7.3

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Knight Storm, la recensione del titolo di 505 Games e MunkyFun

Giorgio Palmieri

knight storm iconaKnight Storm è un minestrone di idee, ma solo di primo acchito. Il titolo sviluppato da MunkyFun e prodotto da 505 Games, infatti, cerca di prendere ciò che di buono ha offerto la formula gestionale tipica del mobile gaming per contestualizzarla all’intero di un ambiente i cui punti salienti sono la narrazione e i combattimenti interattivi nella giostra medievale: insomma, un bel fardello colmo di sfaccettature. Inizialmente rimarrete spiazzati dalla varietà e dalla complessità delle sezioni di gioco, ma basta immergersi nella formula per una mezz’oretta per rendersi conto quanto il connubio tra i vari elementi di gioco non solo funziona bene, ma nel complesso risulta piuttosto semplice ed assuefacente. Di seguito, la nostra recensione.

7.0

Giocabilità

tutorial poco esplicativo

La storia di Knight Storm vede un nobile cavaliere protagonista di una vicenda tutt’altro che peculiare: infatti l’eroe ha ereditato il regno da suo padre ormai defunto, e sarà suo compito riportarlo in auge. Dopo questa breve introduzione, il gioco inizia ad inculcare nozioni di gameplay nella testa del giocatore nella maniera meno introduttiva possibile. Ci mostra prima dei sigilli, poi il castello e l’utilità dei frammenti, dopo accenna qualcosa riguardo ai seguaci, per poi buttarci in faccia nel buio dell’azione fatta di linee di testo e combattimenti semi-automatici. Risultato? Ma cosa diavolo sta succedendo?

Questo è il castello. Qui sarà possibile gestire le varie strutture, tra cui le stalle e il campo d'addestramento.

Il tutorial sarebbe potuto essere molto più esplicativo se solo gli sviluppatori avessero dato meno per scontato alcune informazioni, cosa che di sicuro avrebbe giovato alla popolarità del titolo. Nonostante ciò, i videogiocatori con un po’ più di pazienza ingurgiteranno questo primo boccone senza sapore con estrema facilità, in quanto basta prendere la mano con la struttura per iniziare a divertirsi con Knight Storm.

gameplay diviso in tre parti: gestione del castello, la giostra medievale e l’esplorazione

Il gameplay si divide sostanzialmente in tre parti, ma che si legano l’un l’altra: gestione del castello, la giostra medievale e l’esplorazione. Nella prima bisognerà appunto amministrare le varie strutture del castello, ossia il fabbro, la stalla, il campo d’addestramento, la guaritrice e i due edifici adibiti alla costruzione dei sigilli e dell’equipaggiamento. Ognuno di questi dona qualcosa con il passare del tempo. Ad esempio, il fabbro produce le monete, utili ad acquistare nuovo equipaggiamento; la guaritrice e le stalle creano rispettivamente pozioni della salute e dell’energia; il campo d’addestramento offre invece dell’esperienza per salire di livello.

Prima di iniziare il combattimento, sarà necessario scegliere un sigillo.

Per quanto riguarda la creazione di sigilli, sappiate che si tratta di speciali artefatti che conferiscono dei potenziamenti durante i combattimenti sia a cavallo che a piedi. Partendo da questo presupposto giungiamo dunque ai combattimenti della giostra medievale, ovvero battaglie a cavallo uno contro uno che si basano molto più sulla spettacolarità piuttosto che sulla strategia. Infatti, le uniche due cose che potremo fare saranno scegliere il sigillo e direzionare la lancia. Nel primo caso si tratta di selezionare uno dei sigilli in nostro possesso proprio come in un card game e, dopo che l’avversario a sua volta ne avrà scelto uno, si decreterà il vincitore in base ad un criterio molto simile al carta-forbice-sasso, qui sostituito da due formule: si parte con il primario attacco-difesa-precisione e, se questo finirà in parità, si passerà al secondario fuoco-fulmine-terra. Chi vincerà otterrà un bonus che gli garantirà un colpo più potente durante il combattimento vero e proprio. Questo avviene in maniera molto semplice, infatti bisognerà unicamente direzionare la lancia tramite swipe su touchscreen, cercando di avvicinarla il più possibile al punto debole del nemico, contrassegnato da una croce rossa. Entrambe le operazioni si ripetono fin quando una delle due barre della vita dei duellanti si esaurisce.

Veniamo dunque all’ultima parte del gameplay, vale a dire l’esplorazione, che avviene sottoforma di avventura testuale in stile Joe Dever’s Lone Wolf, ma in maniera molto più semplice. Non aspettatevi scelte che modificano in maniera sostanziale lo scorrere delle vicende, in quanto anche la storia non è affatto corposa, ed anzi si diverte a scimmiottare il fantasy con continue battute sugli assurdi nomi dei popoli e sui cliché talvolta abusati di questo mondo ormai ben conosciuto dal pubblico: comunque sia, la narrazione risulta leggera ma sicuramente riuscirà a strapparvi un sorriso più di una volta.

Il lato esplorativo della produzione di MunkyFun è coadiuvato da una narrazione divertente.

