Gingerbread

Google obbligherà i produttori ad utilizzare versioni di Android recenti sui nuovi smartphone?

Lorenzo Quiroli

Quello della frammentazione è uno dei problemi storici di Android, presente tra di noi con la mensile pubblicazione dei dati delle varie distribuzioni da parte di Google; nonostante ciò bisogna dare atto all’azienda di Mountain View di essersi mossa nella giusta direzione, con alcuni accorgimenti, come il PDK e la separazione sempre più evidente delle app Google dall’AOSP.

Quello che vi raccontiamo oggi è un nuovo espediente che pare sia stato applicato da Google di recente, a partire dal primo febbraio 2014, ossia pochi giorni fa: pare sia stato fissato un periodo entro il quale un qualsiasi produttore può certificare un dispositivo per una certa versione Android per ottenere l’accesso a Google Play e alle altre applicazioni di Big G; scaduto questo periodo, non sarà più possibile passare i test e dunque le alternative saranno due: utilizzare una versione più recente oppure vendere il dispositivo senza Google Play & co.

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Versione di Android Apertura finestra GMS Chiusura finestra GMS
Gingerbread 6-Dec-2010 1-Feb-2014
Honeycomb 24-Feb-2011 1-Feb-2014
Ice Cream Sandwich 16-Dec-2011 1-Feb-2014
JB 4.1 (API level 16) 12-Jul-2012 1-Feb-2014
JB 4.2 (API level 17) 13-Nov-2012 24-Apr-2014
JB 4.3 (API level 18) 25-Lug-2013 31-Lug-2014
KK 4.4 (API level 19) 31-Ott-2013 Ancora sconosciuta

La tabella qui sopra sarebbe stata inviata da Google ad uno dei produttori e possiamo notare subito un fatto molto importante: il primo febbraio di questo mese si sarebbe chiusa la finestra  per certificare un dispositivo con Gingerbread, Honeycomb, Ice Cream Sandwich e Jelly Bean 4.1.

Ciò non significa che non vedremo più uno smartphone con Ice Cream Sandwich arrivare sul mercato, poiché potrebbero essere stati commercializzati a metà gennaio e venduti a fine giugno (giusto per fare un esempio), ma è chiaro il tentativo di Google di forzare i produttori, soprattutto i più piccoli nel settore più economico, ad utilizzare le ultime versioni di Android. Gli effetti di questa azione potremmo vederli già alla fine di quest’anno, dal momento che da agosto Google certificherà solo dispositivi con KitKat o successive versioni, in caso queste vengano presentate.

Vediamo però come Google stessa spiega questo fatto:

Starting February 2014, Google will no longer approve GMS distribution on new Android products that ship older platform releases. Each platform release will have a “GMS approval window” that typically closes nine months after the next Android platform release is publicly available. (In other words, we all have nine months to get new products on the latest platform after its public release.)

Tradotto:

A partire da febbraio 2014, Google non approverà più la distribuzione di GMS su prodotti Android dotati di vecchie versioni. Ogni nuova versione avrà una “finestra di approvazione GMS” che si chiuderà solitamente nove mesi dopo l’arrivo del codice nell’AOSP. (In altre parole, abbiamo tutti nove mesi per rilasciare nuovi prodotti con l’ultima versione dopo il rilascio pubblico.)

Una scelta che ricadrà soprattutto sui dispositivi di fascia bassa, quelli che solitamente sono dotati di build molto vecchie del robottino verde, come ad esempio i tablet sotto i 100 euro che si possono facilmente trovare in molti negozi o smartphone di piccoli produttori venduti con ancestrali versioni di Android. L’attenzione ai dispositivi di fascia bassa è inoltre resa evidente dal fatto che Google specifica che “Aiuterà i produttori con il PDK e fornirà ulteriori ottimizzazioni per i dispositivi di fascia bassa“.

Fine della frammentazione? No, ovviamente no, per nulla, dato che tutto ciò non ha alcuna influenza sugli aggiornamenti, dal momento che si riferisce solamente alla approvazione che avviene prima della vendita, ma sicuramente è meglio essere abbandonati ad Android 4.3 che ad Android 4.0.

Fonte: AndroidPolice