7.5

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Alphadia Genesis, la recensione del JRPG di Kemco e Exe-Create

Giorgio Palmieri

Alphadia Genesis iconaKemco è una software house coraggiosa. L’azienda, infatti, propone esperienze di nicchia su dispositivi da gaming utilizzati perlopiù da casual, e ciò è ammirevole, considerando poi che la maggior parte degli hardcore gamer ripudia il gioco su smartphone e tablet. E alcuni di questi, dettati probabilmente dall’ignoranza, si mettono a sproloquiare essendo all’oscuro della presenza di altri titoli oltre alle produzioni semplici o a quelle farcite di acquisti in-app salatissimi. Proprio per questo, abbiamo deciso di recensire Alphadia Genesis, l’ultimo arrivato di casa Kemco. Sviluppato da Exe-Create, il titolo è un JRPG vecchio stampo che presenta due feature che rinfrescano l’offerta ludica del filone dei lavori Kemco, ovvero le battaglie a turni realizzate in tre dimensioni e il voice acting in lingua giapponese nelle scene più importanti del gioco. Tempo di allacciarsi le cinture: si parte con la nostra recensione.

6.0

Storia

La gente di Lagoon ha vissuto da sempre nella pace e nella prosperità grazie alla energi, una risorsa magica che ha permesso all’intera razza umana di evolversi creando una società funzionale ed efficiente. Dove c’è pace e ricchezza, però, c’è anche avidità ed ambizione, due cupi desideri che hanno consumato gli animi di chi questo mondo lo governava. È a causa di tutta questa bramosia che si è scatenata la grande guerra dell’energi tra i due potenti regni di Archleign e Ghalzabine, un enorme conflitto in cui i rispettivi paesi hanno creato tramite l’energi dei cloni, robot dalle sembianze umane caratterizzati da una notevole capacità militare. Mesi dopo mesi, la guerra sembrò non cessare mai, e nessuno dei due regni ebbe la meglio sull’altro, causando solo morte e distruzione lungo le terre di Lagoon.

Il mondo di Lagoon potrà essere visitato anche tramite alcuni mezzi.

Sono passati 15 anni dalla grande guerra dell’energi. I due regni hanno stipulato un trattato di pace che prevede di eliminare il lato offensivo nei chip dei cloni, reintegrandoli nella società secondo un modello che permette a questi di proteggere i loro master, effettuando faccende al solo scopo di facilitare la vita di tutti i giorni degli umani. Purtroppo, però, la dolce atmosfera di armonia viene interrotta da un omicidio avvenuto nel regno di Archleign: un clone ha ucciso il suo master senza un motivo apparente. È così che entrambi i regni decidono di mettere in campo un team investigativo per scoprire cosa si cela dietro questo assurdo mistero. A capo di questo gruppo c’è Fray, il protagonista di Alphadia Genesis, un membro della gilda locale guidato dalla nobiltà d’animo. Insieme a lui c’è Aurra, sua sorella, denominata il cervello del gruppo essendo una competente scienziata dei laboratori di Archleign.

La storia si sviluppa in maniera lineare senza particolari colpi di scena, e la cornice narrativa risulta decisamente striminzita. Lo stesso lore è solo abbozzato, così come la caratterizzazione dei personaggi fin troppo essenziale. Solo poche scene cercano di mostrare il lato più concreto della personalità di questi, ed è un vero peccato considerando che la premessa iniziale da ampio spazio ad un interessante folclore.

Potenziarsi prima di attaccare è una tattica vincente.

una narrazione lenta e blanda

È chiaro che il target è comunque un dispositivo portatile quindi c’era d’aspettarsi una trama leggera e poco impegnativa, ma paradossalmente i dialoghi spesso tendono ad essere prolissi: non abbiamo ben capito verso quale direzione volessero puntare gli sviluppatori, ed infatti il risultato lascia un po’ a desiderare, con una struttura molto simile ai vecchi JRPG, ossia quest, dungeon, boss ed evento piuttosto ripetitiva a causa di una narrazione lenta e blanda. Non mancano però gag esilaranti durante il viaggio, scene che vi strapperanno più di un sorriso e che aiutano a caratterizzare un pelino in più i sei protagonisti dell’avventura, ma da sole non bastano ad innalzare il nostro giudizio riguardo la storia di Alphadia Genesis, che si attesa solo su livelli sufficienti, in quanto si appiattisce man mano che si procede nell’avventura tanto da risultare dopo un paio di ore di gioco solo un mero pretesto all’interno dell’offerta ludica.

8.0

Giocabilità

Come anticipato nel paragrafo precedente, la struttura di gioco offre particolare enfasi ai dungeon e all’esplorazione. Il movimento del personaggio segue uno schema a tap sullo schermo, ma noi abbiamo optato per quello via d-pad virtuale. Comunque sia, buona parte del tempo lo passerete visitando i sotterranei lungo i quali giaceranno tesori e mostri da sconfiggere. I primi sono ben nascosti, e bisognerà sfruttare passaggi segreti per raggiungerli, mentre i secondi daranno vita a battaglie casuali a turni.

Peccato per la poca presenza di enigmi.

è lodevole la profondità del combat system per un gioco mobile, merito anche dei moltissimi accessori equipaggiabili

Nei combattimenti è possibile utilizzare quattro dei sei personaggi che compongono il party: gli ultimi due potranno essere evocati per dare man forte durante la battaglie attraverso uno speciale attacco che si caricherà tramite colpi inflitti al nemico. Oltre a ciò, sarà possibile eseguire una moltitudine di azioni, in quanto ogni personaggio, oltre all’attacco principale, potrà effettuare abilità fisiche e magiche, usare oggetti, difendersi e fuggire dal combattimento.

