capirete come mai l’interesse cali in maniera quasi direttamente proporzionale al tempo.

Ciò nonostante credo ancora che “il nostro polso” sia il veicolo d’ingresso per una nuova era di dispositivi, prima ancora che i nostri occhi o la nostra testa intera (casomai qualcuno pensasse ad uno smart-casco), dei quali quelli che stiamo vedendo oggigiorno sono solo degli araldi. Del resto anche i cellulari hanno conosciuto un certo periodo di incubazione prima del boom, e nel frattempo spero che funzioni e caratteristiche facciano due passi in avanti, accompagnati magari da un passo indietro dei prezzi. E voi “con cosa vi vedete addosso” nel prossimo futuro?