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HTC si fa promotore di un progetto per la ricerca sul cancro

Nicola Randone -

Nell’oramai lontano 1999, quando Internet era ancora agli albori (specie in Italia),  in molti restammo affascinati dal  progetto SETI@home che prometteva una svolta nella ricerca di vita extraterrestre se tutti avessimo messo a disposizione del progetto una parte delle funzionalità di calcolo del nostro computer.

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La logica intrinseca a SETI@home come anche al più recente Folding@Home, quest’ultimo della Stanford legato alla scienza in genere, è quella del calcolo distribuito. Forte quindi del motto l’unione fa la forza, HTC si fa promotore di un nuovo progetto che utilizzerà la medesima tecnologia ed indirizzata alla ricerca di una delle malattie più terribili del nostro secolo, il cancro. Il produttore taiwanese ha infatti ingaggiato il Dr. David Anderson di Berkeley, co-creatore di SETI@home, per l’iniziativa battezzata “Power to give” che si spera porterà nuova forza alla ricerca; per prendervi parte sarà sufficiente scaricare ed installare un’applicazione da Google Play ed avviarla (preferibilmente col telefono in carica) attivando il Wi-Fi per l’invio e la ricezione dei dati.

HTC sostiene che solo il potere di calcolo di un milione di HTC One  equivarrebbe ad un super-computer da un peta-flop, utile di sicuro all’elaborazione di dati complessi come quelli che riguardano la mappatura dei marker tumorali. Al momento l’applicazione è disponibile solo per la famiglia HTC One e la serie Butterfly, mentre nei prossimi sei mesi sarà rilasciata anche per gli altri dispositivi.

A seguire un paio di video che descrivono meglio l’iniziativa. Non mancheremo di aggiornarvi nel momento in cui l’applicazione sarà resa disponibile su Google Play.

Fonte: Engadget
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