Ogni linea di testo porterà spesso o ad un combattimento a cavallo o a piedi (che differisce dal primo solo nell’assenza del direzionamento della lancia), oppure ad un minigioco in cui bisognerà scoprire delle carte al fine di trovare tesori, stando attenti ai nemici. Dopo aver completato un territorio, si potrà rigiocare lo stesso per ottenere ulteriori ricompense in monete, oppure procedere al prossimo livello.

un’unica formula a sé stante molto semplice supportata da un comune denominatore: il grinding

Vi chiederete ora in quale direzione si lancerà il gameplay dopo aver assimilato tutta la formula, se verso un city builder con una forte componente freemium in stile Dungeon Keeper, oppure dritto contro il muro della ripetitività o, ancora, verso qualcosa di innovativo e coinvolgente. Tirando le somme il gameplay è di sicuro più interattivo rispetto ai vari gestionali presenti sul Play Store, ma alla fine, nonostante le apparenti tre modalità di gioco, si tratta pur sempre di un’unica formula a sé stante molto semplice supportata da un comune denominatore: il grinding, ossia ripetere numerose volte determinate sezioni allo scopo di potenziare il cavaliere per poi procedere lungo la modalità esplorazione. Tutto ciò però è orchestrato in maniera più che discreta, anche se si nota una cura altalenante negli aspetti di gioco, con alcuni elementi, come i combattimenti corpo a corpo e le vie esplorative, che necessitavano di una maggiore varietà.

7.0

Contenuti

Contenutisticamente, il titolo di MunkyFun non delude affatto grazie alle tante cose da fare ma, superato l’ostacolo del tutorial poco esplicativo, si nota quanto la formula sia poco profonda. Il cuore del gioco sono appunto le battaglie a cavallo (che possono essere fatte anche contro giocatori reali grazie al multiplayer asincrono), mentre tutto il resto è di contorno, dalla gestione del castello fino ad arrivare all’esplorazione. È però palese che il fulcro dei contenuti è il sistema di sviluppo del personaggio, unito al desiderio del giocatore di far crescere sempre più l’alter-ego digitale, ed in questo Knight Storm ci riesce bene.

Preso in pieno!

I ritmi di progressione sono ben calcolati

I ritmi di progressione sono ben calcolati, ed effettivamente le iniziali limitazioni di energia e salute (entrambe le barre si ricaricano con lo scorrere del tempo) si potranno alleviare grazie al potenziamento delle strutture della guaritrice e delle stalle. Questo fattore non solo aumenta la longevità generale del titolo, ma amplia anche la sessione media giornaliera man mano che si ottengono più seguaci, utili per produrre più velocemente monete, esperienza e pozioni di ogni tipo. Insomma, è un titolo che sa come assuefare il videogiocatore, senza tediarlo troppo con le attese e le limitazioni del modello freemium, ma che alla lunga potrebbe risultare ripetitivo.

6.0

Comparto Audiovisivo

I combattimenti uno contro uno sono troppo striminziti.

Il comparto audiovisivo di Knight Storm soffre di alti e bassi. Se da una parte abbiamo una buona modellazione poligonale e delle animazioni più che convincenti, dall’altra c’è una varietà stilistica troppo povera, con giusto un paio di modelli per i nemici e per gli ambienti. Molto più gravi invece i frequenti freeze temporanei, che si manifestano per circa qualche secondo per poi andarsene come se nulla fosse, ma purtroppo rovinano l’esperienza generale. Solo sufficiente il lato sonoro, di qualità discreta ma molto ripetitivo, e migliorabile l’interfaccia del gioco, in quanto povera di informazioni.

7.0

Prezzo

Acquisti in-app di Knight Storm.

Knight Storm è disponibile sul Play Store gratuitamente, ma il modello di monetizzazione è supportato chiaramente dagli acquisti in-app. Questi sfociano in diversi elementi di gioco, dalla presenza di una valuta premium e del sistema ad energia tipico dei free-to-play, fino ad arrivare alle attese tra un potenziamento e l’altro. Gli sviluppatori però hanno optato per una struttura più che abbordabile anche per chi non ha intenzione di uscire un centesimo dal portafogli, ed infatti nel complesso è tutto ben orchestrato, quindi onore al merito. Certo, c’è da ammettere che l’acquisizione dei frammenti per la creazione dei sigilli poteva essere resa più celere e non solo, ma ci si può convivere benissimo, al fronte del fatto che è assente qualsiasi tipo di pubblicità.

7.3

Giudizio Finale

Knight Storm è un titolo a suo modo originale. I combattimenti nella giostra medievale, seppur non molto profondi, sono realizzati ottimamente e contestualizzati all’interno di un gameplay sufficientemente sfaccettato per il mobile gaming. Si poteva prestare più attenzione e cura ad alcuni elementi della formula e alla struttura generale in quanto dopo molte sessioni il gioco inizierà a mostrare i suoi punti deboli, tra cui la ripetitività abbastanza marcata e alcuni problemi di natura tecnica, ma l’idea ci è piaciuta e consigliamo a tutti di provare questa fatica di MunkyFun in quanto completamente gratuita.

 

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