Insomma, niente di nuovo all’orizzonte, ma è lodevole la profondità del combat system per un gioco mobile, merito anche dei moltissimi accessori equipaggiabili che conferiscono particolari capacità ai personaggi. Questi variano dai semplici anelli magici che aggiungono nuove abilità altrimenti inottenibili, a aggeggi più di nicchia, come gioielli che donano una grossa percentuale di critico in più a discapito di pesanti effetti collaterali quali danni inflitti a se stessi ad ogni turno.

Se nella vostra testa echeggia il victory fanfare di Final Fantasy, avete la nostra stima.

Ci si può sbizzarrire nella personalizzazione dell’equipaggiamento e in particolar modo degli accessori, ma il sistema di sviluppo rimane ancorato ai dogmi del genere. Ad ogni battaglia completata si otterranno punti esperienza e punti abilità: i primi ci aiuteranno a salire di livello; i secondi, invece, serviranno ad evolvere gli anelli, ossia i poteri magici di ogni personaggio. Tirando le somme, lo sviluppo è decisamente lineare, ma i combattimenti veloci e molto divertenti, uniti ad un grinding per nulla accentuato (facilitato poi dalla modalità automatica), costituiscono un gameplay solido e ben orchestrato.

7.0

Contenuti

Sono oltre 20 le ore offerte da Alphadia Genesis, ma purtroppo i contenuti non riescono a tenere alto l’interesse del giocatore medio per tutta la durata dell’avventura. Il mondo di gioco, seppur diversificato in termini di ambientazioni, non è coadiuvato da un design peculiare e risulta generico e poco ispirato. L’assenza di una mini mappa, poi, rende l’esplorazione un po’ confusionaria in alcuni frammenti dell’avventura, in quanto molti pezzi dei sotterranei tendono ad assomigliarsi un po’ troppo.

Fray è troppo buono, forse fin troppo per i nostri gusti.

la varietà lascia un po’ a desiderare

Per quanto riguarda le attività accessorie non ci lamentiamo: senza entrare nello specifico per quanto riguarda le classiche missioni secondarie, ciò che ci ha divertito parecchio è l’arena, una modalità che vi metterà alla prova contro mostri particolarmente forti sotto condizioni al limite del tollerabile, come alcuni incontri in cui il party sarà addormentato all’inizio di ogni combattimento. Certo, la varietà lascia un po’ a desiderare, soprattutto per quanto riguarda la struttura e la trama, inficiata da riempitivi che, a nostro avviso, sarebbero potuti essere eliminati, o perlomeno limati per garantire una scorrevolezza maggiore.

6.0

Comparto Audiovisivo

Il comparto visivo di questa nuova fatica di Kemco e Exe-Create farà la gioia dei retrogamer. Notevole la direzione artistica dei personaggi, caratterizzati da un vestiario ben disegnato e molto accattivante. Il level design di ambientazioni e città, invece, risulta privo di mordente e poco diversificato.

Il livello di difficoltà si attesta su livelli medio/bassi.

Da premiare la continuità di stile tra le due e le tre dimensioni

Discorso completamente a parte va fatto per il lato audio: se le melodie raggiungono livelli discreti insieme alla campionatura effettistica, lo stesso non possiamo dire della varietà di queste e, soprattutto, dalla contestualizzazione. Capita spesso di trovarsi davanti a eventi drammatici o comunque riflessivi e, mentre i personaggi disquisiranno in merito all’accaduto, verremo inondati dalle solite musiche tra l’altro non adatte a quel preciso istante, e questo purtroppo non giova né al momento né alla serietà stessa della trama. Capite bene che questo non è tollerabile in un gioco di ruolo giapponese che punta molto sul coinvolgimento sonoro. Da premiare, invece, la continuità di stile tra le due e le tre dimensioni, per nulla fuori luogo e ben amalgamata nel lato estetico.

6.0

Prezzo

Oggetti, abilità, spade, armature: ce n'è per tutti i gusti!

Alphadia Genesis è disponibile sul Play Store al costo di 9,99€. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare dato il prezzo elevato rispetto alla maggior parte dei titoli mobile, sono presenti gli acquisti in-app. Questi però sono del tutto accessori, e rivolti unicamente ad una speciale valuta (denominata AGP) acquisibile in-game esplorando dungeon e antri nascosti. Ovviamente la valuta può essere spesa in un apposito shop per acquistare alcuni oggetti che, in ogni caso, potranno essere ottenuti semplicemente giocando. Considerando il lavoro che c’è dietro e la buona offerta ludica, il compromesso risulta sufficiente, ma di sicuro un prezzo di circa la metà sarebbe stato più indicato.

7.5

Giudizio Finale

Alphadia Genesis è un JRPG riuscito a metà. Il sistema di combattimento è ben calibrato, veloce e divertente, capace di sostenere l’intera produzione da solo. A fronte di questo, però, c’è da tener conto che la trama lascia a desiderare e non solo per la sua poca incisione nell’offerta ludica, ma soprattutto per la sua non giustificata prolissità, in particolar modo nei dialoghi. Un vero peccato poiché, fatta eccezione per questo problema, il resto dell’offerta diverte in maniera genuina, senza innovare nulla e rimanendo comunque legata ai canoni del genere. Concludendo, ci sentiamo di consigliarlo sia a chi è alla ricerca di esperienze di gioco diverse dalla solita solfa presente sul Play Store (magari dopo che andrà in porto uno sconto), che a quelli che adorano i JRPG: questi ultimi sicuramente noteranno con più insistenza i problemi della produzione, ma ne rimarranno tutto sommato soddisfatti.

 

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