Project ara

Google mostra per la prima volta Project Ara: tutti i dettagli del progetto spiegati (video)

Lorenzo Quiroli -

Abbiamo già sentito parlare molto di Project Ara, soprattutto negli ultimi giorni in cui Google ha fissato la data per una conferenza con gli sviluppatori dei moduli. Grazie ad un video della conferenza LAUNCH abbiamo modo di sentire il progetto spiegato nei dettagli da Paul Eremenko, ingegnere di Google ATAP.

Innanzitutto l’obiettivo di Google è di tenere Ara economico, e per questo motivo le basette, l’unico componente che sarà Google stessa a produrre, verranno vendute a 15 dollari. Esse contengono solamente una piccola batteria e i componenti necessari per la comunicazione tra i diversi moduli. Lo smartphone base mira ai 50 dollari, con processore di fascia bassa, Wi-Fi, display e batteria. Con Ara Google vuole aiutare anche le persone dotate di alcuni handicap, ad esempio con schermi realizzati appositamente per chi ha alcuni problemi visivi.

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Quale dimensione potremo scegliere però? Saranno tre almeno inizialmente, e anche se non è stata specificata la grandezza, la prima sembra circa 4 pollici, grande come un iPhone, la seconda circa 4,7 pollici mentre l’ultima non è stata mostrata, ma secondo le parole di Eremenko sarà in stile phablet. Le parole del neo-ingegnere di Google (prima infatti era di Motorola) aprono nuovi orizzonti: i moduli saranno completamente intercambiabili, dunque potrete con semplicità scambiarli e avere uno smartphone che può avere diverse dimensioni a seconda delle esigenze.

Non vi è nemmeno un ordine preciso con il quale dovrete inserire i moduli: oggi non vi serve la fotocamera? Sostituitela con una seconda batteria che vi garantirà una grande autonomia.

Si parla anche del prezzo dei moduli, che dovrebbe essere nell’ordine di decine di dollari, e che potranno essere prodotti senza pagare alcuna commissione a Google: immaginate insomma di poter comprare la fotocamera del vostro smartphone da Canon, e gli speaker dalla Bose.

Il quadro che ci si para davanti è insomma quello di un vero e proprio ecosistema: Google venderà i moduli tramite il Play Store (e possiamo solo pregare che siano disponibili anche in Italia dal primo giorno), in modo da poterli certificare e garantire, ma permetterà comunque ad altri di vendere i componenti senza passare dallo store ufficiale, anche se ovviamente Google non potrà certificare il loro corretto funzionamento. Un parallelo perfetto è Android, che permette di installare app al di fuori dello store ufficiale, anche se sarebbe più sicuro limitarsi a Google Play.

Vi lasciamo dunque con il video ufficiale, che dura circa 25 minuti (la parte di Google Ara inizia circa a 5:20), ma, se il vostro inglese è sufficientemente buono, rimarrete impressionati da ciò che Eremenko vi mostrerà, ed è una visione che vi consigliamo caldamente.

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